Ospite musicale del Lovers Film Festival 2025, Ditonellapiaga è sbarcata a Torino a pochi mesi dal ritorno al Festival di Sanremo nella serata duetti e ad un anno dall’uscita del suo secondo disco, Flash.
28enne romana Margherita Carducci, questo il suo nome all’anagrafe, terrà un live serale al Cinema Massimo, prima della proiezione delle ore 20:30, ribadendo così tutta la propria vicinanza alla comunità LGBTQIA+ nazionale. Nell’attesa le abbiamo fatto qualche domanda.
Benvenuta al Lovers, che rapporto hai con il Cinema e soprattutto con la cinematografia LGBT? C’é un titolo in particolare che hai amato?
“Il mio rapporto con il Cinema è migliorato con il tempo, mi è sempre piaciuto ma ora vado molto di più al Cinema, apprezzo più la sala. Sarà l’età? Sarà la vecchiaia? Può essere me lo dice pure mia madre. Ho anche un buonissimo rapporto con la cinematografia LGBTQIA+. Tra i miei film preferiti ci sono Priscilla e Kinky Boots, che è stupendo. La Vita di Adele è un film bellissimo, come Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino. Ce ne sono tanti, ma i primi due per me sono iconici”.
Negli anni non ti sei mai tirata indietro, quando c’era da sostenere la comunità lgbtqia+. Dal Milano Pride ai più recenti Rainbow Awards, dove nasce questa affinità?
“Ma anche al Roma Pride, dove ci sono sempre, da sempre. Penso ci sia sempre stata questa affinità. Nel momento in cui l’ho sposata come artista è stato il momento in cui ho iniziato a fare musica, da autrice. Forse perché mi sono sentita riconosciuta dalla comunità. Da subito. Per forza di cose mi sento eternamente debitrice. Poi chiaro credo che sia una cosa ovviamente giusta da parte mia sostenere e supportare, ma questo dovrebbe esserlo per tutti, ma personalmente credo di avere un buon rapporto perché da subito il primo pubblico che mi ha riconosciuta è stato quello della comunità LGBTQIA. Per me è un onore. Anche le artiste che ammiro sono poi quelle storicamente più amate dalla comunità. C’è stata un’affinità istantanea”.
Ti sei mai chiesta, o ti hanno mai fatto intendere, se questa vicinanza potesse tramutarsi in un boomerang?
“No, non me lo sono mai domandata, non ci ho mai visto nulla di sconveniente. Forse perché mi manca quel tipo di malizia. Anche da parte dei miei discografici hanno capito da subito quanto io volessi sposare la causa e non ci hanno mai visto nulla di male. Ho sentito fare discorsi su quanto potesse risultare ghettizzante, ma non per me, non c’è nulla di vero. È un qualcosa di trasvesale. E a me non interessa avere dei fan che dicono che siccome io supporto la comunità LGBTQIA+ smettono di seguirmi, o diventano ostili nei miei confronti. Anche perché se vengono ai miei concerti sarebbero in minoranza, perché il 70% dei presenti è parte della comunità, sarebbero comunque circondati”.
C’è un vento d’odio che soffia da destra che rischia di travolgerci tuttə, dall’America di Trump all’Europa di Orban e Meloni, con l’esplicita vicinanza dei cosiddetti alleati sempre meno esplicitata. L’impressione é che ci sia paura nell’esporsi e che a farlo siano soprattutto le donne, le artiste, a differenza degli uomini.
“È vero, non ci avevo mai pensato a questa predominanza femminile, vedo solo colleghe. Probabilmente perché gli uomini non si sentono altrettanto riconosciuti dalla comunità, come può capitare con Paola e Chiara, per esempio, elette da subito ad icone. Non so se ci siano artisti uomini con la medesima risonanza. Achille Lauro si sarà sicuramente esposto. Forse chi non si espone lo fa perché è un qualcosa che non gli sta a cuore. Anche io potrei non sposare cause importantissime nel mondo perché mi stanno meno a cuore, a differenza dei diritti LGBTQIA+”.
Pochi mesi ti abbiamo visto a Sanremo, ospite delle serate cover/duetti omaggiando Califano. Bolle qualcosa in pentola in previsione estiva?
“È un momento faticosissimo, sto scrivendo il terzo disco, sto in paranoia ma è normale. Sto scavando e piano piano inizierà a vedere una luce in fondo al tunnel. Non so cosa succederà quest’estate, probabilmente preferisco prendermi del tempo per il disco. Poi fare la canzone per l’estate è un incubo. Forse qualcosa uscirà, qualcosa mi inventerò per non essere proprio deseparecida ma credo che mi concentrerò soprattutto sulla scrittura del disco nuovo. Che uscirà nel 2026? Sì, non lo so, c’ho l’ansia solo a pensarci (ride, ndr)”.
Tornando al concetto di icone, l’anno scorso hai duettato con Ornella Vanoni ed Elodie con Ti voglio. Com’è stato?
“Fantastico, con Ornella l’ho cantata agli Arciboldi e poi a Caracalla. Che dire? Che sono fortunata. Ho cantato prima con Donatella e poi con Ornella, non a tutti capita. Questa cosa ogni tanto non me la ricordo, quindi quando ho dei momenti di down mi dico quanto sia stata fortunata. Ti voglio è un pezzo importantissimo così come tutto quel disco del 1977. Lei pubblicò due dischi quell’anno, uno dal titolo Io Fuori e uno dal titolo Io Dentro. Io Fuori era un album molto disco con dei pezzi bellissimi. Ti Voglio era per me già importantissima di suo, pensa cantarla. Non l’ho inciso direttamente con Ornella, perché aveva inciso la sua parte da sola, mentre ho avuto modo di conoscere meglio Elodie, perché già l’avevo incontrata, ed è stata una grande. Sarà che siamo entrambe romane ma c’è stata molta sinergia”.
Elodie che sarà a Cannes come attrice con Fuori di Mario Martone, mentre Margherita Vicario ha sbancato le nomination dei David grazie alla sua prima prova da regia con Gloria!. Ditonellapiaga guarda al Cinema?
“Sarebbe divertente. Non adesso, ma nel futuro mi piacerebbe sperimentare. Chi lo sa, ci vuole tempo e servirebbero un grandissimo acting coach e un progetto giusto, con un ruolo che mi si addice se no rischierei subito una brutta figura”.
Con il nuovo disco in lavorazione, ci sono artistə che stai attualmente ascoltando con particolare interesse?
“Te ne dico due. Ormai è sputtanatissima ma seguo Chappel Roan da prima che esplodesse, me la consigliarono ad un firmacopie. È bravissima, sono innamorata della sua energia e del significato della sua opera artistica. Poi sto ascoltanto molto Chloe Qisha, che è davvero molto brava. Non sono ispirazioni del disco, ma le ascolto con piacere”.


