Drag Race Italia 3: Lina Galore
Lina Galore è esplosa artisticamente nel 2019, rendendo omaggio a Lina Sastri, l’attrice napoletana che ha interpretato Ninuccia in “Natale in Casa Cupiello“, un film che le ricorda le sue origini e, soprattutto, la sua famiglia.
“Volevo un nome che avesse un significato emotivo per me e, anche se è molto italiano, suonava bene in inglese“, ha dichiarato Lina Galore che proprio dalle pagine di Gay.it ha spesso spartito consigli ai nostri lettori su temi quali il ghosting e le dating app.
Lina ha troppi modelli per poterli riassumere facilmente. Molto spesso, la gente le dice che la sua drag è un incrocio tra Trixie Mattel e Violet Chachki. Per lei, è un complimento, ma sa che c’è molto di più dietro la sua ricerca e la sua arte. Tuttavia, la sua migliore qualità rimane il sarcasmo. Dietro l’idea di Lina, c’è sempre un riferimento a un personaggio di vecchi cartoni animati.
Il suo trucco è intenzionale, quasi per fare diventare Lina qualcosa che chiunque può facilmente disegnare, scatenando la propria immaginazione. “Iniziare a fare la drag – ha dichiarato Lina Galore – con il proprio partner è una fortuna perché non si sente la preoccupazione del giudizio degli altri. Ciò che conta di più, dopo tutto, è il sostegno di coloro che amiamo“.
Drag Race rappresenta un’opportunità per Lina di condividere la sua arte ancora più liberamente e onestamente con tutti, compresa la sua famiglia: “Lo scorso maggio, la mia relazione più lunga (8 anni) si è conclusa, dopo di che mi sono trovato completamente disorientato e pieno di domande. Sto facendo un enorme lavoro per ricostruire la mia autostima, la mia percezione di me stesso e rivedere le priorità che ho nella mia vita quotidiana. In questo momento, la relazione più importante nella mia vita è quella che sto cercando di costruire con me stesso. Lentamente, sto imparando il valore che forse merito, lo stesso valore che, probabilmente prima, facevo dipendere solo dalla presenza e dall’approvazione di un’altra persona accanto a me“.
E sul perché Lina Galore faccia la drag queen ha risposto: “Perché mi rende felice e perché lo considero un atto di estremo coraggio politico (soprattutto in un Paese come il nostro e in questo preciso momento storico) e uno strumento di rappresentazione, elemento fondamentale per la sopravvivenza in una società eteronormativa. Se anche solo un giovane, vedendo una mia esibizione, trova il coraggio di essere sé stesso, allora quella parrucca vale fino all’ultimo euro speso (e io spendo davvero tanto per le mie parrucche). Adoro il mondo della commedia femminile, specialmente se questa commedia assume la forma di un corpo sexy e sinuoso, un corpo da cui ci si aspetterebbero – a causa del patriarcato e dell’eteronormatività – soltanto ammiccamenti e frivolezze. Tutte le immagini, creature e personalità che rientrano in questo specifico universo sono per me fonte di ispirazione”.
Nata ad Avellino ma residente a Milano, Lina Galore [nome d’arte di Giovanni Montuori, 34 anni] nella vita di tutti i giorni è un consulente di strategie di comunicazione e produttore digitale. Si descrive come “un ragazzo sensibile, abbastanza intelligente, molto introspettivo, anche se abbastanza estroverso“.
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