Questa mattina l’Italia femminile di Calcio è stata accolta al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Le azzurre allenate da Andrea Soncin hanno fatto sognare il bel Paese, sfiorando una finale europea che sarebbe stata storica. Contro le campionesse in carica dell’Inghilterra trainate dalla leonessa queer Lucy Bronze le nostre calciatrici stavano vincendo la semifinale grazie ad una rete di Barbara Bonansea, per poi andare incontro alla beffa al 95esimo minuto, con il goal del pareggio di Agyemang. Poi al 118esimo minuto la 2a beffa, con un rigore alquanto dubbio concesso alle britanniche, volate così in finale grazie al goal di Kelly.
Lacrime e orgoglio per le calciatrici italiane, seguite da oltre 4 milioni di telespettatori. Tra le atlete più applaudite del nostro europeo spicca Elena Linari, 31enne difensore della Roma nonché pilastro della difesa azzurra. Nel 2019 Linari fece coming out durante un’intervista per il programma Dribbling, mentre 10 giorni fa è scesa in campo agli europei svizzeri indossando la fascia arcobaleno.
Elena Linari e l’omobitransfobia nell’Italia di Meloni e Salvini
Intervistata da LaRepubblica, Linari ha confessato che sugli spalti svizzeri, in quella semifinale dei rimpianti, non c’erano soltanto sua mamma Cristina e alcune amiche ma anche la sua compagna. A sei anni dal suo coming out, quando disse che “in Italia non siamo pronti ad accettare l’omosessualità“, Elena ha sottolineato come le cose non siano cambiate.
“No, purtroppo no, la situazione non sta migliorando ed è per il governo che abbiamo, mi dispiace. Stanno portando avanti nuovamente la famiglia tradizionale, al netto di alcune eccezioni come il sindaco di Roma Gualtieri o la nuova sindaca di Genova Salis, che ha appena sposato due donne. Nel mondo vedo una crescita, tralasciando l’avvento di Trump negli Stati Uniti. Ma bisogna ricordare quante aggressioni ci sono per due donne che camminano per strada mano nella mano, o due uomini che si azzardano a darsi un bacio a stampo. È assurdo dover parlare di questo nel 2025”. “Si dovrebbe poter amare e essere amati, rispettare e essere rispettati. Se c’è questo, possono stare insieme donne, uomini, ci può essere una relazione aperta. Si deve poter essere liberi”.
In Italia il Calcio femminile è diventato professionistico da pochi anni, con Roma e Juventus che si sono spartiti gli ultimi 8 scudetti. Se in altri Paesi del mondo sempre più spettatori si appassionano al calcio delle donne, in Italia fatica ancora ad attecchire. La stessa stampa sportiva se ne disinteressa, seppur oltre 4 milioni di italiani hanno tifato le azzurre in prima serata su Rai1 nel corso della semifinale contro l’Inghilterra.

“Io parlo ai genitori: non siate scettici. Se una bimba vuole mettersi gli scarpini e giocare deve poterlo fare liberamente. Il loro sogno è il nostro“, ha ribadito Linari, che si è appena laureata scienze motorie con una tesi dal titolo “Calcio, capacità cognitive e il duello 1vs1”, discussa direttamente dallo spogliatoio, in divisa d’allenamento, tra una partita e l’altra dell’europeo.
Europei di Calcio femminile, finale Inghilterra-Spagna

Gli europei svizzeri sono stati i più inclusivi di sempre, con quasi 80 calciatrici dichiaratamente LGBTQIA+ dichiarate e diverse capitane scese in campo con la fascia rainbow. A giocarsi la finale domenica alle ore 18 saranno l’Inghilterra e la Spagna, ovvero le finaliste annunciate. Tra campo e panchina ben 11 calciatrici pubblicamente LGBTQIA+ (5 le inglesi, 6 le spagnole) culleranno il sogno di una medaglia d’oro.

