Elena Linari è la prima capitana azzurra ad indossare la fascia arcobaleno per i diritti LGBTIQ+

"Penso che sia una forma di rispetto e di apertura per tutto quello che può venire"

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Elena Linari è la prima capitana di una nazionale azzurra di calcio ad indossare la fascia arcobaleno per i diritti LGBTIQ+
Elena Linari è la prima capitana di una nazionale azzurra di calcio ad indossare la fascia arcobaleno per i diritti LGBTIQ+
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Dopo l’abbraccio coniugale della coppia lesbica Jess Fishlock e sua moglie  Tziarra King, venerdì sera, nella terza partita degli Europei femminili di calcio in corso in Svizzera, la capitana della Nazionale italiana Elena Linari ha indossato la fascia da capitano con i colori dell’arcobaleno, in segno di sostegno alla comunità LGBTQIA+. Si tratta della prima volta che una calciatrice (o un calciatore) della Nazionale maggiore, con la fascia al braccio, compie un gesto del genere in una competizione ufficiale.

“Penso che sia una forma di rispetto e di apertura per tutto quello che può venire”

Così ha dichiarato Linari nel dopopartita ai microfoni Rai, sottolineando come la squadra italiana si sia spesso distinta per “prese di posizione molto belle“. A ribadire la volontà di lanciare un messaggio politico chiaro, tutte le calciatrici azzurre hanno inoltre indossato durante il girone un polsino con la scritta “Peace”, per dichiararsi contro i conflitti in corso a livello globale.

Difensora classe 1994, Linari è da tempo impegnata in prima persona nella promozione dei diritti LGBTQIA+. Lo scorso ottobre è stata tra le firmatarie della lettera di protesta firmata da oltre 130 calciatrici internazionali contro l’accordo di sponsorizzazione tra la FIFA e la compagnia petrolifera statale saudita Aramco. L’intesa, siglata nell’aprile 2024, prevede che Aramco sia sponsor globale della FIFA fino al 2027, con visibilità garantita in tutti i principali eventi, inclusi i Mondiali maschili 2026 e quelli femminili del 2027. L’accordo è stato definito da Amnesty International una “beffa crudele”, dato il coinvolgimento diretto del regime saudita nella repressione delle libertà civili e dei diritti LGBTQIA+, oltre che per le sue responsabilità ambientali. L’Arabia Saudita ospiterà inoltre i mondiali del 2034.

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Il gesto di Linari si inserisce in un clima molto diverso da quello che caratterizza il calcio maschile. Ai Mondiali FIFA del 2022 in Qatar, la Federazione vietò a capitani e giocatori l’utilizzo della fascia “OneLove”, minacciando sanzioni. Diversi calciatori in Francia e nel Regno Unito si sono poi rifiutati di indossare simboli arcobaleno, suscitando polemiche e reazioni anche da parte dei propri club. Ai recenti Europei maschili, le fasce rainbow sono praticamente scomparse.

Nel calcio femminile, invece, la visibilità LGBTQIA+ è un dato consolidato. Agli Europei in corso, almeno 70 delle 368 giocatrici sono dichiaratamente LGBTQIA+, sei delle quali italiane. Molte di loro hanno già indossato la fascia pro-LGBTIQ+.

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