Musica, cinema, il doppiaggio per Disney, l’impegno come ambasciatrice di Save the Children, il calendario Pirelli: il 2024 di Elodie è stato a dir poco denso di avventure, ma il 2025 promette di essere altrettanto ricco e sfidante. Un nuovo album in arrivo in primavera anticipato dalla quarta partecipazione in gara a Sanremo e poi, in estate, due attesissimi show negli stadi a proposito dei quali dice: “Non rincorro il sold out, se non lo farò, me ne farò una ragione”.
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Elodie si prepara per Sanremo 2025
A pochi giorni dal Natale Elodie incontra la stampa per tracciare un bilancio dell’anno che volge al termine e per anticipare i piani dei mesi a venire. Il primo grande impegno che l’attende è il Festival di Sanremo, dove presenterà il brano Dimenticarsi alle 7. La cantante si dice impaziente di salire sul palco del teatro Arison e interpretare questa canzone che ama particolarmente:
Racconta tanto di me. Sono un po’ drammatica, tante volte inutilmente, come solo l’amore ci fa essere. Io mi butto per terra, ogni tanto metto anche la vestaglia per disperarmi ma sempre con un po’ di sciccheria, e la musica di questo pezzo mi rappresenta molto.
La popstar spiega con un certo orgoglio di aver messo per la prima volta becco sulla produzione: “In questo brano racconto anche i miei gusti musicali, ci sono le mie reference, c’è tanto di me”.

“Dimenticarsi alle 7”: come sarà la canzone di Sanremo di Elodie
Ma per citare il titolo del pezzo, che cosa deve dimenticare Elodie alle 7? “Si dimenticano le persone” racconta. “È un bel dramma romantico, non è autobiografico in questo momento della mia vita, ma tante volte mi sono trovata in questa situazione”.
Gli amanti dei drammi sul dancefloor pare che avranno pane per i loro denti:
Io la vedo come la ballata di una persona che va a ballare sotto cassa, però c’è la malinconia. È un brano incalzante ma triste. Pure vocalmente è un po’ diverso rispetto alle ultime cose che ho fatto. È più nelle mie corde. In questo Sanremo voglio cantare e basta.
Qualche altro spoiler? La melodia ricorderebbe la musica leggera di diversi decenni fa, con un riferimento molto chiaro nella sua testa a un’icona della musica italiana della quale Elodie non vuole nemmeno fare il nome perché “mi sento male anche solo a pronunciarlo”. “Io sono sdoppiata” continua, “una parte di me ama la musica leggera anni ’60 e ’70, ma dall’altra parte io vado a ballare da quando ho 14 anni: la musica elettronica mi ha aiutata a viaggiare dentro di me, a sentire il mio corpo, è stata la mia meditazione per tanto tempo, e quindi ho cercato di unire le due cose”.
Le anticipazioni sul nuovo album
Il suo pubblico scalpita anche per mettere le mani sul nuovo disco a 2 anni dal precedente Ok. Respira e dal progetto pensato per i club, Red Light. Anche qui le premesse mettono un certo appetito.
La buona notizia è che il disco è quasi chiuso e che uscirà in primavera. Che cosa dobbiamo aspettarci questa volta dall’artista romana? “Più grinta sia nelle sonorità che nei testi” ci anticipa. “Ho cercato di raccontarmi sotto un altro aspetto che in genere viene fuori più nelle interviste o quando faccio certe mie uscite. Mi sembrava che le mie canzoni rimanessero indietro rispetto al mio approccio alla vita”.
Elodie lo definisce un disco “molto sicuro, perché è un momento in cui sono sicura di me e del mio valore”. Per questo anche musicalmente si è appropriata di sonorità più “cattivelle”: “Ci sono quelle del Duemila, c’è qualcosa di funky, di R&B, di soul, ovviamente pop, però cose che non ho ancora sperimentato”.

I concerti negli stadi
In estate poi sarà la volta del debutto negli stadi con due appuntamenti: l’8 giugno a Milano e il 12 giugno a Napoli. “L’annuncio degli stadi è stato un azzardo” ammette lei stessa, “ma io credo di aver costruito un po’ tutto azzardando. A me le sfide piacciono, mi piace l’idea di uno show grandioso in cui poter essere tutto quello che si può in modo plateale”. E ancora: “Non devo rincorrere il sold out, se non lo farò, me ne farò una ragione, fino all’altro ieri facevo il Magnolia con 2000 persone, mi accontenterò”.
4 gli atti che comporranno lo spettacolo e che le permetteranno anche di riappropriarsi di quel che c’è stato prima della grande svolta: “Inizialmente ho messo da parte tutto quel che ho fatto ad Amici, il mio primo Sanremo… L’ho chiuso in un cassetto e un po’ l’ho rifiutato, ma fa parte del mio percorso e vorrei riuscire ad abbracciare tutto quello che sono e che sono stata” spiega. “Mi sento tante donne e voglio raccontarlo anche nei live“.
L’evoluzione di Elodie
A tal proposito la cantante di Black Nirvana ricorda il momento in cui ha optato per quello switch che si sarebbe rivelato determinante per farla diventare l’icona pop che è oggi:
Nel 2017 faccio ‘Tutta colpa mia’ (il brano del suo primo Sanremo, ndr), ho 26 anni ma mi guardo e me paro mi’ zia. Mi vedevo invecchiata, ero troppo appesantita. Vado da Jacopo Pesce (discografico che per anni ha lavorato in Universal, ndr) e gli dico: ‘Non mi va a questa età di avere questo peso addosso, io voglio fa’ la sgambettata, voglio giocare, voglio sentirmi giovane’, se no stavo meglio a fare la cubista.
A questo punto arriva una “confessione” piuttosto interessante sul tipo di artista che gli altri volevano che fosse:
Mi avevano appioppato questo personaggio, avevano deciso che ero la nuova Mia Martini, in base a cosa non lo so, quindi sono andata da Jacopo pregandolo di farmi fare altro. Tutti quanti però mi dicevano ‘No, non si può fare’, litigavo con tutti, anche con il mio manager di allora. Mi dicevano: ‘Che percorso è, che solidità ti dà? Chi ti segue? O sei una cantante che canta o non lo sei’.
Per sua fortuna Pesce ha creduto nell’idea di Elodie. Poi è stata la volta di Max Brigante che ha abbracciato il progetto diventando manager della cantante. Da lì la costruzione di un team che passo dopo passo l’ha ricollocata nel panorama musicale trasformandola nella star che è oggi: un’artista che non ha paura di raccogliere nuove sfide e lanciarsi in progetti che abbracciano realtà diverse tra loro. Come quella cinematografica.

Nuove prove da attrice sognando il ruolo da assassina
Dopo il debutto nel film “Ti mangio il cuore”, Elodie tornerà a confrontarsi con il ruolo di attrice nel lungometraggio di Mario Martone “Fuori”, incentrato sulla vita di Goliarda Sapienza e in cui ha lavorato con Valeria Golino e Matilda De Angelis. “L’ho visto da poco, è commovente” dice Elodie, “sono incredibilmente spiazzata dalla scelta di Martone di aggiungermi a quel cast”.
Non è tutto, perché nel 2025 la vedremo in un altro progetto, il thriller “Performance” con la regia di Lucio Pellegrini accanto ad Adriano Giannini e Eduardo Scarpetta. “È un momento in cui mi do la possibilità di sperimentare, di provare, non mi tiro indietro”.
Per il futuro sogna ruoli da antagonista, perché “hanno profondità diversa rispetto ai buoni. Mi piacerebbe approfondire lati più oscuri, qualche follia, magari un’assassina” confida.
Stare dietro a tutti i progetti che Elodie ha in cantiere non è facile. Meno male che al suo fianco c’è un uomo abituato a correre, anche se la velocità a lei fa paura: “La odio, ho paura. Quando lo accompagno alle gare mi viene un’ansia” dice riferendosi al compagno, il motociclista Andrea Iannone. Farsi portare in moto? Se per tanti è un sogno, per lei no. “Io vado a piedi. Però è molto sexy quando torna tutto sudato…” ammette, trovando l’approvazione di molte delle persone in sala.
