Enna Pride 2026, sabato 30 maggio la terza edizione. Transfemminismo al centro e l’appello: “Tendete una mano ai piccoli centri”

Il 30 maggio torna Enna Pride 2026 con la terza edizione. Cristina Cammarata racconta a Gay.it un Pride politico tra transfemminismo, diritti delle persone trans e sostegno ai piccoli centri.

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Enna Pride 2026, la terza edizione sabato 30 maggio - Foto @lunasullapelle
Enna Pride 2026, la terza edizione sabato 30 maggio - Foto @lunasullapelle
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L’Enna Pride si prepara a tornare con la sua terza edizione e una data già fissata: sabato 30 maggio 2026. A rilanciare l’appuntamento è Altra Sponda, collettivo LGBTQIA+ del territorio ennese e promotore della manifestazione, insieme al Comitato organizzatore costruito negli ultimi mesi. Un Pride che si inserisce nel calendario nazionale delle mobilitazioni con una linea politica chiara e un tema centrale esplicito: il transfemminismo.

Qui tutte le altre date dei Pride 2026 in Italia

Dopo due edizioni che hanno contribuito a consolidare la presenza di una comunità LGBTQIA+ visibile anche in un territorio complesso come quello siciliano, Enna Pride si prepara a tornare con un’impostazione che intreccia attivismo, cultura e rivendicazione politica, confermandosi come uno degli appuntamenti più significativi del Sud Italia.

Enna Pride, edizione 2025 - Foto @lunasullapelle
Enna Pride, edizione 2025 – Foto @lunasullapelle

Enna Pride 2026 si racconta a Gay.it: “Nei piccoli centri non è coraggio, è sopravvivenza”

A raccontare a Gay.it il senso politico dell’edizione 2026 è Cristina Cammarata, referente dell’Enna Pride e rappresentante di Altra Sponda, il collettivo promotore nato proprio dopo il primo Pride cittadino.

Per Cammarata, oggi l’Enna Pride rappresenta “una presa di posizione su un meccanismo sistematico di invisibilizzazione della comunità LGBTQ+ nei contesti periferici”. Enna, spiega, è una provincia composta da tanti piccoli comuni segnati da spopolamento e scarsità di servizi: “Non ci sono punti di ritrovo, non ci sono locali, non ci sono dimensioni. Il collettivo è nato dal primo Enna Pride, perché prima non c’era nulla di tutto questo”.

In questi anni, il cambiamento più concreto è stato proprio la nascita di una rete stabile sul territorio. “Altra Sponda sta diventando un punto di riferimento”, racconta Cammarata. Oltre alle attività culturali, il collettivo è diventato anche uno spazio informale di ascolto e sostegno: “Capita che persone della comunità in difficoltà ci contattino direttamente e noi cerchiamo di aiutarle o indirizzarle verso reti cittadine, per esempio a Catania o Palermo”.

Nonostante le difficoltà, l’Enna Pride continua a rivendicare una forte autonomia politica e organizzativa.Il nostro è un Pride sì politico, ma totalmente apartitico e completamente autofinanziato, sottolinea Cammarata. Non chiediamo sponsor, ci teniamo molto che tutto venga dal basso, tutto venga strutturato in maniera autonoma. Secondo la referente, il sostegno maggiore arriva dalla cittadinanza ennese: “La popolazione è molto coinvolta, c’è molto sostegno”.

Il tema politico scelto quest’anno è il transfemminismo, che il collettivo considera una chiave essenziale per leggere il presente e costruire alleanze. “Significa riuscire a collegare due mondi che spesso vengono intesi in maniera separata”, spiega.La comunità ha bisogno del transfemminismo tanto quanto le persone fuori dalla comunità. Per questo il Pride vuole diventare ponte di comunicazione tra le diverse dimensioni transfemministe e femministe presenti sul territorio.

Tra i temi più urgenti indicati da Enna Pride ci sono i diritti e la salute delle persone trans e non binary, soprattutto giovanissim3. “Molt3 ragazz3 che frequentano il collettivo sono minorenni o comunque molto giovani”, racconta Cammarata. “Ci rendiamo conto in maniera tangibile delle loro difficoltà quotidiane: dal farsi due o tre ore di strada per una visita endocrinologica perché a Enna non ci sono servizi, fino alla carriera alias che non viene tenuta in considerazione”.

Il claim scelto per il 2026 è “Sepolte… Rifioriamo!”, un messaggio che unisce resistenza e rinascita. L’ispirazione arriva dal mito di Proserpina (Persefone), profondamente legato al territorio ennese e al lago di Pergusa. “Persefone per noi, oltre ad essere un riferimento al territorio a cui siamo molto legati, è anche una metafora di presa di potere personale, di rinascita”, spiega Cammarata.

L’edizione 2026 non sarà solo corteo. Il 29 maggio sono previsti momenti di confronto con ospiti che saranno presto annunciati, insieme a realtà come un consultorio autogestito di Catania e centri antiviolenza. Il giorno successivo sfilerà il corteo cittadino, che nelle ultime edizioni ha raccolto circa 500 partecipanti, numeri significativi per una realtà dell’entroterra siciliano. “Vorremmo che questo Pride fosse transfemminista in tutti i sensi. Vorremmo vedere un corteo di donne, di persone che si identificano nel genere femminile che riprendono la strada e si riprendono il proprio spazio”.

Il passaggio più forte dell’intervista riguarda però il rapporto tra periferie e grandi città. “Il nostro non è un Pride coraggioso”, precisa Cammarata. “Quando si ha veramente poco non è più una questione di coraggio, ma una questione di sopravvivenza”.

Da qui l’appello rivolto alla comunità LGBTQIA+ nazionale: L’unico messaggio che vorrei mandare ai grandi centri, non solo quelli del Nord ma anche tante città del Sud, è di tendere una mano ai piccoli centri. E conclude: “Noi non sappiamo quanto riusciremo a fare il Pride. Per questo, anche se facciamo poco, lo dobbiamo fare bene. Bisogna ritornare a un’idea di comunità e di collettivo, andando oltre classismo, abilismo, razzismo e divisioni interne, perché questa frattura fa bene solo ai nemici”.

 

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Il transfemminismo come scelta politica dell’edizione 2026

Al centro dell’edizione 2026 c’è il transfemminismo, definito dal collettivo come una chiave di lettura politica e culturale della realtà contemporanea. Una posizione netta, che prende le distanze da modelli tradizionali e da visioni escludenti.

Come spiegano le organizzatrici e gli organizzatori sui canali social: “Il transfemminismo è una posizione politica e culturale che respinge il binarismo di genere come unico modello valido per interpretare le vite e individua nel patriarcato un sistema che penalizza chiunque non si conformi a norme di genere rigide”.

Una prospettiva che mette al centro l’autodeterminazione delle persone e che si sviluppa attraverso uno sguardo intersezionale: “La visione transfemminista sostiene l’autodeterminazione di genere come pratica liberatoria e lo fa attraverso la lente intersezionale, per guardare tutte le complessità che formano le disuguaglianze e per promuovere una giustizia sociale che attraversa genere, orientamento sessuale, classe e provenienza”.

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Un impianto teorico e politico che diventa, per Enna Pride 2026, il filo conduttore dell’intera manifestazione.

Le precedenti edizioni

Enna Pride, edizione 2025 - Foto @lunasullapelle
Enna Pride, edizione 2025 – Foto @lunasullapelle

Il percorso verso Enna Pride 2026 si inserisce in una continuità costruita negli ultimi anni, a partire dalla seconda edizione del 2025, che si è svolta il 31 maggio con lo slogan “Liber* Tutt*”. Un Pride che il collettivo Altra Sponda aveva definito “non solo uno slogan, ma un sogno e una promessa”, capace di tenere insieme festa, riflessione, lotta e condivisione.

Dopo il primo evento storico del 2024, la seconda edizione ha rappresentato un ulteriore passo di consolidamento per la comunità LGBTQIA+ ennese, confermando la necessità di uno spazio visibile anche in un territorio definito dagli stessi organizzatori “complesso e, spesso, arido”.

Nel corso del 2025, il Pride ha continuato a portare al centro temi fondamentali come l’educazione affettiva e sessuale, l’autodeterminazione di genere e l’accesso ai servizi, contribuendo ad alimentare un dibattito locale sempre più strutturato. Un percorso che, tra partecipazione e confronto, ha rafforzato una rete di attivismo capace di crescere nel tempo.

È in questa traiettoria che si inserisce l’edizione 2026, che raccoglie l’eredità degli anni precedenti e la rilancia con un focus politico ancora più definito, segnando un ulteriore passo nel radicamento del Pride nel territorio ennese.

 

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Un contesto internazionale e nazionale sempre più complesso

La scelta di mettere al centro dell’Enna Pride 2026 il transfemminismo non è casuale, ma risponde a un contesto politico sempre più critico, sia a livello internazionale che nazionale.

Dal collettivo sottolineano come il tema sia oggi “urgente e necessario anche alla luce delle recenti oppressioni perpetrate da alcuni Stati europei e soprattutto promosse dai governi imperialisti, come quello statunitense che con le sue politiche compie una crescente cancellazione delle identità trans”.

Un riferimento diretto alle dinamiche globali che stanno ridefinendo il dibattito sui diritti civili, ma anche a quanto accade in Italia: “Anche in Italia non mancano segnali preoccupanti: una parte del dibattito pubblico e politico, spesso alimentato da forze conservatrici allo scopo di rafforzare la propria propaganda contro la comunità LGBTQIA+”.

Il Pride, in questo scenario, torna a essere uno spazio politico necessario, capace di mettere in discussione narrazioni dominanti e di rilanciare rivendicazioni concrete.

Le discriminazioni contro le donne trans e il posizionamento del Pride

Tra i punti centrali del discorso politico di Enna Pride 2026 c’è la denuncia delle discriminazioni che colpiscono in particolare le donne trans, anche all’interno di alcuni ambiti del femminismo.

Il collettivo non evita il confronto e prende posizione in modo esplicito: “È doveroso affrontare le discriminazioni che le donne trans subiscono nella nostra società italiana anche a causa di alcuni movimenti femministi trans-escludenti, i quali portano avanti narrazioni che incoraggiano la disinformazione e alimentano la paura”.

Una posizione netta che si traduce in una rivendicazione altrettanto chiara sul piano dei diritti: “Ribadiamo il nostro sostegno alle lotte transfemministe e rivendichiamo il pieno riconoscimento dei diritti delle persone trans. Riteniamo imprescindibile che alle donne transgender siano garantiti gli stessi diritti delle donne cisgender: nessuna differenza può essere tollerata nella tutela della dignità e dell’autodeterminazione delle persone”.

Il messaggio si inserisce nel dibattito nazionale e internazionale e contribuisce a definire il posizionamento politico della manifestazione.

“Sepolte… rifioriamo”: il claim della terza edizione

A sintetizzare lo spirito dell’Enna Pride 2026 è anche il claim scelto per accompagnare la comunicazione social: “Sepolte… RIFIORIAMO!”.

Un’espressione che richiama l’idea di resistenza, ma anche di rinascita collettiva. Un messaggio che parla di visibilità, di lotta e di trasformazione, e che si lega direttamente al contesto politico e sociale descritto dagli organizzatori.

Il Pride diventa così uno spazio in cui ciò che è stato marginalizzato o invisibilizzato torna a emergere, a prendere parola, a costruire comunità.

Perché partecipare

Accanto alla dimensione politica, Enna Pride 2026 punta anche a rafforzare il proprio radicamento territoriale. L’obiettivo è quello di costruire uno spazio realmente aperto e partecipato, capace di coinvolgere non solo la comunità LGBTQIA+, ma l’intera cittadinanza.

In questa direzione, la manifestazione si articola attraverso una serie di iniziative culturali, momenti di confronto e il corteo previsto per sabato 30 maggio, con l’obiettivo di stimolare un dialogo costruttivo sui temi dell’uguaglianza e dei diritti.

Un approccio che guarda al Pride non solo come momento di rivendicazione, ma anche come occasione di incontro, formazione e costruzione di alleanze sul territorio.

Enna Pride 2026: come restare aggiornatə

L’Enna Pride 2026 si conferma come uno degli appuntamenti più significativi per la comunità LGBTQIA+ in Sicilia, un momento di incontro, visibilità e rivendicazione collettiva che porta al centro temi urgenti come il transfemminismo e i diritti delle persone trans. Una giornata che invita a scendere in piazza con consapevolezza e orgoglio, riaffermando che i diritti e la dignità non possono essere messi in discussione.

Per restare aggiornatə su tutte le novità, dal percorso del corteo agli ospiti, fino al calendario completo degli eventi che accompagneranno la manifestazione, è possibile seguire i canali ufficiali dell’Enna Pride, dove verranno pubblicati aggiornamenti, iniziative e comunicazioni del comitato organizzatore (FB – IG).

Qui trovi altre date di Pride 2026 in Italia

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