Europee 2024, Padova come Milano. Seggi elettorali rispettosi delle identità trans con file unisex

"Profondamente indignati, indicazione assurda", la reazione del consigliere leghista Ubaldo Lonardi.

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Nel lontano 2018 è nata la campagna “Io Sono, Io Voto”, promossa dall’associazione Gruppo Trans APS in collaborazione con altri enti del terzo settore, con l’obiettivo di ripensare le forme della partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica e garantire l’inclusione nell’accesso al libero esercizio della democrazia. Le attuali procedure di accesso ai seggi elettorali, infatti, non tengono conto della complessità delle vite delle persone transgender.

Ancora oggi, in Italia sono migliaia le persone aventi diritto al voto che non sono in possesso di documenti conformi alla propria identità e che sono costrette a un coming-out forzato e pubblico in occasione del voto al seggio elettorale, ambiente spesso impreparato ad accoglierle. Essendo espressamente richiesto di collocarsi in una fila o presso un registro a seconda del mero dato del sesso anagrafico indicato sul documento, si costringono di fatto le persone transgender a violare la propria privacy, ad esporsi in contesti non protetti, con l’evidente risultato di compromettere la loro partecipazione democratica alla vita pubblica ed esponendole alla non remota possibilità di divenire bersaglio di discriminazioni.

 

Anche per questo motivo il comune di Padova guidato da Sergio Giordani (centrosinistra) ha seguito quanto già deciso da Beppe Sala a Milano, stabilendo che ai seggi elettorali dell’8 e 9 giugno per le Europee non ci dovrebbero più essere file distinte tra uomini e donne. Tutto questo per rispetto delle persone transgender, intersex e non binarie.

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Il vademecum, non obbligatorio, è stato distribuito ai presidenti dei seggi. “Fermo restando che le liste per legge sono divise in maschi e femmine, invitiamo a non suddividere tra le file per non creare difficoltà a quelle persone il cui aspetto non corrisponde al genere anagrafico indicato sui documenti ufficiali, ovvero di transizione“, ha precisato al Corriere Francesca Benciolini, assessora ai Servizi anagrafici: “Ci hanno fatto sapere che si tratta di cittadini che non si recano alle urne proprio per evitare queste situazioni di disagio“.

Puntualmente contrario il centrodestra, con il consigliere leghista Ubaldo Lonardi che si è detto “profondamente indignato, è un’indicazione assurda“.

Nel 2022, proprio in relazione della campagna “Io Sono, Io Voto”, intervistammo Christian Leonardo Cristalli, presidente di Gruppo Trans APS che ricordò come “il diritto al voto è sancito dalla nostra Costituzione Italiana all’articolo 48, e prevede che non ci siano barriere di limitazione all’accesso al voto“.

© Riproduzione riservata.

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