Festival di Roma, tutti pazzi per Jared Leto trans

Accoglienza trionfale per "Dallas Buyers Club" di Jean-Marc Vallée sull'Aids con l'attore/cantante nel ruolo di una trans e McConaughey omofobo. Applausi per il road movie gay "Il mondo fino in fondo"

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Il Signor Nessuno è diventato una star. Dopo il flop di pubblico – ma non di critica – del visionario ma difficile Mr.Nobody passato in concorso a Venezia quattro anni fa, la carriera cinematografica del bello e non allineato Jared Leto,che vi interpretava un extravecchietto di 119 anni, sembrava piuttosto offuscata, tanto più che lui stesso ha preferito dedicarsi al suo gruppo rock “30 Seconds to Mars”(la loro Hurricane resta un capolavoro). Poi, è arrivato un sensibile regista canadese, Jean-Marc Vallée, di cui avevamo amato l’intenso C.R.A.Z.Y., e tutto è cambiato. Il suo dramma sulla piaga Aids negli anni ’80, Dallas Buyers Club, è stato acclamato da critica e comuni spettatori al Festival di Roma e sono solo lodi e strepitii dei fan per un inedito Jared Leto in versione trans: già si parla non solo di Marc’Aurelio d’Oro ma persino di nominations agli Oscar. E Jared è improvvisamente ringiovanito.

Un premio al film è già arrivato, ed è stato ritirato proprio da un elegante Leto in scuro al gala dinner di Vanity Fair a Villa Medici: si tratta dell’International Award for Cinematic Excellence assegnato a Dallas Buyers Club perché “è grazie a storie come questa se lo spettatore si trova di fronte ai propri pregiudizi – la paura davanti al diverso, il disagio davanti al malato – e impara, come dicevano i nativi americani, a camminare nei mocassini di un altro”.

Tra gli ospiti del party esclusivo si è visto anche un iperdandy Lapo Elkann in total white a braccetto della sorella Ginevra, presidente della Good Film che ha coprodotto il film (uscirà in Italia all’inizio del 2014). Della straordinaria metamorfosi di Jared nella transessuale eroinomane e sieropositiva Rayon sono rimasti la chioma fluente e molti ricordi: “Ho dovuto perdere quindici chili – ha raccontato Leto – ma non è questo che conta. Interpreto un uomo che voleva vivere la sua vita come una donna, non come un travestito. Se dieci anni fa per un film mi avessero chiesto di mettermi i tacchi, la parrucca e di depilarmi, avrei detto: sei pazzo? Sono stato fortunato, è una storia commovente. Questo film è una lezione di vita, un atto d’accusa contro l’omofobia. Ho capito che bisogna lottare per quello in cui si crede. E ho cominciato a scoprire il lato femminile che è in me. Che cosa ho in comune con Rayon? Ho delle belle gambe. A parte gli scherzi, era gentile, paziente, generoso, divertente. Mi piacerebbe esserlo di più”.

Lapo Elkann

Lapo Elkann

A garantire massima visibilità a Jared è stata anche l’assenza sul red carpet del divo Matthew McConaughey, anche lui applauditissimo per il suo Ron Woodroof, elettricista texano etero, rozzo e omofobo, a cui viene diagnosticato l’HIV e un mese di vita. Lui non si rassegna, cerca cure alternative in Messico, le importerà illegalmente negli States, frequenterà club gay solo per procacciarsi nuovi clienti e allungare vite umane. Conoscerà proprio Rayon, che inizialmente detesta solo in quanto trans, ma imparerà a rispettarla e volerle bene. Ron sopravviverà sette anni, portando addirittura alla sbarra la sanità americana (la storia di Woodroof è vera, gli altri personaggi inventati, tra cui anche una volitiva dottoressa interpretata da Jennifer Garner). E anche per McConaughey si parla già di statuetta dorata, in un ruolo “totale” per il quale ha perso ben 22 chili rendendosi quasi irriconoscibile e spaventando persino sua mamma, terrorizzata dal nuovo aspetto del figlio scavatissimo al fine di rendere il più realistico possibile il calvario fisico dell’avanzare dell’Aids. Il grande merito di Dallas Buyers Club è tornare finalmente a parlare al grande pubblico di questo argomento colpevolmente rimosso, ma qualcosa sta per fortuna cambiando: al prossimo Torino Film Festival potremo vedere anche il premiato doc E adesso? Ricordatemi del portoghese Joaquim Pinto.

La sezione tradizionalmente dedicata agli adolescenti Alice nelle città è stata aperta dall’apprezzata opera prima di Alessandro Lunardelli Il mondo fino in fondo, road movie indipendente su un ragazzo gay, Davide (Filippo Scicchitano), che s’invaghisce di un ecologista cileno con cui fuggirà in Sud America, inseguito dal fratello Loris (Luca Marinelli), il quale cercherà di riportarlo a casa.

La giovane promessa ventenne Scicchitano, che avevamo visto nello sbarazzino Scialla e nel dimenticabile Un giorno speciale, ha dichiarato a proposito di questo ruolo: “Interpreto un ragazzo complesso e sensibile. Un ruolo non facile ma mi piace mettermi alla prova. Sono una persona schiva, custodisco profondamente le mie emozioni, ma so ritrovarle quando recito. Questo film è un’avventura speciale e il mio un ruolo difficile perché ritengo che, per molti versi, gli omosessuali abbiano una sensibilità diversa, più aperta e più affinata rispetto agli eterosessuali”.

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