Un’esibizione musicale durante “Bella Mà”, il programma condotto da Pierluigi Diaco andato in onda martedì 10 marzo, ha scatenato una raffica di commenti offensivi sui social. A raccontarlo è Tommaso Cerno, intervenuto nella puntata di ieri della striscia quotidiana “2 di Picche” su Rai2.
Nel corso della puntata, i due hanno cantato con l’orchestra “Per sempre sì”, il brano di Sal Da Vinci che ha vinto l’ultimo Festival di Sanremo 2026.
Secondo Cerno, un momento di semplice intrattenimento avrebbe preso (online) tutt’altra direzione.

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Gli insulti a Cerno e Diaco dopo l’esibizione su Rai2
“Ieri pomeriggio su Rai due ospite di Bellama’ abbiamo cantato Sal da Vinci con un’orchestra. Semplicemente la canzone. Nulla che c’entrasse con il referendum, con il sì, con il no, con Gratteri. Ma non va bene. Perché? Perché siamo omosessuali di destra? E gli omosessuali non possono esserlo. I commenti parlano chiaro”, esordisce Tommaso Cerno.
Durante il suo intervento, il direttore de Il Giornale ha citato alcuni messaggi ricevuti sui social. Tra questi anche insulti espliciti:
“Una dose di omofobia che a me non fa né caldo né freddo, ma che volevo citare per spiegare come siamo ridotti in questo Paese: ‘Che schifo. Non c’è niente che mi fa più schifo dei froc* di destra che cantano’”.
Cerno ha poi aggiunto che la critica politica è legittima, ma che gli attacchi basati sull’orientamento sessuale restano inaccettabili:
“Voi direte un giudizio legittimo. Questo lo posso dire io che vengo criticato perché non sono abbastanza politicamente corretto ma non sento tutti questi grandi attivisti dei diritti con le bandiere arcobaleno difendere due omosessuali, Diaco e Cerno, attaccati perché cantano una canzone”.
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La solidarietà dal Circolo Mario Mieli
La vicenda ha raccolto diverse reazioni nel mondo associativo e politico. Tra le prime prese di posizione c’è quella di Mario Colamarino, presidente del Circolo Mario Mieli, intervistato da Adnkronos:
“Stupido e senza senso chi ha fatto un commento del genere. Non c’entra nulla essere di destra o di sinistra facciamo tutti parte di una stessa comunità a prescindere del colore politico, siamo omosessuali. Ed esprimo la mia solidarietà a Diaco e Cerno per aver ricevuto un insulto così pesante”.
Colamarino ha poi criticato apertamente l’utilizzo di espressioni offensive legate all’orientamento sessuale:
“L’uso delle parole ‘froc* di destra’ è una vergogna. Il colore politico non ha nulla a che vedere con l’orientamento sessuale. A mio avviso la questione è che l’Italia ha un problema con il fatto che due uomini o due donne si possano amare”.
Il commento della consigliera Rai Federica Frangi
Solidarietà ai due giornalisti è arrivata anche da Federica Frangi, consigliera di amministrazione della Rai:
“Esprimo piena solidarietà a Tommaso Cerno e Pierluigi Diaco per i vergognosi attacchi omofobi di cui sono stati oggetto nelle ultime ore. La critica è sempre legittima in una democrazia; l’insulto fondato sull’orientamento sessuale delle persone non lo è mai”.
Frangi ha aggiunto che colpire qualcuno per ciò che è, invece che per le sue opinioni o attività professionali, rappresenta un segnale preoccupante per il clima pubblico:
“Colpire due professionisti per ciò che sono, anziché per ciò che fanno o dicono, rappresenta un segnale preoccupante di regressione nel dibattito pubblico. Mi auguro che Cerno e Diaco non vengano lasciati soli, tanto meno perché percepiti come non allineati”.
Le reazioni dal mondo politico
Sulla vicenda è intervenuta anche Francesca Pascale, attivista per i diritti civili:
“Devo dare ragione a Cerno, purtroppo, la solidarietà da una parte politica è selettiva. Quanto succede a Cerno è grave, ma Cerno non è uno debole, persone come lui hanno le spalle per difendersi”.
Un messaggio di sostegno è arrivato anche da Loris Bazzo, sindaco leghista di Carlino, in Friuli Venezia Giulia:
“Cerno non ha bisogno di essere difeso dal sottoscritto, ha spalle grosse e pelo sullo stomaco, certo che quanto dice è una verità”.
Bazzo ha ricordato l’unione civile imminente con il sindaco di Pordenone Alessandro Basso, presentandolo come esempio di cambiamento nel panorama politico italiano:
“Io e Ale siamo la prova di come le cose sono cambiate. Salvini e Meloni non si girano altrove se due sindaci di Fdi e della Lega si sposano”.
Vladimir Luxuria e Arcigay contro gli insulti omofobi
Tra le voci che hanno preso posizione c’è anche Vladimir Luxuria, che ha condannato apertamente gli attacchi ricevuti dai due giornalisti:
“Voglio esprimere tutta la mia solidarietà a Tommaso Cerno e Pierluigi Diaco per gli insulti omofobi ricevuti”.
Luxuria ha ricordato il valore del coming out pubblico, sottolineando che l’orientamento sessuale non può diventare un’arma per delegittimare qualcuno:
“Ho apprezzato molto il fatto che Cerno e altri abbiano fatto coming out anche perché conosco molti di sinistra che sono omosessuali e che non lo fanno, questa è una contraddizione”.
Secondo Luxuria, criticare le idee politiche resta legittimo. Gli insulti basati sull’orientamento sessuale, invece, non hanno alcuna giustificazione:
“Niente può giustificare l’insulto e le volgarità. Chi dice ‘froc**’ a Cerno o a un altro, solo perché di destra, dimostra di essere omofobo”.
Sulla stessa linea anche Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay:
“Nel momento in cui l’orientamento sessuale di una persona viene utilizzato per attaccarla, è pura e semplice omofobia a prescindere da qualsiasi altra considerazione”.
Piazzoni ha aggiunto che vedere episodi di questo tipo nel 2026 resta motivo di grande preoccupazione:
“È spiacevole, molto spiacevole che nel 2026 siamo ancora costretti ad assistere a teatrini di questo tipo, di chi si sente libero di insultare per l’orientamento sessuale”.
Interventi da Forza Italia e dal Partito Democratico
Il caso ha coinvolto anche esponenti politici di diversi schieramenti.
Il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, ha parlato di insulti arrivati sui social dopo l’esibizione dei due giornalisti su Rai2:
“Dobbiamo prendere atto che i social sono pieni di insulti a Tommaso Cerno e Pierluigi Diaco. Questo dimostra che la libertà oggi non sta da tempo a sinistra”.
Solidarietà è arrivata anche dal fronte opposto. L’europarlamentare Dario Nardella del Partito Democratico ha condannato gli attacchi ricevuti dai due giornalisti:
“Esprimo solidarietà ai due giornalisti, che conosco e stimo nonostante le differenti sensibilità politiche, perché credo che la lotta contro le discriminazioni non debba mai essere influenzata dal colore politico”.
Nardella ha sottolineato un punto preciso:
“Nel momento in cui l’orientamento sessuale di una persona viene utilizzato per attaccarla, è pura e semplice omofobia a prescindere da qualsiasi altra considerazione, anche il colore politico”.
Il conduttore di #2dipicche @Tommasocerno canta a #BellaMa con la band Infieri la canzone vincitrice di Sanremo “Per sempre sì” di #SalDaVinci con #PierluigiDiaco 🎤
Siamo ora in diretta su #Rai2 e #RaiPlay! pic.twitter.com/RA5MhfNsDB
— Rai2 (@RaiDue) March 10, 2026
