La Football Association (FA), ovvero la FIGC inglese, ha ufficialmente multato il Tottenham Hotspurs per i cori omofobi dei propri tifosi nel corso del match contro il Manchester United di inizio stagione. Quegli osceni cori si sentirono allo stadio Old Trafford il 29 settembre, con gli stesso Spurs che li definirono “abominevoli, inaccettabili, estremamente offensivi e inadatti per dimostrare il proprio sostegno alla squadra“. All’epoca la squadra londinese annunciò che avrebbe intrapreso “l’azione più forte possibile” contro quei tifosi che avevano dato forma ai cori.
Prima della successiva partita contro il West Ham, i titolari di un abbonamento hanno ricevuto un’e-mail dal club in cui si affermava che il Tottenham avrebbe adottato un “approccio di tolleranza zero” nei confronti della discriminazione.
“I nostri steward indosseranno delle bodycam per identificare gli individui coinvolti in cori inaccettabili, in modo che il club possa adottare le misure più severe possibili”.
Il comunicato FA contro l’omofobia negli stadi
Nonostante ciò, la FA ha accusato il club di aver violato due volte la regola E21, che disciplina il comportamento dei sostenitori alle partite, “per cattiva condotta in relazione al controllo della folla“.
In una dichiarazione ufficiale si legge:
“Si sostiene che il club non sia riuscito a garantire che i suoi spettatori e/o sostenitori (e chiunque si spacci per sostenitori o seguaci) si comportino in modo ordinato e non usino parole o si comportino in modo improprio, offensivo, ingiurioso, indecente o insultante con un riferimento esplicito o implicito all’orientamento sessuale intorno al 49° e al 79° minuto“.
Gli Spurs avranno tempo fino a mercoledì per chiedere un’eventuale riesamina del caso, ma quasi certamente accetteranno la sentenza.
L’origine del coro omofobo Rent Boy
Non è la prima volta che la FA multa le squadre i cui tifosi intonano slogan omofobi.
Dagli spalti dei tifosi londinesi si è sentito l’ormai tristemente famoso coro “rent boy“, da tempo rivolto ai giocatori attuali, ex giocatori e supporter del Chelsea da parte dei tifosi avversari. Un “rent boy”, nello ‘slang’ inglese, è un giovane che si prostituisce. Nella cultura inglese è da sempre associato all’area del West End di Londra, in cui rientra anche Chelsea. Tra gli anni ’60 e ’70 molti giovani uomini trasferitisi nella capitale si prostituivano per arrivare a fine mese. Il distretto di Earls Court, a Chelsea, ospitava molti locali ‘gay friendly’. Negli ultimi tre decenni il coro “rent boy” è diventato un insulto omofobo, che rimbalza di curva in curva. Questo coro specifico è stato classificato come crimine d’odio omofobico dal Crown Prosecution Service (CPS). Nel corso di Manchester-Tottenham, l’insulto era stato rivolto a Mason Mount, ex giocatore del Chelsea attualmente al Manchester.
Già nel 2022 il Tottenham aveva definito “vergognoso” simile coro. Passati due anni, la situazione non è minimamente cambiata. Lo scorso anno 3 tifosi sono stati arrestati per omofobia durante la partita Liverpool – Chelsea.
