Premier League, il Tottenham collabora con la polizia dopo gli “abominevoli” cori omofobi contro il Manchester United

"Questo è semplicemente inaccettabile, estremamente offensivo e non supporta in alcun modo la squadra".

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Domenica pomeriggio la Premier League, ovvero la Serie A di calcio inglese, è stata travolta dal clamoroso successo del Tottenham sul campo del Manchester Unite. Uno 0-3 roboante che ha visto la squadra di Londra sbancare il mitico Old Trafford, con il tecnico Ten Hag a rischio esonero e l’ex Regina del calcio inglese sempre più in difficoltà. Ma il match tra Tottenham e Manchester verrà ricordato anche per gli osceni cori omofobi cantati da alcuni tifosi londinesi in trasferta.

Al termine del match, il Tottenham non ha certamente minimizzato quanto avvenuto sugli spalti, precisando di essere “a conoscenza degli abominevoli cori omofobi provenienti da alcune sezioni del nostro tifo in trasferta. Questo è semplicemente inaccettabile, estremamente offensivo e non supporta in alcun modo la squadra. Il club lavorerà a stretto contatto con la polizia e agli steward per identificare chiunque istighi o si unisca ai cori, prenderemo le misure più forti possibili, in conformità con le nostre sanzioni e i nostri divieti. Continueremo a lavorare con la nostra associazione di tifosi LGBTQ+, Proud Lilywhites, per garantire un ambiente accogliente e inclusivo per tutti. Siamo giustamente orgogliosi del nostro superbo e leale tifo, in casa e in trasferta. Tuttavia, abbiamo tutti la responsabilità di agire come ambasciatori del Tottenham Hotspur e la discriminazione di qualsiasi tipo non ha posto nel nostro club“.

I tifosi che hanno assistito ai cori sono stati ufficialmente invitati a segnalare qualsiasi cosa abbiano visto o sentito a [email protected].

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Dagli spalti dei tifosi londinesi si è sentito l’ormai tristemente famoso coro “Chelsea rent boy“, da tempo rivolto ai giocatori attuali, ex giocatori e supporter del Chelsea da parte dei tifosi avversari. Un “rent boy”, nello ‘slang’ inglese, è un giovane che si prostituisce. Nella cultura inglese è da sempre associato all’area del West End di Londra, in cui rientra anche Chelsea. Tra gli anni ’60 e ’70 molti giovani uomini trasferitisi nella capitale si prostituivano per arrivare a fine mese. Il distretto di Earls Court, a Chelsea, ospitava molti locali ‘gay friendly’. Negli ultimi tre decenni il coro “Chelsea rent boy” è diventato un insulto omofobo, che rimbalza di curva in curva.

Nel corso di Manchester-Tottenham, l’insulto è stato rivolto a Mason Mount, ex giocatore del Chelsea attualmente al Manchester.

Già nel 2022 il Tottenham aveva definito “vergognoso” simile coro. Passati due anni, la situazione non è minimamente cambiata. Lo scorso anno 3 tifosi sono stati arrestati per omofobia durante la partita Liverpool – Chelsea. A inizio 2023 la FA, Football Association, ha aggiunto i cori omofobi alla propria lista di violazioni, annunciando azioni legali contro i club per responsabilità oggettiva nei confronti dei propri tifosi. Che pur rischiando l’arresto sul posto, incredibile ma vero, continuano ad intornarli.

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