Il calcio inglese torna ad affrontare i cori omofobi negli stadi. Mercoledì 5 gennaio è andato in scena il big match nonché derby londinese Chelsea – Tottenham, con la squadra allenata dal tedesco Thomas Tuchel in grado di battere per 2-0 quella guidata dal nostro Antonio Conte, ex ct della nazionale.
Ma il Tottenham non ha perso solo sul campo bensì anche tra gli spalti, perché dalla curva dei propri tifosi sono partiti i soliti indecenti cori omofobi contro gli avversari. La proprietà del Tottenham ha successivamente preso le distanze dai propri tifosi, definendoli “vergognosi” e dicendosi estremamente “delusa. Lavoriamo a stretto contatto con il nostro gruppo di fan LGBTQ+ Proud Lilywhites per creare un ambiente accogliente e inclusivo all’interno del nostro club e siamo orgogliosi di esporre la bandiera dell’Orgoglio LGBTQ+ nel nostro stadio ad ogni partita. Nessuno dovrebbe subire discriminazioni a causa del proprio orientamento sessuale e/o della propria identità di genere, e invitiamo i sostenitori a non fare più questi cori”. “Non c’è posto per la discriminazione al Tottenham Hotspur“.
Anche il Chelsea ha rilasciato una dichiarazione ufficiale, sottolineando come sia “vergognoso che cori discriminatori come questo si sentano ancora oggi negli stadi“. Non è la prima volta che i giocatori della squadra campione d’Europa in carica vengono travolti dal coro omofobo “Chelsea Rent Boy”. In questa stagione era già accaduto contro il Liverpool e contro l’Everton, suscitando l’ira di allenatori e proprietà.
Il calcio inglese è da anni al lavoro per cancellare l’omofobia dagli spalti e dagli spogliatoi, con iniziative stagionali che coinvolgono tanto i tifosi quanto i giocatori.
Club statement.
— Tottenham Hotspur (@SpursOfficial) January 6, 2022
