Ha fatto non poco rumore l’intervista rilasciata da Marina Berlusconi al Foglio, in cui la figlia dell’ex premier ha criticato Donald Trump e i suoi “atti di bullismo politico”, fino ad affrontare il fronte dei diritti, passando dal matrimonio egualitario allo ius soli e al suicidio assistito.
Sulla politica estera Marina Berlusconi ha sottolineato come “non si può ignorare che molti dei primi interventi di Trump hanno sì portato qualche vantaggio immediato agli Stati Uniti, ma alla lunga la sua strategia di mettere gli altri Paesi continuamente sotto pressione si trasformerà in una forza centrifuga sempre più violenta, capace di separare e dividere la comunità occidentale“. Parole che hanno lasciato il segno, soprattutto a destra.
Matteo Salvini, vicepremier nonché segretario della Lega, ha subito preso le difese del presidente USA, tanto dall’ipotizzare un nobel per la pace per il tycoon, nel caso in cui riuscisse con un accordo bilaterale a far cessare l’invasione russa dell’Ucraina, mentre Antonio Tajani, altro vicepremier nonché segretario di Forza Italia, ha chiesto di “non interpretare sempre” quello che dice Marina Berlusconi, e a non usarlo “in chiave politica“, né in “chiave interna. È una imprenditrice libera di dire quello che vuole, giustamente, dice quel che pensa“.
L’endorsement di Francesaca Pascale a Marina Berlusconi
Chi ha invece lodato Marina Berlusconi è Francesca Pascale, ex compagna del padre Silvio che si è augurata un impegno politico diretto da parte della presidente Fininvest. “Adesso spero solo che Marina Berlusconi scenda in campo. Lei, o chiunque la famiglia Berlusconi indichi per portare avanti le sue idee, dovrà proseguire il percorso iniziato da Silvio trent’anni fa, un compito che l’attuale dirigenza non è in grado di completare“, ha commentato Pascale a Il Foglio. Se Marina dovesse cedere alle lusinghe della politica la stessa Pascale sarebbe pronta a candidarsi con Forza Italia.
“Se decidesse di entrare in politica, sarei la prima a propormi. Con Marina mi sentirei a casa e mi dispiacerebbe se, come finora è stato, restasse fuori dalla politica. Anche se comprendo che per lei non sia una scelta semplice”.
Pascale è molto critica con l’attuale Forza Italia guidata da Antonio Tajani, da lei definito un semplice “coordinatore di un partito che non è suo“, senza una “visione liberale ma conservatrice“. “Non è credibile quando parla di diritti civili e neanche di ius italiae”.
“La dirigenza sta fallendo da anni. Non ha un progetto, non ha una visione del futuro e non crede sinceramente nelle idee di Marina, che poi sono le stesse di Silvio”. “Forza Italia è un partito composto perlopiù da esponenti anziani, che per una questione anagrafica non possono scrivere il futuro”. “Tajani, Gasparri, Barelli… Tutti hanno raggiunto degli obiettivi, ma quando hanno cercato di andare oltre, non ci sono riusciti“.
Parole nette che potrebbero aprire un dibattito interno a Forza Italia e a quelle forze liberali che sognano uno sganciamento dall’ultradestra sovranista di Lega e Fratelli d’Italia. Se Marina Berlusconi dovesse riprendersi il partito di famiglia, conclude Pascale, “non ci sarebbe partita per nessuno. Né per l’estrema destra, né per una sinistra capace solo di importare dottrine sterili come il woke“.

