I manifesti Pro Vita “Scuole libere dal gender” invadono anche Piacenza e Modena: Arcigay ne chiede la rimozione immediata

I manifesti di Pro Vita & Famiglia arrivano anche a Piacenza e Modena. Arcigay denuncia contenuti fuorvianti e chiede la rimozione immediata, parlando di messaggi pericolosi e diffamatori contro la comunità LGBTQIA+.

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Manifesti Pro Vita a Modena e Piacenza
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Oltre a Roma e Santa Marinella, altre città italiane hanno segnalato la presenza di manifesti relativi alla campagna nazionale di Pro Vita & Famiglia, lanciata già nei mesi scorsi. Ora tocca anche a Piacenza e Modena. Con la campagna “Mio figlio no. Scuole libere dal gender”, l’organizzazione ultraconservatrice mette di nuovo nel mirino l’educazione alle diversità nelle scuole italiane. Sotto accusa sono favole inclusive, discussioni sull’identità di genere e persino l’uso condiviso dei bagni, presentati come minacce alla crescita dei più giovani. Dietro l’apparente tutela dei bambini si cela l’ennesimo tentativo di censura: una petizione per vietare ogni iniziativa scolastica che tratti temi legati alla comunità LGBTQIA+, all’affettività e alla sessualità, in nome di un fantomatico pericolo gender. Arcigay Lambda Piacenza ne ha chiesto l’immediata rimozione, così come Arcigay Modena che ne ha sottolineato la natura diffamatoria e l’intento manipolatorio.

Manifesti Pro Vita anche a Modena e Piacenza
Manifesti Pro Vita anche a Modena e Piacenza

Arcigay Piacenza Lamda contro i manifesti Pro Vita

Zaini in spalla, sguardi innocenti e slogan allarmistici: “Oggi a scuola un attivista LGBT ha spiegato come cambiare sesso”, con tanto di citazione attribuita ad un ragazzino di 13 anni, Giulio. Ora i manifesti che rientrano nella campagna “Mio figlio no. Scuole libere dal gender” targata Pro Vita & Famiglia e che si inseriscono all’interno di una raccolta firme – come emerge dagli stessi cartelloni – sono approdati anche a Piacenza. Con grande disappunto di Arcigay Piacenza Lambda.

L’associazione locale ha già chiesto l’immediata rimozione dei manifesti in questione, definiti “fuorvianti e pericolosi”. “Arcigay Lambda Piacenza chiede la rimozione immediata dei cartelloni anti-LGBT comparsi in città e promossi da “Pro Vita & Famiglia Onlus”. Sono messaggi che mistificano la realtà, alimentano stigma e pregiudizi, e mettono a rischio la serenità e la sicurezza dei giovani. La sessualità e l’affettività si insegnano con rispetto, empatia e basi scientifiche, non con ideologie allarmistiche. Siamo al fianco di chi ogni giorno lavora per una scuola libera, inclusiva e informata”, si legge nel comunicato social.

Ad intervenire è stato anche il presidente di Arcigay Piacenza Lamda, Davide Bastoni a Radio Sound: “Sono, purtroppo, manifesti che vediamo nelle città italiane da diverso tempo, sono arrivati anche a Piacenza e dipingono una realtà che non esiste. Mandano un messaggio – sia nel modo che nel contenuto – che è fazioso e fuorviante, soprattutto alla luce dei dati che sono usciti sul bullismo nelle scuole, in cui c’è una realtà di discriminazione e bullismo che raggiunge più della metà dei ragazzi e delle ragazze tra gli 11 e i 19 anni, ogni anno nelle scuole”, ha dichiarato. 

“I ragazzi vengono sottoposti a dei momenti di offesa per quello che sono, da parte dei coetanei. E quindi, mettere questi manifesti in una situazione del genere, vuol dire, di fatto, gettare benzina sul fuoco”, ha aggiunto Bastoni. 

A suo dire, “Dobbiamo andare in una direzione in cui l’educazione sessuale all’affettività, l’educazione alle differenze, quindi all’accoglienza di sé stessi e degli altri, siano un punto centrale della scuola, nei modi e nelle forme, in base all’età del ragazzo e della ragazza”.

Dati Istat allarmanti su bullismo e cyberbullismo

I dati Istat relativi al 2023 in merito a episodi di bullismo e cyberbullismo nelle scuole sono davvero preoccupanti, in quanto parlano di un giovane su cinque vittima di tali circostanze. 

In merito a questo, il presidente di Arcigay Piacenza Lamda ha voluto sottolineare nel corso del suo intervento radiofonico, come la situazione sia tutt’altro che migliorata: “Sono dati che, nell’ultimo anno sono anche più della metà. Direi che sono dati preoccupanti che segnalano e rinnovano la necessità per le istituzioni di pensare a come educare le nuove generazioni all’affettività, all’educazione alle differenze”, ha proseguito.

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La scuola, in questo, continua a rappresentare un luogo necessario, attraverso un’adeguata educazione sessuo-affettiva “proprio perché secondo le linee guida scientifiche e internazionali, questa è necessaria per una crescita corretta e una sessualità consapevole dei ragazzi e delle ragazze”, ha aggiunto Bastoni.

Anche Arcygay Modena contro i manifesti

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I nuovi manifesti omotransfobici di Pro Vita

La macchina della propaganda targata Pro Vita & Famiglia, tuttavia, non si è fermata a Piacenza, ma ha interessato anche la città di Modena e vede i medesimi slogan ripetersi nelle bacheche cittadine: “Oggi a scuola ci hanno letto una favola in cui la principessa era un uomo – Anna, 8 anni” e ancora “La mia scuola ha permesso anche ai maschi di usare i bagni delle femmine – Matilde, 16 anni”.

“Le frasi riportate sui manifesti si riferiscono a progetti gender realmente svolti nelle scuole senza che i genitori fossero informati e coinvolti”, ha spiegato Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia Onlus, come ripreso da ModenaToday. A detta di Coghe, “Le scuole italiane si stanno trasformando in enormi campi di rieducazione ideologica di massa e questo avviene tramite la sistematica esclusione delle famiglie”.

Di fronte alla comparsa dei manifesti, destinati a restare affissi fino a metà luglio, Arcigay Modena “Matthew Shepard” ha reagito con fermezza, condannando l’iniziativa come un’azione diffamatoria e lesiva della dignità della comunità LGBTQIA+“Arcigay Modena “Matthew Shepard” segnala, con rabbia e preoccupazione, la comparsa, nelle strade della città di Modena, di una serie di diffamatori manifesti che veicolano tendenziose informazioni in merito all’educazione all’affettività”, tuona l’associazione in un comunicato social. 

“Tali manifesti, di cui all’immagine condivisa, realizzati da ProVita&Famiglia, Liberi in Veritate Parma e Piacenza, Associazione culturale San Michele Arcangelo Ravenna e la cui sussistenza è stata autorizzata fino al giorno 12/07/2025, rappresentano un chiaro tentativo di manipolazione dell’opinione pubblica al fine di alimentare retoriche di odio verso la comunità e le persone attiviste LGBTQIA+. I manifesti citati, “Mio figlio no. Scuole libere dal gender”, accusano realtà LGBTQIA+ impegnate, da decenni, nel contrasto proattivo e nella prevenzione sistemica dell’omo-lesbo-bi-trans-intersex-a-fobia, attraverso interventi di in-formazione, sensibilizzazione e formazione alle differenze e all’inclusione a più livelli, quali Arcigay Modena “Matthew Shepard”, di “confondere” le persone infanti”, prosegue.

Per Arcigay Modena, inoltre, i manifesti violerebbero anche il Nuovo codice della strada (art. 23 comma 4 bis), dal momento che “è vietata sulle strade e sui veicoli qualsiasi forma di pubblicità il cui contenuto proponga messaggi sessisti o violenti o stereotipi di genere offensivi o messaggi lesivi del rispetto delle libertà individuali, dei diritti civili e politici, del credo religioso o dell’appartenenza etnica oppure discriminatori con riferimento all’orientamento sessuale, all’identità di genere o alle abilità fisiche e psichiche”.

Non solo: violerebbero anche il “Regolamento per la disciplina del canone patrimoniale di occupazione del suolo pubblico e di esposizione pubblicitaria (art.1 c.7) ed il codice di autodisciplina della comunicazione pubblicitaria”.

Così come Arcigay Piacenza, anche l’associazione modenese ne ha chiesto al Comune “di ordinarne tempestivamente la rimozione, come già avvenuto in altri comuni italiani quali Brescia, Roma, Bergamo e Genova”.

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