Contesto internazionale
La proposta di Malan si inserisce in un contesto internazionale in cui alcuni paesi hanno adottato misure simili per definire la famiglia in termini tradizionali.
Russia
Nel 2020, la Russia ha approvato un referendum costituzionale che, tra le varie modifiche, ha definito il matrimonio come un’unione esclusivamente tra un uomo e una donna, vietando di fatto i matrimoni tra persone dello stesso sesso.
Ungheria
Nel 2011, l’Ungheria ha adottato una nuova costituzione che definisce il matrimonio come un’unione tra un uomo e una donna, escludendo le coppie omosessuali dal riconoscimento legale (Leggi dall’Archivio di Gay.it).
Romania
Nel 2018, in Romania un referendum ha cercato di modificare la Costituzione per definire il matrimonio come unione tra un uomo e una donna. Tuttavia, il referendum non ha raggiunto il quorum necessario per essere valido.
Lettonia
Nel 2006, la Lettonia ha modificato la Costituzione per specificare che il matrimonio è l’unione tra un uomo e una donna, escludendo così le unioni omosessuali.
Bielorussia
Nel 2022, una riforma costituzionale in Bielorussia ha definito il matrimonio come unione tra un uomo e una donna.
La questione dei papà gay
Parole durissime da parte del capogruppo al Senato di Fratelli d’Italia, sul caso di Pesaro, dove un padre gay ha potuto adottare il proprio figlio ed esserne il papà all’anagrafe insieme all’altro papà, essendo il bambino nato prima della legge di criminalizzazione universale della GPA.
Malan vede nell’episodio di Pesaro un nuovo tassello di una strategia giudiziaria che, a suo dire, eluderebbe il confronto democratico. Secondo Malan, questi riconoscimenti non passano attraverso il Parlamento, ma si realizzano tramite “incursioni della magistratura”, che agirebbe — nelle sue parole — scavalcando la volontà popolare e i meccanismi previsti dalla Costituzione. Parole di propaganda, perché la sentenza sulle due mamme di Lucca indica che negare il riconoscimento dei genitori non solo viola l’articolo 2 della Costituzione, lesivo dell’identità del minore, ma anche l’articolo 3 per la sua irragionevolezza e l’articolo 30, perché priva il bambino del pieno esercizio dei diritti con entrambi i genitori. La Corte ha dunque riaffermato che è la responsabilità condivisa alla base della genitorialità a prevalere sul legame biologico: parole al vento per un capogruppo al Senato della Repubblica italiana come Malan che agita manipolazioni da bar al pari di quelle dei neofascisti, mentre in ballo c’è la vita di persone e soprattutto di bambini.
© Riproduzione riservata.

Cosa ne pensi?