Ryan Murphy, showrunner e produttore della serie Monsters da loro pubblicamente criticata, l’ha detto senza troppi giri di parole: “Erik e Lyle Menendez dovrebbero ringraziarmi, perché dopo 30 anni tutto il mondo è tornato ad interessarsi del loro caso“.
Perché così è stato. Da settimane non si parla d’altro, con i due fratelli condannati nel 1996 per l’omicidio dei genitori, José e Mary Louise “Kitty”.
Menendez che ora tornano a sperare in un nuovo processo.
Un nuovo processo per i fratelli Menendez?
Mentre l’accusa sosteneva che cercassero di ereditare la fortuna di famiglia, Erik e Lyle hanno sempre dichiarato, e ancora oggi restano irremovibili, mentre scontano l’ergastolo senza la possibilità di libertà vigilata, che le loro azioni provenissero dalla paura di prolungati abusi fisici, emotivi e sessuali per mano dei genitori.
Ebbene il procuratore di Los Angeles George Gascon sta esaminando nuove prove del caso Menendez, dopo che gli avvocati dei due fratelli hanno chiesto a un tribunale di annullare la loro condanna. Dopo 30 anni sarebbero emerse nuove prove che confermerebbero gli abusi sessuali subiti dai due fratelli, da parte di loro padre Josè. Il 29 novembre si terrà una nuova udienza, che potrebbe portare ad un nuovo processo.
Il sostegno di Kim Kardashian
Kim Kardashian, attiva da anni nella riforma carceraria, ha fatto visita ai fratelli Menendez e ha scritto di proprio pugno un proprio saggio, pubblicato in esclusiva da NBC News
“Ho trascorso del tempo con Lyle ed Erik; non sono mostri. Sono uomini gentili, intelligenti e onesti. In prigione hanno entrambi comportamenti disciplinari esemplari. Hanno conseguito diverse lauree, hanno lavorato come assistenti per anziani detenuti e sono stati mentori nei programmi universitari, impegnati a restituire qualcosa agli altri”. “Quando ho visitato la prigione tre settimane fa, uno dei direttori mi ha detto che si sarebbe sentito a suo agio ad averli come vicini. Ventiquattro membri della famiglia, compresi i fratelli dei genitori, hanno rilasciato dichiarazioni a pieno sostegno di Lyle ed Erik e hanno rispettosamente chiesto al sistema giudiziario di liberarli”.
“Pensiamo tutti di conoscere la storia di Lyle ed Erik Menendez”, ha proseguito Kardashian. “Io certamente pensavo di conoscerla: nel 1989, i fratelli, rispettivamente di 21 e 18 anni, hanno sparato e ucciso brutalmente i loro genitori nella loro casa di Beverly Hills. Nel 1996, dopo due processi, sono stati condannati all’ergastolo senza possibilità di libertà vigilata. Come spesso accade, questa storia è molto più complessa di quanto sembri in superficie. Entrambi i fratelli hanno affermato di essere stati abusati sessualmente, fisicamente ed emotivamente per anni dai loro genitori”. “I media hanno trasformato i fratelli in mostri e hanno reso sensazionalistici i loro sguardi: due ragazzi arroganti e ricchi di Beverly Hills che hanno ucciso i loro genitori per avidità. Non c’era spazio per l’empatia, per non parlare della compassione”. “Non c’erano praticamente sistemi in atto per supportare i sopravvissuti e la consapevolezza pubblica del trauma dell’abuso sessuale maschile era minima, spesso offuscata da giudizi, preconcetti e omofobia. Qualcuno può onestamente negare che il sistema giudiziario avrebbe trattato le sorelle Menendez con più indulgenza?”
In chiusura, Kardashian si augura è che le condanne a vita dei due fratelli possano essere “riconsiderate“, per il bene di quei ragazzini che “hanno perso la loro infanzia, che non hanno mai avuto la possibilità di essere ascoltati, aiutati o salvati”. “Gli omicidi non sono scusabili. Voglio chiarirlo. E non lo è nemmeno il loro comportamento prima, durante o dopo il crimine”. “Ma non dovremmo negare chi sono oggi, a 50 anni. Il processo e la punizione che questi fratelli hanno ricevuto erano più adatti a un serial killer che a due individui che hanno sopportato anni di abusi sessuali da parte delle stesse persone che amavano e di cui si fidavano. Non credo che trascorrere tutta la loro vita naturale in carcere sia stata la giusta punizione per questo caso complesso. Se questo crimine fosse stato commesso e processato oggi, credo che l’esito sarebbe stato radicalmente diverso.”
Kim Kardashian, il cui padre fu tra gli avvocati che difesero O.J. Simpson, ha fatto visita ai fratelli Menendez insieme a Cooper Koch, che interpreta Erik nella serie Netflix. Anche Koch si è detto convinto delle parole dei due fratelli, chiedendo un nuovo processo e la loro liberazione. Quasi 30 anni dopo la duplice condanna, ciò che sembrava impossibile potrebbe diventare realtà grazie ad una serie televisiva. Se così fosse, ovvero se la storia dovesse concedersi un nuovo, sorprendente capitolo, Ryan Murphy ha svelato che sarebbe pronto a tornare sul set, se tutto il cast fosse disponibile, per girare un paio di nuovi episodi.
I Fratelli Menendez, il documentario
Nel dubbio, il 7 ottobre arriva su Netflix un doc tutto dedicato ai due Menendez. Per la prima volta dopo trent’anni anni e con le loro stesse parole, i due fratelli ripercorreranno il processo che ha sconvolto la nazione. Attraverso approfondite interviste telefoniche a Lyle ed Erik, agli avvocati coinvolti nel processo e ai giornalisti che se ne occuparono, ai giurati, ai familiari e ad altri osservatori informati, l’acclamato regista argentino Alejandro Hartmann ha firmato una nuova visione e una nuova prospettiva su un caso che il pubblico crede a torto di conoscere.




