È la stagione meno vista della saga antologica Monster, ma La Storia di Ed Gein continua a guidare la classifica Netflix delle serie più viste al mondo. Alla sua 3a settimana di programmazione la 3a stagione firmata Ryan Murphy e Ian Brennan guarda tutti dall’alto in basso con altre 70.500.000 ore visualizzate, battendo così Boots e la 3a stagione di The Diplomat, con le solite polemiche ad inseguirla.
Monster 3 e il caso della rappresentazione queer di Anthony Perkins

Ha infatti suscitato clamore il modo in cui Brennan e Murphy hanno dipinto Anthony Perkins, divo di Psycho all’epoca bisessuale non dichiarato. Questo perché Norman Bates, protagonista di Psycho, nacque proprio attingendo dalla storia di Ed Gein, serial killer nonché ladro di cadaveri ossessionato dalla propria madre che scuoiava le proprie vittime per poi indossarne la pelle.
Monster 3 esplora l’influenza che i crimini di Gein hanno avuto anche se non soprattutto sul piano culturale, includendo il capolavoro di Alfred Hitchcock, Il Silenzio degli Innocenti e Non Aprite quella Porta. Proprio la rappresentazione di Anthony Perkins, interpretato da Joey Pollari, è stata da più parti criticata perché considerata “di cattivo gusto”, a causa dell’inquietante legame immaginato tra Gein e Perkins.

In una chiacchieratissima scena Hitchcock (interpretato da Tom Hollander) spiega a Perkins perché lo avesse scelto per l’ambito ruolo di Bates, puntando proprio alla sua bisessualità nascosta. “Gein aveva un segreto“, gli spiega Hitchcock. “Una funzione sessuale che non riusciva a esprimere, e la sua incapacità di esprimere la sua versione dell’atto sessuale si rivoltò verso l’interno e si trasformò in malattia”. “Ho scelto te perché solo tu puoi capire questa malattia. Hai un segreto, signor Perkins, vero?”. “E questo segreto ti sta facendo ammalare. Ho dovuto sceglierti, Anthony. Sei come lui“. Un dialogo immaginario che ha creato non poco clamore. Perkins fu oggetto di speculazioni per decenni. Si sottopose a lunghe teorie riparative, dopo aver vissuto una storia con Tab Hunter. Poi conobbe Berry Berenson, che sposò nel 1973 e con la quale ebbe due figli, ovvero l’attore e regista Oz e il musicista Elvis. Morì di aids il 12 settembre 1992, all’età di 60 anni.
La dura replica di Oz Perkins a Netflix
Proprio Oz Perkins, talentuosissimo regista visto all’opera con Longlegs e The Monkeys, ha ora criticato Monster.
Via TMZ, Oz Perkins ha precisato di non aver visto la serie e di non volerla guardare (“nemmeno con un palo di 3 metri”), per poi criticare Netflix per aver tratto profitto da storie di cronaca nera in nome di “contenuti glamour e significativi“.
Perkins ha aggiunto che la cultura è “sempre più priva di contesto e che la Netflixizzazione del dolore reale [ovvero le autentiche esperienze umane provocate da “eventi reali”] sta giocando per la squadra sbagliata“. Osgood ha infine invitato le persone a proteggere storie e verità non riducendole a ciò che è conveniente, ma piuttosto “sbirciando dietro il velo verso l’inconoscibile e amandosi a vicenda attraverso un’arte nuova e ricca“.
Ryan Murphy, calamita di polemiche

Non è certamente la prima volta che le serie di Ryan Murphy vengono accompagnato da critiche, anzi. Anche le due stagioni precedenti di Monster, incentrate rispettivamente su Jeffrey Dahmer e sui fratelli Erik e Lyle Menendez, alimentarono un vespaio di polemiche.
Quest’ultima venne criticata per aver sessualizzato il rapporto tra i fratelli. Erik chiamò in causa Murphy dal carcere, lamentandosi per come fosse stato dipinto. Murphy, dal canto suo, rispose che i fratelli Menendez avrebbero dovuto ringraziarlo per l’interesse che aveva riacceso nei loro confronti. C’è anche chi ha accusato Ryan Murphy di aver rafforzato gli stereotipi negativi sulla comunità LGBT, con i suoi serial killer spesso e volentieri LGBTQIA+.
Nel dubbio il più potente produttore televisivo di Hollywood va avanti per la propria strada con la solita, infinita serie di progetti. Le riprese della 4a stagione di Monster dedicata a Lizzie Borden sono già partite, mentre in uscita ci sono le serie All’s Fair, The Beauty, Grotesquerie 2, The Shards e American Love Story, mentre è stata cancellata Doctor Odyssey dopo una sola stagione e ancora tutto tace sull’eventuale 13esima stagione di American Horror Story.
