Da quasi un anno nel Regno Unito ha preso forma un divieto a tempo indeterminato di nuove prescrizioni relative ai bloccanti della pubertà da parte del Servizio Sanitario Nazionale (NHS) per i minori di 18 anni, imposto dal ministro della Salute Wes Streeting.
Ebbene i genitori degli adolescenti trans britannici hanno denunciato l’effetto che questo contestatissimo divieto sta avendo sui loro figli, via PinkNews.
L’allarme dei genitori di adolescenti trans
Lo studio medico WellBN di Brighton, dove circa 26.000 pazienti vengono curati in tre ambulatori, è stato oggetto di un’indagine da parte dell’NHS Sussex Integrated Care Board (ICB) per aver continuato a prescrivere il farmaco a giovani trans. Tutto questo nonostante il sito del governo affermi che “i pazienti del NHS che stanno già assumendo questi farmaci per incongruenza di genere e/o disforia di genere possono continuare ad accedervi, così come i pazienti che li assumono per altri usi”.
Una madre, conosciuta solo come Laura, ha affermato che sua figlia ha iniziato ad assumere bloccanti della pubertà all’età di 12 anni e negli ultimi quattro anni ha raggiunto la pubertà femminile completa, incluso lo sviluppo del seno. Laura ha descritto il divieto come “detransizione forzata” e “disumana“, definendo l’indagine dell’ICB come “orribile”. “Abbiamo detto loro di no all’accesso alle cartelle cliniche dei nostri pazienti e loro hanno minacciato i medici responsabili [di chiudere] l’intero studio. Hanno comunque violato i dati. Non si possono semplicemente privare i bambini di questi farmaci per anni, durante la transizione. Mia figlia è al quinto stadio di Tanner [sviluppo del seno], non è mai entrata nella pubertà maschile. Rimarreste a bocca aperta se la vedeste. Non posso permettere che vincano queste persone. Sanno che questo rischia di causare suicidi. Non gli importa. Abbiamo fatto i salti mortali per anni e abbiamo seguito le richieste del governo“.
Un’altra madre ha affermato che le condizioni di suo figlio sono “peggiorate moltissimo” dopo il divieto, accusando l’ICB di aver affermato che nessun medico di base avrebbe prescritto bloccanti, indipendentemente dal fatto che i bambini li assumessero prima del divieto, nonostante ciò fosse “completamente l’opposto di quanto stabilito dalla legge”. “Ci è stato detto che i medici di base si sarebbero occupati della prescrizione, ma nessuno l’ha fatto, solo il dottor Sam, ed è per questo che siamo andati tutti da lui. Abbiamo fatto esattamente quello che ci è stato detto di fare e ora veniamo trattati come criminali. Sono davvero arrabbiata, ci viene sempre detto che le informazioni che ci vengono fornite sono private e confidenziali, ma non posso più stare a guardare, stanno distruggendo la vita dei nostri figli e ci si aspetta che ce ne stiamo seduti e accettiamo questa situazione in silenzio“.
Il Dott. Sam Hall, che lavorava in uno degli ambulatori, ha dichiarato: “Il Servizio Sanitario Nazionale del Sussex ha minacciato due volte WellBN di ritirare il contratto GMS [General Medical Service] stipulato dalla partnership. WellBN si prende cura dei giovani transgender da oltre cinque anni, con la piena consapevolezza del Servizio Sanitario Nazionale del Sussex e [del Servizio Sanitario Nazionale dell’Inghilterra]. Perché questo è improvvisamente diventato un problema? Questa è una tattica di bullismo progettata per spaventarli e indurli a ritirare le cure salvavita, nonostante gli avvertimenti dei medici legali sul rischio per la vita dei giovani transgender”.
Una ricerca per l’Università di Londra, condotta all’inizio di quest’anno dalla Dottoressa Natacha Kennedy, ha dimostrato che la decisione di vietare il trattamento di affermazione di genere fisicamente reversibile starebbe “danneggiando in modo significativo, esteso e incessantemente i bambini e i giovani transgender“.
Bloccanti della pubertà, 26 società mediche e psicoterapeutiche li difendono
I farmaci bloccanti della pubertà sono stati definiti come “salvavita” da moltissime giovani persone trans. La triptorelina, un analogo del GnRH, regola gli ormoni riducendo la produzione di testosterone ed estrogeni dopo un iniziale aumento. Utilizzata per trattare cancro alla prostata, endometriosi e fibromi uterini, trova impiego nell’affermazione di genere, ritardando la pubertà nelle giovani persone trans. Questo uso “off label” è considerato un aiuto, reversibile, per esplorare l’identità di genere senza i cambiamenti della pubertà biologica.
In tal senso la comunità scientifica europea è compatta, nel sottolineare come i percorsi affermativi per i minori trans non siano né “sperimentali” né “pericolosi“, così come non esiste alcuna “estrema cautela” che possa giustificarne la limitazione.
A metterlo nero su bianco è un documento di oltre 400 pagine, firmato da 26 società mediche e psicoterapeutiche di Germania, Austria e Svizzera. Un’analisi rigorosa della letteratura scientifica che conferma la linea della World Professional Association for Transgender Health e al contempo smantella, punto per punto, la narrazione costruita attorno al Cass Review, il controverso rapporto britannico che la destra reazionaria ha trasformato in un’arma politica per giustificare lo stop ai bloccanti della pubertà per i minori transgender nel Regno Unito e per alimentare, su scala globale, l’ondata di disingenua diffidenza verso le terapie di affermazione di genere che ha coinvolto anche il nostro paese.


