La serie “Il Poeta dell’Infinito”, in cui Leopardi bacia appassionatamente Ranieri, visibile sulla RAI e su RAIPLAY riporta alla luce un tema lungamente dibattuto: Giacomo Leopardi era gay?
Giacomo Leopardi (1798-1837) è considerato uno dei maggiori poeti italiani e un profondo pensatore filosofico. Nato a Recanati, trascorse gran parte della sua vita in un isolamento che alimentò tanto il suo straordinario talento quanto la sua malinconia. Fin da giovane, Leopardi dimostrò una straordinaria intelligenza e un’insaziabile curiosità che lo portarono a scrivere opere immortali come L’infinito e A Silvia. Tuttavia, accanto alla sua fama letteraria, la sua vita privata è sempre stata oggetto di speculazioni e curiosità, soprattutto per quanto riguarda la sua relazione con Antonio Ranieri.
La relazione tra Leopardi e Ranieri: semplice amicizia o amore?
Antonio Ranieri, un giovane napoletano noto per il suo fascino, incontrò Leopardi nel 1827. Da quel momento, i due divennero inseparabili e condivisero diverse esperienze, tra cui un periodo di convivenza a Napoli. Le lettere scambiate tra i due mostrano un’affettuosità e una profondità che hanno spinto alcuni studiosi a chiedersi: “Leopardi era omosessuale?”
In una delle lettere più celebri, Leopardi scrive a Ranieri:
“Ranieri mio, tu non mi abbandonerai però mai, né ti raffredderai nell’amarmi. […] La mia risoluzione è presa già da gran tempo: quella di non dividermi mai più da te.”
Queste parole hanno fatto nascere ipotesi sulla natura della loro relazione. Ma quanto di questo è supportato dai fatti e quanto è frutto di interpretazioni moderne?
Nel 2002, il ritrovamento di una nuova lettera di Leopardi a Ranieri, la 39°, rinfocolò la diatriba tra studiosi, che divenne incendiaria dopo la pubblicazione di un articolo a firma Mainero su Libero: “Ritrovata la lettera che conferma: Leopardi era gay“. Eccone alcuni stralci:
Caro Ranieri, ti stringo al mio cuore che in ogni evento possibile e non possibile sarà eternamente tuo..
Caro Ranieri, qualunque partito tu pigli, tu disporrai le cose in modo che noi viviamo l’uno per l’altro, o almeno io per te; sola ed ultima mia speranza.
Le opinioni degli studiosi sull’orientamento di Leopardi
Secondo Giovanni Dall’Orto, esperto di storia dell’omosessualità, le lettere tra Leopardi e Ranieri indicano un affetto che potrebbe andare oltre l’amicizia. Egli sottolinea che il linguaggio usato dal poeta mostra un’intimità emotiva rara, non del tutto comune neanche nelle amicizie dell’epoca.
Da citare anche lo scrittore e poeta Franco Baffoni, che in “Silvia è un anagramma” considera l’omosessualità repressa di Leopardi la causa del suo celeberrimo “mal di vivere”.
Dall’altro lato, il Centro Nazionale di Studi Leopardiani respinge queste interpretazioni, affermando che l’affetto espresso da Leopardi verso Ranieri è del tutto compatibile con le relazioni platoniche tipiche del XIX secolo. La loro posizione sottolinea l’importanza di contestualizzare il linguaggio e le consuetudini dell’epoca.
Come si esprimevano i sentimenti tra uomini nel XIX secolo?
Un aspetto chiave da considerare è il modo in cui l’affetto tra uomini veniva espresso nel contesto culturale e sociale del tempo. A differenza di oggi, nel XIX secolo non era raro che uomini scambiassero lettere intrise di affetto senza implicazioni romantiche o sessuali.
Tuttavia, alcune espressioni di Leopardi, come il desiderio di non separarsi mai da Ranieri, sembrano andare oltre l’amicizia convenzionale. Questo ha portato a nuove interpretazioni sulla natura del loro rapporto, contribuendo al dibattito su Leopardi e l’omosessualità.
Perché si parla ancora di Leopardi gay?
La curiosità sull’orientamento sessuale di Leopardi non è solo una questione di attualità legata alla serie “Il Poeta dell’Infinito” o biografica, ma anche un modo per esplorare come la società dell’epoca percepiva e viveva le relazioni tra persone dello stesso sesso.
In un’epoca in cui l’omosessualità era stigmatizzata e spesso repressa, capire la vita privata di figure come Leopardi offre uno spaccato sulle sfide affrontate da chi viveva amori “proibiti”.
Negli ultimi anni, il cinema e le serie TV hanno contribuito a rivisitare la figura di Giacomo Leopardi, talvolta esplorando anche la sua vita privata e il rapporto con Antonio Ranieri. Tra le opere più celebri c’è il film Il giovane favoloso (2014), diretto da Mario Martone e interpretato da Elio Germano. Sebbene il film offra un ritratto intimo e struggente del poeta, si limita a suggerire la profondità del legame tra Leopardi e Ranieri, lasciando spazio alle interpretazioni personali dello spettatore.
Determinare con certezza se Giacomo Leopardi fosse gay è impossibile, data la mancanza di prove concrete e le differenze culturali tra passato e presente. Tuttavia, il legame tra Leopardi e Ranieri rimane un elemento affascinante e suggestivo.
