Giornata contro la violenza sulle donne 2021: una strage quotidiana, ecco i numeri in aumento

109 le donne uccise dall'inizio dell'anno, di cui 63 uccise dal partner o ex-partner. Il Presidente della Repubblica Mattarella: "Numeri intollerabili che testimoniano una continua, diffusa e ancora inestirpabile violenza contro le donne".

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La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che si celebra oggi, 25 novembre, nasce nel 1999, per volere dell’ONU (in copertina abbiamo scelto l’immagine che le Nazioni Unite considerano simbolica per questa giornata – ndr).

La scelta del 25 novembre come data per dire basta alla violenza di genere si riferisce a quanto accaduto il 25 novembre del 1960, nella Repubblica Dominicana, quando furono uccise tre attiviste, le sorelle Mirabal (Patria, Minerva e Maria Teresa),  per ordine del dittatore Rafael Leónidas Trujillo. Mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione, le 3 sorelle furono bloccate da agenti del Servizio di informazione militare, condotte in un luogo nascosto e stuprate, torturate, massacrate a colpi di bastone e strangolate, per poi essere gettate in un precipizio a bordo della loro auto, per simulare un incidente.

Una Giornata che ancora oggi ribadisce l’emergenza femminicidi nel nostro Paese.

109 le donne uccise dall’inizio dell’anno, come specificato dal Viminale tramite il report “Omicidi volontari”.

Di queste 109, 63 sono state uccise dal partner/ex partner.

Rispetto ad un anno fa, i femminicidi sono cresciuti dell’8% (101 le donne uccise lo scorso anno fino al 21 novembre).

In crescita anche gli omicidi in ambito familiare/affettivo (+5%). E anche in questo caso è significativo l’aumento delle vittime donne (+7%), e tra queste quelle uccise per mano del partner o dell’ex partner (+7%).

Dal 1°gennaio al 31 ottobre 2021 sono aumentati del 10% le violazioni dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e dei divieti di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa (da 1.584 a 1.740).

Dall’entrata in vigore del Codice rosso, legge 694/2019 che ha introdotto nuove fattispecie di reato e perfezionato meccanismi di tutela delle vittime, sono stati 4.234 i casi in tutta Italia, in particolare Sicilia (585), Lazio (452), Lombardia (398), Piemonte (386) e Campania (340) sono le regioni con il maggior numero di violazioni (ma sono anche le regioni più popolose d’Italia, dunque non c’è da stare allegri nelle altre regioni ndr).

Un’altra fattispecie introdotta dal Codice rosso, le costrizioni o induzioni al matrimonio, ha fatto registrare nel periodo in esame un considerevole aumento (+143%, da 7 a 17) legato alla progressiva conoscenza della nuova norma e la maggiore propensione alla denuncia. Si tratta di un fenomeno che riguarda nell’86% dei casi donne, di cui il 68% di nazionalità straniera.

Crescono anche i reati di deformazione dell’aspetto della persona con lesioni permanenti al viso (+35%, da 46 a 62). In totale dall’entrata in vigore della legge sono stati 143 i delitti commessi. Le vittime donne sono il 22%, gli autori sono nel 92% dei casi di sesso maschile.

Incremento rilevante dei casi di “revenge porn” (+45%). Le vittime di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, che dall’entrata in vigore del Codice rosso ha registrato complessivamente 2.329 reati denunciati, sono nel 73% dei casi donne, italiane (87%), maggiorenni (82%).

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Sergio Mattarella, presidente della Repubblica, dinanzi al nuovo report del Viminale ha parlato di “numeri intollerabili che testimoniano una continua, diffusa e ancora inestirpabile violenza contro le donne”. “La nostra società è ancora pervasa, in differenti territori e in svariati contesti, da episodi di violenza, verbale, economica, fisica, frutto dell’idea, inaccettabile, che l’uomo possa prevaricare sulla donna utilizzando la forza“, ha aggiunto.

In molti casi la violenza contro le donne supera il rapporto di coppia e si riversa anzitutto sui bambini, ma anche su altri familiari, amici e persone che tentano di intervenire per arginare questa folle spirale. In tutti i casi, la violenza contro le donne è un fallimento della nostra società nel suo insieme, che non è riuscita, nel percorso di liberazione compiuto dalle donne in quest’ultimo secolo, ad accettare una concezione pienamente paritaria dei rapporti di coppia”. “La prevenzione della violenza richiede ascolto, interventi, reti di sostegno e in molti casi strumenti per offrire alle donne un’alternativa di vita libera. La dipendenza, spesso di carattere economico, in cui molte di esse si trovano è di ostacolo alla ricerca di protezione e alla stessa denuncia degli episodi violenti“, ha concluso Mattarella. “Resta ancora molta strada da fare, ma occorre continuare ad operare, individualmente e con azioni collettive, perché eliminare la violenza sulle donne è un obiettivo essenziale per il nostro vivere in comune“.

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