Giovanni Ottomano, militante Fratelli d’Italia Vincenza: “Io gay e di destra, è la sinistra a etichettare”

Il giovane esponente di Fratelli d’Italia, Giovanni Ottomano, racconta la sua esperienza nel mondo LGBTQIA+ e il suo punto di vista sul rapporto tra orientamento sessuale e ideologia politica.

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Giovanni Ottomano
Giovanni Ottomano
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Giovanni Ottomano, 27 anni, dirigente locale di Fratelli d’Italia a Vicenza, ha recentemente raccontato la sua esperienza come persona omosessuale all’interno di un partito di destra, sottolineando come – secondo la sua visione – la politica non dovrebbe ridurre le persone a categorie identitarie. Le sue dichiarazioni a Il Giornale di Vicenza arrivano in seguito a una nota di Alessandro Benigno, presidente  di FdI a Vicenza, che criticava il patrocinio del Comune a un convegno organizzato per la Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia, a cui aveva partecipato anche l’europarlamentare del Partito Democratico, Alessandro Zan.

Giovanni Ottomano e Alessandro Benigno, Fratello d'Italia Vicenza
Giovanni Ottomano e Alessandro Benigno, Fratello d’Italia Vicenza

Giovanni Ottomano, FdI Vicenza: “Sono gay e di destra, non cerco etichette”

Nella nota di Benigno, interviene anche Ottomano che esplicita il suo punto di vista, evidenziando la sua omosessualità e appartenenza politica e dichiarando: “Sono omosessuale e uomo di Destra. La mia identità non ha mai richiesto etichette né rivendicazioni speciali. Ho sempre guardato con diffidenza a chi pretende di rappresentare tutti gli omosessuali come fossero un gruppo omogeneo da difendere e manipolare per scopi politici”.

Secondo Ottomano, la destra adotterebbe un approccio meritocratico, valutando le persone in base al loro contributo alla società, senza considerare le inclinazioni personali o affettive. A suo parere, è invece la sinistra a ricorrere più frequentemente a categorie identitarie, rischiando – attraverso una classificazione politica – di creare nuove forme di esclusione: “La destra ha una posizione molto liberale e valorizza la persona in base ai meriti, al contributo che offre alla società, non in base alle inclinazioni sentimentali. Non etichetta le persone in base ai gusti personali. Questo lo fa la sinistra che a forza di voler incasellare e omologare tutti, per scopi politici, finisce per discriminare”.

Il rapporto tra identità e politica secondo Ottomano

Secondo il dirigente cittadino di FdI, le dinamiche interne a parte del mondo associativo LGBTQIA+ tenderebbero a essere escludenti verso chi non si riconosce in una visione progressista o orientata a sinistra. Ottomano racconta di aver vissuto direttamente questa sensazione durante una sua precedente militanza in un circolo Arcigay di Padova: “Sono stato iscritto a un circolo Arcigay di Padova, quello fondato da Zan, dove sono stato etichettato e guardato con sospetto per il mio essere di destra e quindi additato come una minaccia solo perché non la pensavo come loro. Per essere accolto devi dire che sei gay e voti a sinistra, che sei gay e sei contro l’occidente, che sei gay e sei ambientalista: devi cioè rientrare nelle categorie imposte dai militanti a sinistra della loro omosessualità”.

Il giovane politico sottolinea ancora la sua adesione a valori che considera “non negoziabili”, come il concetto di famiglia tradizionale, e specifica la propria posizione sulle unioni tra persone dello stesso sesso: “Io difendo l’amore e sono a favore delle unioni civili, ma sono contrario al matrimonio tra persone dello stesso sesso e alle adozioni: la famiglia è quella composta da uomo e donna da cui discende la procreazione”, dice.

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Giovanni Ottomano, dirigente locale di Fratelli d’Italia a Vicenza
Giovanni Ottomano, dirigente locale di Fratelli d’Italia a Vicenza

FdI Vicenza sul convegno LGBTQIA+: la nota di Benigno

Il presidente cittadino di Fratelli d’Italia a Vicenza, Alessandro Benigno, aveva espresso alcune riserve in merito al patrocinio concesso dal Comune a un convegno sul diritto all’autodeterminazione delle persone LGBTQIA+, in programma nella giornata di sabato 17 maggio. “Il patrocinio concesso dall’amministrazione comunale a questo evento rappresenta un atto di speculazione politica, che sfrutta il tema dei diritti per promuovere una visione marcatamente ideologica e di parte. L’istituzione comunale dovrebbe rappresentare tutti, evitando di appoggiare iniziative che polarizzano il dibattito pubblico”, aveva detto.

Secondo Benigno, l’evento, pur nato con finalità inclusive, avrebbe rischiato di avere l’effetto opposto: “È paradossale che un’iniziativa nata con l’intento di includere finisca per dividere, classificare, etichettare. L’acronimo stesso LGBTQUIA+, sempre più lungo e complicato, crea compartimenti, gerarchie e categorie che nulla hanno a che fare con la persona nella sua unicità”, aveva proseguito.

Il rappresentante vicentino del partito di Giorgia Meloni aveva infine sottolineato la propria contrarietà a quella che definisce una “narrazione unilaterale”, affermando che, dietro la tutela dei diritti, si celerebbe un progetto politico volto a mettere in discussione alcuni valori ritenuti fondamentali, a partire dalla “famiglia naturale, composta da un uomo e una donna, riconosciuta dalla nostra Costituzione e riaffermata con forza dalle recenti parole di Papa Leone XIV.

Alessandro Benigno, presidente cittadino di Fratelli d’Italia a Vicenza
Alessandro Benigno, presidente cittadino di Fratelli d’Italia a Vicenza

Il confronto con le altre forze politiche

La dichiarazione di Ottomano si inserisce nella stessa nota di Benigno, rifiutando al tempo stesso la narrazione secondo la quale la casa per la comunità LGBTQIA+ debba necessariamente essere la sinistra. 

Le sue parole arrivano in un contesto di contrapposizione con Coalizione civica Sinistra-Verdi, che ha invece ribadito la necessità di un’educazione culturale diffusa per promuovere l’autodeterminazione delle persone LGBTQIA+: “Promuovere l’autodeterminazione è l’opposto dell’etichettatura di cui parlano. Per esser liberi davvero urge più che mai fare un lavoro culturale importante, con la popolazione e le famiglie”, è stata la replica.

 

 

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