Giulia Bongiorno, avvocata penalista e politica italiana, è nota per la sua brillante carriera forense. Celebre nel 2004 fu la sua difesa di Giulio Andreotti, ex presidente del consiglio (di sette governi), accusato di associazione mafiosa (assolto con varie formule). Sul fronte politico, Bongiorno si è sempre distinta per l’impegno nelle file del centro-destra. Nel 2011, all’età di 44 anni, è diventata madre di Ian, nato il 22 gennaio al Policlinico Gemelli di Roma.

All’epoca, la notizia suscitò interesse mediatico, poiché Bongiorno era single e non rivelò dettagli sulle circostanze della nascita. In un’intervista del 2015, definì la maternità in età avanzata come un “insuccesso” nel conciliare carriera e vita privata. Nel 2015 nel talk di La7 di da Giovanni Floris, chiamata a parlare della sua esperienza di madre over 40, Bongiorno disse che il successo per una donna sarebbe avere un figlio a 25-30 anni, sottolineando come la condizione femminile impedisca spesso la conciliazione di carriera e maternità, “Anche con gli uomini di oggi, sulla donna gravano ancora tutti gli oneri familiari” disse l’avvocata.

 

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In un post apparso nelle ultime ore sull’account di Giorgio Bozzo, attivista italiano, produttore discografico, autore televisivo, commediografo e giornalista,  autore di “Le radici dell’orgoglio, podcast dalla pregevole documentazione, e di grande importanza per la memoria del movimento LGBTIAQ+ italiano, ha posto una provocazione a proposito della genitorialità di Bongiorno, scrivendo:

Politicamente scorretto: ma sono l’unico a domandarsi come abbia avuto suo figlio l’Avvocato leghista Giulia Bongiorno? In modo naturale o con metodi vietati dalla legge 40? Ricordo che la Lega è un partito omolesbobitrasfobico e che il relatore della 40 è l’attuale ministro Giorgetti #ipocrisiadistato #lega #eterologa

In Italia, la maternità surrogata eterologa è vietata dalla Legge 40/2004. Chi la pratica, organizza o pubblicizza, rischia fino a 2 anni di carcere e 1 milione di euro di multa. La legge fu approvata dal governo Berlusconi II con il sostegno del centrodestra. Nel 2014 la Corte Costituzionale eliminò il divieto di fecondazione eterologa, ma la gestazione per altri (GPA) rimane illegale e oggi punibile anche se avviene all’estero.

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Politicamente, Bongiorno ha sempre mostrato una chiara inclinazione per la destra. Eletta alla Camera dei Deputati nel 2006 con Alleanza Nazionale, ha successivamente aderito al Popolo della Libertà e, dopo una parentesi con Futuro e Libertà, è approdata nella Lega, ricoprendo il ruolo di ministra per la Pubblica Amministrazione nel governo Conte I (Cinque Stelle e Lega).

Le sue posizioni su temi etici, come l’opposizione alla maternità surrogata, sono in linea con quelle del centro-destra italiano. Bongiorno si è espressa con fermezza contro la GPA, sostenendo la proposta, divenuta legge nel novembre 2024, di renderla reato universale, ovvero perseguibile anche se praticata da cittadini italiani all’estero, in paesi alleati dove sia legale e regolamentata. Bongiorno ha definito la pratica una forma di sfruttamento delle donne, paragonandola a un “mercato di bambini“.

Nel 2019 fece scalpore un’intervista dell’attivista LGBTIAQ+ Imma Battaglia, che dal media Fanpage sollecitò Bongiorno senza mezzi termini, con queste parole (VIDEO):

“Il ministro Giulia Bongiorno, si veste da uomo. Diciamolo. Eppure nessuno le ha mai detto che si veste da uomo. E qual è la differenza tra me e Giulia Bongiorno? Che sono alta, che faccio sport, che porto i capelli corti da quando ho tre anni, che ho gli zigomi un po’ alti? L’unica verità è che io sono lesbica dichiarata. Io pago l’essere omosessuale, perché vuol dire che ci deve sempre essere qualcuno che fa l’uomo e che fa la donna. Ma il tema è proprio la libertà dell’espressione, la caduta degli stereotipi di genere.”

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