Valentina Petrillo

46enne ipovedente, Valentina Petrillo nasce a a Napoli all’inizio degli anni ’70 e si appassiona allo sport sin da piccola. “Il mio sogno nasce da bambina, ed è quello di potermi esprimere nello sport che amo. È un sogno che ho sin da piccola, dalle Olimpiadi dell’ ’80, quando vidi Mennea correre la finale dei 200 metri”.
A 14 anni le viene diagnosticata la maculopatia di Stardgardt, una malattia degenaritva che colpisce la parte centrale della retina, provocando la perdita del campo visivo e la distorsione delle immagini. Nonostante questo, Valentina continua a correre, prima nei campi da calcio, e poi in quelli di atletica. E vince. Nel 2018 realizza i suoi record personali nella categoria maschile, per poi iniziare la terapia ormonale di transizione nel gennaio 2019. Nel settembre 2020 partecipa per la prima volta nella categoria femminile paralimpica T12 (una delle 3 categorie per ciechi e ipovedenti), ottenendo tre ori nei 100, 200 e 400 metri.
