Harvey Fierstein “bandito” dal Kennedy Center: “Con Trump finiscono le libertà. Cari americani, sveglia!”

"Lotto per i nostri diritti civili da più di 50 anni, solo per vederli strappati via da un uomo a cui in realtà non potrebbe importare di meno. La sua unica fedeltà è a se stesso, il vitello d'oro".

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Harvey Fierstein vs. Trump
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72 anni, Harvey Fierstein è una leggenda del teatro americano. Da sempre dichiaratamente gay, ha vinto quattro Tony Award su quattro candidature, ha scritto il libretto del musical La Cage aux Folles, tratto da Il Vizietto, di Kinky Boots e Torch Song Trilogy, da cui è poi stato tratto il film Amici, complici, amanti. Visto anche in Mrs. Doubtfire – Mammo per sempre, Pallottole su Broadway, Independence Day e Bros, Fierstein, che ha iniziato con ruoli drag nel teatro off-Broadway all’età di 15 anni, ha rivelato di essere stato bandito dal Kennedy Center di Washington DC.

Donald Trump si è preso il Kennedy Center

Due mesi fa il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump ha assunto la direzione dell’iconica istituzione. Appena arrivato il tycoon ha licenziato il presidente del consiglio del Center e 13 dei suoi amministratori, nominando il fidato Richard Grenell come leader ad interim e nuovi membri del consiglio, tra cui la moglie di JD Vance, Usha, e la conduttrice di Fox News Laura Ingraham. “Così abbiamo preso il controllo del Kennedy Center. Non ci piaceva quello che stavano mostrando e altre cose. Ci assicureremo che sia bello e che non sia woke. Non c’è più woke in questo paese“, scrisse Trump all’epoca. Nei giorni scorsi sono diventate virali le immagini del vicepresidente Vance sonoramente fischiato dai presenti ad uno spettacolo.

Dal Kennedy Center di Washington DC sono scomparsi tutti gli appuntamenti previsti per l’imminente World Pride, così come diverse celebrità associate al  Kennedy Center sono andate via, tra cui Ben Folds, Shonda Rhimes e Renée Fleming. L’attrice Issa Rae ha annullato uno spettacolo tutto esaurito, mentre i produttori di Hamilton hanno cancellato uno spettacolo programmato perché contrari all’indirizzo imposto dal presidente.

Trump è tornato a parlare del Kennedy Center negli ultimi giorni, dicendosi “deluso” da ciò che ha visto.

È in uno stato di abbandono tremendo, come gran parte del resto del nostro Paese, in gran parte a causa della cattiva gestione. Sono molto deluso quando mi guardo attorno. In conclusione: ha un potenziale enorme. E lavoreremo con il Congresso. … È una struttura pubblica e faremo ciò che deve essere fatto … La sistemeremo, ma è davvero l’emblema del nostro Paese“.

 Harvey Fierstein attacca Donald Trump

Probabilmente la visita del Presidente e soprattutto le sue sprezzanti parole hanno spinto Fierstein a pubblicare un post social in cui ha svelato di essere stato “bandito” dal Kennedy Center.

Alcune persone mi hanno scritto per chiedermi cosa ne penso dell’acquisizione del Kennedy Center da parte di Trump. Come pensi che mi senta? Gli spettacoli che ho scritto sono ora vietati nel nostro principale teatro americano. Questi spettacoli, la maggior parte dei quali sono stati eseguiti lì in passato, includono KINKY BOOTS. LA CAGE AUX FOLLES, TORCH SONG TRILOGY, HAIRSPRAY, SAFE SEX, CASA VALENTINA, SPOOKHOUSE, A CATERED AFFAIR, THE SISSY DUCKLING, BELLA BELLA e molto altro. Lotto per i nostri diritti civili da più di 50 anni, solo per vederli strappati via da un uomo a cui in realtà non potrebbe importare di meno. Fa queste cose solo per placare la destra religiosa, così guarderanno dall’altra parte mentre lui massacra il nostro sistema politico per la sua stessa glorificazione“.

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Fierstein ha ricordato come Trump attacchi “la libertà di parola… la libera stampa… gli alleati degli americani… La sua unica fedeltà è a se stesso, il vitello d’oro”. “Miei cari americani, vi avverto: NON è così che inizia. Ecco come FINISCE la libertà!” ha aggiunto Fierstein. “Tr*mp potrebbe aver dichiarato che il “woke” è morto in America. Dobbiamo dimostrare che si sbaglia. SVEGLIATEMI, CAVOLO!!!!!”.

Quando Fierstein dice di essere stato “bandito”, non è chiaro se intenda a titolo personale o se si riferisca al suo lavoro passato. Richard Grenell, che è dichiaratamente gay e da tempo vicino a Trump (nel 2020 è stato direttore ad interim della National Intelligence dopo 2 anni da ambasciatore degli Stati Uniti in Germania), ha risposto a Fierstein dandogli del bugiardo.

“Chiunque ti abbia detto questo (perché ovviamente non hai fatto le tue ricerche) dovrebbe essere licenziato dal tuo team per averti fatto apparire stupido di proposito. Anch’io lotto per l’uguaglianza da decenni. Sono il presidente del Kennedy Center e il primo funzionario del gabinetto degli Stati Uniti apertamente gay. Sono stato nominato da Donald Trump per entrambi gli incarichi. Non sei stato bandito. Infatti, vieni a portare Hairspray o La Cage qui al Kennedy Center. Questo è un invito personale. Incontriamoci. Se però riesci a gestire opinioni diverse e vuoi includere tutti, ovviamente.”

 

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