Hong Kong ha respinto un disegno di legge che avrebbe garantito diritti limitati alle coppie omosessuali registrate all’estero. Con 71 voti contrari, 14 favorevoli e un astenuto, il Consiglio Legislativo (LegCo) ha bocciato la proposta, infliggendo un duro colpo al percorso di riconoscimento legale delle relazioni LGBT nella città asiatica.

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Hong Kong: no al riconoscimento delle unioni civili

La proposta di legge, presentata a luglio 2025, nasceva a seguito della sentenza della Corte Suprema di Hong Kong, che nel 2023 aveva stabilito l’obbligo per il governo di creare un quadro normativo entro due anni per il riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso.

La proposta non prevedeva il matrimonio egualitario, che resta definito a Hong Kong come unione tra un uomo e una donna, ma introduceva un sistema di registrazione per le coppie già sposate o unite civilmente all’estero. I diritti riconosciuti avrebbero riguardato soprattutto l’accesso alle informazioni mediche, la possibilità di partecipare alle decisioni sanitarie con il consenso del partner e il diritto di reclamare le spoglie del coniuge defunto.

Il capo dell’esecutivo John Lee aveva sostenuto la legge, avvertendo che una bocciatura avrebbe avuto “serie conseguenze” e violato lo stato di diritto di Hong Kong.

Le critiche degli attivisti e il rigetto in aula

Nonostante le limitazioni, la proposta era vista come un passo avanti dagli attivisti, ma giudicata insufficiente per creare un reale quadro di uguaglianza. L’attivista Jimmy Sham, sposato con il marito a New York nel 2013 e protagonista della lunga battaglia legale che ha portato alla sentenza del 2023, ha definito la bocciatura “profondamente deplorevole”. Secondo Sham, l’incapacità del governo di garantire tutele “resterà una ferita aperta” e non potrà ignorare a lungo “l’attuale situazione illegale e incostituzionale”.

Dal lato opposto, i legislatori filo-Pechino che dominano il parlamento hanno respinto la legge, sostenendo che minasse i “valori familiari tradizionali” e aprisse la strada al matrimonio egualitario.

Le reazioni delle organizzazioni internazionali

Il gruppo Hong Kong Marriage Equality ha parlato di “giornata deludente per Hong Kong”, accusando il governo di ignorare le sentenze giudiziarie e la dignità delle persone.

Anche Amnesty International ha condannato la decisione, definendola la dimostrazione di un “preoccupante disprezzo per i diritti delle persone LGBT”. “Questo disegno di legge avrebbe fornito il minimo indispensabile di protezione alle coppie dello stesso sesso Nadia Rahman, ricercatrice e consulente politica di Amnesty International per le questioni di genere – nello specifico solo a quelle che avevano registrato la propria unione all’estero. Per questo e per altri motivi, la bozza discussa è molto lontana dalle intenzioni della sentenza della Corte che l’aveva originata due anni fa”.

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L’organizzazione ha ribadito che il fallimento di questo disegno di legge “non deve rappresentare la fine degli sforzi per migliorare i diritti delle coppie dello stesso sesso a Hong Kong”, ma anzi uno stimolo per le autorità, affinché possano proporre un testo più inclusivo e solido, “che permetta alle persone LGBT di vivere con uguaglianza e dignità”.

L’80% contrario alla proposta di legge

Scud intervista Gay.it
Scud racconta dei diritti LGBTQIA+ a Hong Kong e in Cina. Foto: Felix Wong

Le autorità avevano aperto una consultazione pubblica di sette giorni al fine di raccogliere le opinioni sulla proposta di legge: delle oltre 10.800 opinioni ricevute, l’80% si è dichiarato contrario. Secondo Hong Kong Marriage Equality, circa la metà delle opposizioni derivava da modelli prestabiliti diffusi da gruppi conservatori attraverso una “forte mobilitazione”.

Questi dati si scontrano con i sondaggi: un’indagine condotta nel 2023 da tre università aveva rivelato che il 60% dei cittadini di Hong Kong fosse favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso, contro il 38% di dieci anni prima. Nello stesso anno, il territorio aveva ospitato i Gay Games, la prima edizione mai organizzata in Asia.

Battuta d’arresto per i diritti LGBT a Hong Kong: le prossime tappe

A oggi, a Hong Kong le relazioni tra persone dello stesso sesso non hanno alcun riconoscimento legale: le coppie non possono sposarsi né accedere a forme di unione civile registrata.

Negli ultimi anni i tribunali hanno stabilito che negare diritti alle coppie omosessuali è una forma di discriminazione, ma i progressi concreti sono rimasti limitati. Alcune sentenze hanno concesso benefici circoscritti alle coppie unite all’estero – come agevolazioni fiscali, accesso agli alloggi popolari, benefici per i dipendenti pubblici o il diritto di ereditare i beni del partner – senza però arrivare a definire un quadro normativo organico.

Il governo dovrà ora ripartire da zero, con poco tempo a disposizione per rispettare la scadenza fissata per il 27 ottobre 2025. L’esito resta incerto, ma il dibattito attorno ai diritti delle coppie LGBT conferma una crescente distanza tra le posizioni delle istituzioni e quelle della società civile.

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