Deriva USA, Hunter Schafer riceve la lettera M sul passaporto: “Fanc*lo Trump, le persone trans continueranno a esistere”

"Ogni volta dovrò fare coming out con le polizie di frontiera". L'intervista di Gay.it a Trans for Equality: cosa possono fare le persone della comunità T in USA.

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Hunter Schafer Passaporto Trasngender Trump
Stando alle dichiarazioni di Hunter Schafer, il vero problema è il certificato di nascita che nessuno ha mai aggiornato. Ora, il Bureau of Consular Affairs – ancorato a logiche d’altri tempi – ha bloccato le pratiche di rettifica del genere sui passaporti. In pratica, si torna a una visione “in bianco e nero” anche nella documentazione ufficiale.
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Nel delirio del primo mese di amministrazione USA di Donald Trump, Hunter Schafer ha condiviso sui social la propria esperienza di donna trans: il suo nuovo passaporto, recentemente emesso dagli Stati Uniti, la indica come “M” anziché “F”. Un colpo feroce, considerando che da circa un decennio i suoi documenti ufficiali – compresa la patente – riportavano il genere femminile. Dall’aprile 2022 fino a pochi giorni fa sul passaporto USA era possibile avere anche il genere X, opzione cancellata dall’avvento del nuovo regime Trump/Musk.

Tutto è iniziato quando Hunter, star di Euphoria di cui è stata appena annunciata la terza stagione, ha dovuto richiedere un nuovo passaporto dopo aver smarrito il precedente durante la produzione di un progetto audiovisivo a Barcellona. Inizialmente, dotata di un passaporto provvisorio, la star aveva conservato i dati corretti. Ma nella versione definitiva del suo documento, Schafer si è vista consegnata un passaporto con la dicitura “maschio”. Nel video pubblicato su TikTok la star ha spiegato che questo problema potrebbe essere legato alla mancata modifica del suo certificato di nascita.

@csbvkjbvjkbkjjvkfsjkposted/deleted this last night because i wanted to make a more concise/well spoken thing but it’s out in the world! so putting it back heree♬ original sound – Hunter Schafer

Stando alle dichiarazioni di Hunter, il vero problema è il certificato di nascita che nessuno ha mai aggiornato. Ora, il Bureau of Consular Affairs – ancorato a logiche d’altri tempi – ha bloccato le pratiche di rettifica del genere sui passaporti. In pratica, si torna a una visione “in bianco e nero” anche nella documentazione ufficiale: è la deriva reazionaria americana voluta dalla destra suprematista.

“Il punto non è che che abbiano messo una ‘M’ sul mio passaporto, a me e alla mia condizione di persona trans non cambia nulla. Certo, tutto questo rende la vita un po’ più difficile”

Hunter ha naturalmente spiegato come il congelamento delle richieste di aggiornamento del genere sui passaporti sia la conseguenza dell’ordine esecutivo firmato da Donald Trump il primo giorno della sua presidenza, che riconosceva soltanto due generi, maschio e femmina assegnati alla nascita, escludendo di fatto ogni altra identità. L’atto esecutivo della nuova amministrazione USA un mese fa è stato soltanto il primo di una lunga serie di provvedimenti anti-LGBTIAQ+. Nel giro di pochissimi giorni, passaporti, visti e tessere Global Entry si sono ritrovati catapultati in un lontano passato. Il Dipartimento di Stato infatti sta facendo valere la norma.

Sulla scia dell’onda repressiva messa in atto negli Stati Uniti contro la comunità LGBTIAQ+, l’associazione Advocates for Trans Equality (A4TE) – come annunciato nell’intervista a Gay.it – sta promuovendo una campagna informativa per incoraggiare chiunque voglia sostenere i diritti delle persone trans a partecipare a un training virtuale dal titolo “How to Testify for Trans Rights”. L’evento, previsto per martedì 25 febbraio dalle 19:00 alle 20:30 (EST) su Zoom (qui link diretto), è aperto a organizzazioni, singoli membri della comunità, alleati e a chiunque desideri difendere i diritti trans in occasione di audizioni pubbliche, sessioni legislative o forum comunitari. Durante la formazione – condotta dallo staff di A4TE – saranno illustrate le basi per rendere una testimonianza efficace, le buone prassi per scrivere un intervento convincente, alcuni consigli per gestire l’ansia e interagire con diversi tipi di legislatori, oltre a strategie per condividere esperienze personali in sicurezza.

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Qualche tempo fa Schafer era stata arrestata per aver partecipato ad una manifestazione pro-Pal. Oggi, davanti all’affondo repressivo di Trump, Hunter si è dichiarata “sconvolta”, e ha ammesso che, all’inizio, aveva preso con leggerezza l’ordine di Trump, convinta che non avrebbe realmente influito su di lei. Poi si è resa conto di come la lettera M sul proprio documento la obblighi a spiegare la discrepanza alle autorità di frontiera ogni volta che partirà per un viaggio.

“Certamente ogni volta dovrò fare coming out con le polizie di frontiera”

Un disagio che cambierà la vita di molte altre persone transgender e di genere non binario. L’attrice si è detta consapevole dei propri privilegi – è bianca, famosa, ben inserita a Hollywood – e di come la situazione rischi di essere ancora più difficile per chi non gode della stessa visibilità.

“Le persone trans sono meravigliose e continueranno a esistere. Io non smetterò mai di essere trans, una lettera su un documento non può cambiare questa realtà”

Schafer si è lasciata andare con fermezza e una certa libertà di sfogo, ha ribadito che una lettera sul passaporto non può cancellare la sua identità né quella di migliaia di altre persone trans. Ha inoltre lanciato un messaggio di incoraggiamento, sottolineando che le persone trans esistono, sono “meravigliose” e non scompariranno certo di fronte a scelte politiche restrittive. Ha quindi manifestato la sua volontà di continuare a vivere liberamente la propria verità, invitando la comunità a resistere alle politiche discriminatorie e ribadendo: “Fanculo questa amministrazione.

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stefano belli 22.2.25 - 20:54

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