“Non esistono bambini arcobaleno” sembra solo la frase dell’ennesimo gruppo ultracattolico anti LGBTQIA+, ma nelle parole di Giorgio Bozzo è una provocazione che ribalta le aspettative.
Il prossimo 26 Maggio, l’attivista, ricercatore storico, divulgatore, e autore del podcast Le Radici dell’Orgoglio, pubblicherà Non Esistono Bambini Arcobaleno–Testimonianze di infanzie e adolescenze LGBT+, libro che prende il titolo dalle offensive dei movimenti reazionari, ma con l’obiettivo di smontarle attraverso una raccolta di racconti, aneddoti, ricordi di sensazioni tattili e olfattive di persone che quell’infanzia l’hanno vissuta davvero. Un libro non previsto, nato come contro-risposta al momento di oscurantismo che stiamo vivendo, che per Bozzo ha raggiunto il picco in due momenti: un fatto di cronaca risalente allo scorso Gennaio 2025, quando un padre è stato arrestato per violenze sul figlio quindicenne di cui non accettava l’orientamento sessuale, e un post di ProVita a sostegno di Donald Trump che dichiarava che in America, come nel resto del mondo, bambini gay, lesbiche, e transgender non sono mai esistiti.
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Bozzo sottrae la propria voce e lascia parlare quelle soggettività che non vengono mai ascoltate dalla classe politica, confermando non solo che lə bambinə LGBTQIA+ esistono, ma che non c’è nulla da ‘correggere’. Da Roberta Parigiani, avvocata e portavoce politica del MIT (Movimento Identità Trans*), a Zeno Bertagna, ragazzo trans e genitore arcobaleno, da Mauro Muscio, proprietario della Libreria Antigone, a Paolo Rondelli, primo capo di stato dichiaratamente omosessuale e capitano reggente a San Marino, fino a Alba Montori, tra le prime attiviste del movimento omosessuale italiano, queste preziose testimonianze sfatano due bugie: l’idea che l’omosessualità e la transessualità siano solo una “scelta bizzarra della maggiore età” o qualcosa di indotto e corrotto attraverso la fantomatica ‘ideologia gender’. “Io stesso sono stato un bambino gay” ci racconta Bozzo “Lo avvertivo già a sette anni, ma crescendo ho sentito tutto il peso e anche il dolore di questa diversità. Perché ti costringono a pensare che sei una persona sbagliata e fuori posto. Fortunatamente nel mio percorso – io e tantə altrə- siamo riuscitə ad emanciparci grazie alla rappresentazione delle persone, i libri, i film, e le serie televisive. Ma non tuttə hanno modo di vivere questo percorso, e tantə rimangono schiacciate da questo condizionamento esterno”.
Per Bozzo l’attacco delle istituzioni è oggettivo: solo nelle scorse settimane, Il Ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha presentato al Consiglio dei Ministri una proposta che mira a regolamentare l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole, e richiederebbe il consenso informato del genitore su ogni tematica considerata ‘sensibile’ – inclusa la sessualità– nella facoltà di visionare in anticipo il materiale didattico e informativo, ed essere chiamati eventualmente ad intervenire. Lo scorso Marzo, lo stesso Valditara , ha vietato anche l’utilizzo dello schwa e l’asterisco nelle comunicazioni ufficiali, limitando la possibilità di un linguaggio inclusivo e rispettoso per tuttə lə studentə trans* e non binarie. Il 12 Settembre 2024, la Camera ha approvato la risoluzione Sasso, limitando nelle scuole la divulgazione di contenuti a tema LGBTQIA+. “Io do per scontato che una famiglia di persone mentalmente libere e con un minimo di progressismo e pensiero critico in testa, sappia affrontare con i loro figli le questioni più spinose della vita, inclusa la sessualità” risponde Bozzo, chiedendosi: “Qualora venga approvato l’idea del consenso informato– negando quindi ad un bambino la possibilità di fare educazione sessuale affettiva– come crescerà quella persona? Con quale capacità di essere tollerante e inclusivo rispetto agli altri? Per me la vera corruzione è quella di chi vuole negare il valore della diversità e dell’inclusione: qualcuno che ti dice che non sei normale e ti impone come vivere è un vero corruttore di bambini. Ma noi diciamo no, rispondendo che chiunque deve vivere la propria vita nel modo più sereno possibile”.
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Il libro non è che un ampliamento del progetto già iniziato con Le Radici dell’Orgoglio: un recupero della memoria collettiva, attraverso le parole di chi queste storie le ha vissute sulla propria pelle. A pochi giorni dalla manifestazione LGBTQIA+ del 17 Maggio, il progetto di Bozzo è un invito ad abbassare le barriere del pregiudizio, riscrivere le nostre storie e confrontarci con l’umanità degli altri, nell’obiettivo di non restare più indifferenti e non dimenticare mai chi siamo statə. “Perdere la memoria e non tramandarla porta poi a vedere rigurgiti di quello che abbiamo combattuto” spiega l’autore “La nostra è una memoria ricca, preziosa, e rischiare di perderla nell’oblio sarebbe un danno clamoroso. Una volta recuperata dobbiamo farci forti e sentirci orgogliosi di quello che siamo”.
Giorgio Bozzo è anche autore di La Compagnia del Gender, progetto politico incentrato su debunking e fact checking di tutte le fake news sulla comunità LGBQIA+. Un collettivo aperto a chiunque vuole dare una mano e unire. Qui per tutte le informazioni.
