Il Kentucky ri-legalizza le terapie di conversione

Via libera anche ad una nuova legge che limita l'accesso alle cure di affermazione di genere persino per gli adulti.

Ascolta:
0:00
-
0:00
vietare-terapie-riparative-europa-petizione
3 min. di lettura

Il Kentucky ha annullato il divieto alle terapie di conversione precedentemente voluto dal governatore democratico Andy Beshear, finito nel listone di papabili come Vicepresidente degli Stati Uniti d’America in ticket con la candidata Presidente Kamala Harris alle elezioni presidenziali dello scorso novembre. Scelta poi ricaduta sul Governatore del Minnesota Tim Walz.

Le due nuove leggi omotransfobiche del Kentucky

La scorsa settimana Camera e Senato del Kentucky, entrambi controllati dai repubblicani, hanno votato per annullare il veto di Beshear sul disegno di legge 495 che di fatto cancella l’ordine esecutivo dello stesso governatore del settembre 2024, che vietava le cosiddette terapie di conversione. Sebbene l’HB 495 fosse originariamente nato per revocare il divieto nei confronti di questa dannosa pratica, il disegno di legge è stato volutamente modificato per aggiungere un ulteriore divieto all’uso dei fondi Medicaid per l’assistenza di genere agli adulti trans. Grazie ad una clausola specifica l’HB 495 entrerà immediatamente in vigore.

Beshear, che è governatore dal 2019, non ha posto il proprio veto al disegno di legge 2 del Senato, che vieta l’assistenza di genere per le persone trans incarcerate. In una conferenza stampa di dicembre 2024, il governatore dem aveva affermato che “i criminali condannati non hanno il diritto di farsi pagare interamente tutti gli interventi chirurgici, soprattutto quando ciò supererebbe il tipo di copertura disponibile per i cittadini rispettosi della legge nel settore privato“. Peccato che lo stato del Kentucky non abbia mai fornito un intervento chirurgico di genere per una persona incarcerata, come precisato da The Hill.

Secondo il Kentucky Lantern, ci sono appena 67 persone trans incarcerate nelle prigioni del Kentucky, costrette ora ad interrompere la terapia ormonale di affermazione di genere se tale cura viene pagata con fondi pubblici. Lo scorso febbraio lo psicologo di Louisville Jacks Gilles aveva espresso la propria testimonianza contro il disegno di legge, affermando che interrompere tale cura “comporterebbe esiti negativi, tra cui aumento dell’ansia, disturbi nelle relazioni sociali e familiari, depressione, tendenze suicide e morte”. “L’assistenza medica di affermazione di genere non è sperimentale, non è elettiva e non è cosmetica“, ricordò Gilles.

Come governatore, ho posto il veto a numerose proposte di legge anti-LGBTQ e anti-scelta, eppure ho comunque battuto il candidato personalmente scelto dal signor Trump lo scorso autunno”, ha precisato Beshear, in passato dichiarato sostenitore della comunità trans. In un editoriale pubblicato dal New York Times nel novembre 2024 il governatore implorò i colleghi democratici di non fare delle persone trans un capro espiatorio per la sconfitta del partito alle elezioni nazionali. L’anno prima Beshear provò a bloccare un disegno di legge transfobico che proibiva ai minori di ricevere cure di affermazione di genere, proibiva ai bambini trans di usare i bagni scolastici che si allineano alle loro identità e proibiva la discussione di argomenti LGBTQ+ nelle scuole elementari. La “peggior legge anti-trans” d’America, venne definita nel 2023,  votata grazie alla maggioranza dei repubblicani sia alla Camera che al Senato.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

In una dichiarazione pubblicata su Facebook, Chris Hartman, direttore esecutivo dell’organizzazione statale per la difesa LGBTQ+ Fairness Campaign, ha definito l’approvazione dei disegni di legge “un giorno triste nel Kentucky”. “Due disegni di legge anti-LGBTQ+ diventeranno legge con conseguenze devastanti per la nostra comunità“, ha affermato Hartman, definendo entrambi i disegni di legge “crudeli, non hanno posto nel nostro Commonwealth“.

Terapie di Conversione, una vergogna troppo spesso ancora legale

Le terapie di conversione sono un insieme eterogeneo di interventi, spesso violenti e sempre dannosi, il cui obiettivo dichiarato è alterare o sopprimere l’orientamento sessuale, l’identità di genere o l’espressione di genere delle vittime attraverso manipolazioni mentali e fisiche, che spaziano da indottrinamenti psico-ipnotici – generalmente travestiti da “terapie” – a interventi medici non richiesti, trattamenti omeopatici, esorcismi e altre azioni motivate da una visione distorta e patologizzante delle identità LGBTIQ+.

Il Rapporto delle Nazioni Unite del 2020 descrive le terapie e le pratiche di conversione come “interventi profondamente dannosi, fondati sull’idea, priva di basi mediche, che le persone LGBTQ+ siano malate”, capaci di infliggere sofferenze gravi, causare danni psicologici e fisici duraturi, senza alcuna giustificazione scientifica.

I dati diffusi dall’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali nel 2024 sono agghiaccianti: una persona LGBTQIA+ su quattro è stata sottoposta a queste pratiche in Europa. Il 25%: una percentuale che descrive un fenomeno dalle proporzioni inquietanti e dai risvolti feroci. Depressione, ansia, pensieri suicidi: queste le conseguenze tangibili, le cicatrici lasciate da una tortura psicologica che pretende di “correggere” ciò che non è affatto sbagliato, ma semplicemente difforme dalla normatività etero-cisgender. Un abisso culturale da combattere.

L’Italia purtroppo non è immune da questa vergogna – anzi. Sebbene le terapie di conversione qui siano meno visibili rispetto ad altre realtà europee, la loro pratica, spesso sotto forma di percorsi religiosi o psicologici non regolamentati, rimane fortemente presente. E l’assenza di una legge che le vieti espressamente non solo espone le vittime, ma perpetua l’idea che queste pratiche abbiano una qualche legittimità. QUI la raccolta firme per vietarle in tutta Europa.

Fonte: Them.us

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.