Al Meeting di Rimini, il presidente della Corte Costituzionale, Augusto Barbera, ha condiviso le proprie riflessioni sui temi della riforma costituzionale, della tutela dei diritti, parlando anche di piena disponibilità sul proprio corpo, fine vita, identità personale, fluidità di genere, coppie omosessuali, famiglie omogenitoriali e gestazione per altri.
Già lo scorso marzo, Barbera aveva mandato un monito al Parlamento sul tema dei figli delle famiglie omogenitoriali “Serve una legge sui figli delle famiglie arcobaleno” aveva detto il presidente della Corte.
A Rimini, davanti alla platea di Comunione e Liberazione, Barbera ha iniziato il suo discorso facendo riferimento ai numerosi tentativi, a partire dal 1983, di riformare la Costituzione italiana per rendere il paese più governabile. Secondo Barbera, ogni tentativo è stato come “un gioco dell’oca“, in cui si ritorna sempre al punto di partenza. Barbera ha sottolineato che, se si vuole davvero intervenire sul regime parlamentare, è necessario farlo in maniera incisiva, affinché non si mantenga un sistema “pseudo-parlamentare” come quello attuale, ma si rafforzi un vero regime parlamentare. Barbera ha sottolineato come la crisi della democrazia parlamentare sia un problema di tutto l’Occidente, parlando di “fratture della società“. Il presidente della Corte ha più volte stigmatizzato la polarizzazione etica che sta dilaniando le pubbliche opinioni occidentali.
Ecco i punti salienti dell’intervento:
In tutto il suo ragionamento Barbera ha ricordato come i principi della nostra Carta Costituzionale cerchino costantemente un “punto di congiunzione tra i valori e i diritti” e provino a sottrarsi alla polarizzazione che mette i valori in contrapposizione ai diritti.
“Si deve tenere conto del diritto di una coppia, anche dello stesso sesso, di dare vita a una comunità di affetti” ha spiegato Barbera, che ha sottolineato come ad oggi le norme italiane non elevino le famiglie bastate su coppie omosessuali a una dignità pari a quella delle famiglie basate su coppie eterosessuali.
Barbera ha ricordato che la nostra Costituzione vede “lo Stato in funzione della Persona e non la Persona in funzione dello Stato“, ricordando anche il principio di sussidiarietà “Non faccia lo Stato ciò che può fare un privato” e quello di uguaglianza contenuto nell’articolo 3.
Famiglie omogenitoriali, figli e gestazione per altri
Le sentenze della Corte negli anni hanno ribadito che la pratica della maternità surrogata “offende la dignità della donna e mina nel profondo le relazioni umane, dunque una chiusura netta, senza distinguere tra gestazione frutto di una contrattazione sul mercato e quella solidale” spiega Barbera fissando un punto critico “ma attenzione: questa posizione della Corte è stata più volte ribadita, ma altrettanto deciso è stato l’invito della Corte al Parlamento che si faccia carico dei figli delle coppie omosessuali. (…) Lo abbiamo detto più volte, no alla gestazione per altri, ma sì al bisogno di tutelare i bambini nati. I valori della persona tutelati dall’articolo 2 della Costituzione richiedono sia il divieto di questa intollerabile pratica, quella della gestazione per altri, sia il perseguimento del miglior interesse dei figli”
“La Corte, – ha ricordato Barbera – non ha inteso riconoscere il diritto costituzionale alla genitorialità o a procreare, che sono diritti meritevoli di tutela legati al pieno sviluppo della persona, ma non sono suscettibili di realizzazione ad ogni costo e senza limiti“
Il genere non binario
Sull’identità personale. “Erano stati sollevati dubbi sulla legge 164 del 1982 (che ancora oggi regolamenta la transizione di genere in Italia ndr) per il fatto che essa non preveda il riconoscimento anagrafico del genere non binario. Quell’eccezione è stata dichiarata inammissibile, che in ambito costituzionale significa che non si è entrati nel merito, in quanto l’introduzione del terzo genere postulerebbe necessariamente un intervento di sistema, nei vari settori dell’ordinamento e per i numerosi istituti attualmente regolati con logica binaria, quindi non siamo entrati nel merito, ma attenzione. Ma ci sono state alcune dichiarazioni su alcuni giornali, alcune allarmate perché ci sarebbe stata da parte della Corte un’apertura al terzo genere, in altri casi soddisfatte perché noi avremmo escluso un’apertura al terzo genere. In verità nessuna delle due cose, la Corte ha semplicemente sottolineato che è una competenza del Parlamento, che è il primo interprete della sensibilità sociale e sarà affidato alla sua discrezionalità politica farsi carico di questo significativo disagio individuale e sociale“.
Valori e diritti
“Ci siamo imposti il bilanciamento tra diritti e valori, perché abbiamo distinto tra ciò che è mera liceità di un comportamento, e quindi spetta al legislatore decidere se è lecito o è illecito, e ciò che è invece riconoscimento costituzionale. (…) Noi siamo i custodi della Costituzione, non siamo gli interpreti esclusivi della Costituzione e vogliamo che anche le rappresentanze democraticamente elette siano possibilmente non in disaccordo“.
Il compito della politica e del Parlamento
Quindi Barbera sottolinea l’importanza dell’art.2 e dell’art. 3 della Costituzione, ricordando che non possono essere Corte Costituzionale e potere giudiziario a modernizzare la Costituzione Italiana mediante sentenze, “è un compito che spetta al potere politico, che deve essere capace di decidere, di programmare e di non limitarsi ad amministrare il presente. Il potere politico deve essere in grado di costruire sulla base dei valori fissati nella Costituzione e allo stesso potere politico spetta il compito di fare le riforme costituzionali”
Art 2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Di seguito il video dell’intervento integrale del Presidente della Corte Costituzionale Augusto Barbera al Meeting di Rimini il 24 Agosto 2024
