Il Ragazzo dai Pantaloni rosa primo al box office grazie alle anteprime per le scuole. Battuti Sorrentino e Venom

Debutto da urlo in testa al botteghino italiano per il film che racconta la storia di Andrea Spezzacatena. La giusta risposta dopo le polemiche.

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Uno spiraglio di luce dopo le polemiche di due settimane or sono, quando alcuni studenti rovinarono la premiere alla Festa del Cinema di Roma.

Il Ragazzo dai Pantaloni rosa ha conquistato la vetta del botteghino nazionale, incassando ben 201.378 euro con le anteprime pensate per le scuole. 43.849 i ticket staccati nella sola giornata di ieri, in attesa dell’uscita definitiva di giovedì, in tutta Italia. Splendida la media per sala, pari a 1.106 euro. Il film di Margherita Ferri racconta la tragica storia di Andrea Spezzacatena, il quindicenne che nel 2012 si tolse la vita dopo aver subito atti di bullismo e cyberbullismo omofobo a scuola.

Da noi recensito in anteprima sottolineando proprio la necessità di mostrarlo agli studenti del Bel Paese, Il Ragazzo dai Pantaloni rosa ha così battuto titoli come Parthenope e Venom. Nella giornata di ieri il film di Paolo Sorrentino si è infatti fermato ai € 134.043 (totale 4.741.336 euro), mentre il cinecomic con Tom Hardy ai 104.141 euro (€ 5.936.323 totali).

Le parole di Teresa Manes dopo il boom in sala

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A celebrare la straordinaria giornata di ieri anche Teresa Manes, mamma di Andrea Spezzacatena che ha pubblicato una serie di foto in arrivo dalle sale di tutta Italia, stracolme di alunni.

“Appena sono arrivata, la proiezione era già avviata e la platea si presentava silenziosa, attenta, emotivamente rapita”, ha scritto su Facebook Teresa. “Alla fine, quando siamo saliti tutti sul palco per il dibattito, la commozione non aveva più veli. Tante sono state i momenti di apertura da parte dei giovanissimi. So che quanto avveniva davanti a me avveniva anche in altre sale d’Italia. E se questo piccolo miracolo è accaduto è perché Il Ragazzo dai Pantaloni Rosa non è un film ma un potente strumento di sensibilizzazione sociale. Oggi sapere che 60mila ragazzi se ne sono andati con un pezzetto di me ed Andrea dentro al cuore mi ha ha fatto venire la pelle d’oca. I bravi ragazzi esistono e stamane erano tutti con noi”.

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Una giornata da non dimenticare, con alcuni studenti che si sono presentati in sala indossando dei braccialetti rosa e con dei cartelloni a sostegno di Andrea e contro l’omobitransfobia. A pubblicarli sui social Teresa stessa, sopraffatta da tanta vicinanza.

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Il Ragazzo dai Pantaloni Rosa, due settimane di polemiche

Il lancio di Il Ragazzo dai Pantaloni Rosa è stato segnato da quanto avvenuto alla Festa del Cinema di Roma, con applausi di scherno e insulti omofobi durante la premiere nazionale. Il caso ha interessato anche il ministro Valditara, che ha chiesto sanzioni per gli studenti autori di quegli insulti e ha ottenuto un’interrogazione parlamentare ad hoc, mentre a Treviso alcuni genitori hanno chiesto la cancellazione della proiezione per una scuola, conquistandola solo inizialmente. Dopo le inevitabili polemiche il doveroso passo indietro.

La storia vera di Andrea Spezzacatena

Il ragazzo con i pantaloni rosa - a sinistra Samuele Carrino e Claudia Pandolfi che interpretano (a destra) Andrea Spezzacatena e sua madre Teresa
Il ragazzo con i pantaloni rosa – a sinistra Samuele Carrino e Claudia Pandolfi che interpretano (a destra) Andrea Spezzacatena e sua madre Teresa

Nel 2012 Andrea Spezzacatena, appena 15 anni, si tolse la vita perché stanco di essere vittima di bullismo e cyberbullismo tra i banchi di scuola. Si impiccò in camera sua, a Roma, senza lasciare neanche un biglietto di addio. Solo successivamente al suo suicidio sua mamma Teresa Manes scoprì cosa avesse dovuto passare, in silenzio, suo figlio, sbeffeggiato a scuola e on line, con una pagina Facebook nata solo per dileggiarlo. “Il ragazzo dai pantaloni rosa“, si chiamava quella pagina, dove ci scrivevano di tutto. Quei pantaloni rosa furono il risultato di un lavaggio sbagliato in lavatrice. Avevano stinto e ad Andrea piacevano comunque, tanto da volerli indossare. Anche dopo gli insulti, “per non dargliela vinta”. Ma quelle parole di scherno si sono fatte sempre più pressanti, pesanti, insistenti. E Andrea ha deciso di farla finita. All’età di 15 anni.

Tutto questo racconta la pellicola di Margherita Ferri, interpretata da Claudia Pandolfi negli abiti di mamma Teresa e dal bravo Samuele Carrino in quelli di Andrea.

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