
La "Parada Gay", la più grande manifestazione di orgoglio omosessuale del mondo, ha richiamato anche quest’anno tre milioni di persone sulla centralissima Avenida Paulista a San Paolo. Questo Gay pride brasiliano, giunto alla sua 14esima edizione, è diventato ormai un Carnevale alternativo a quello ufficiale animato da 14 grossi carri – i famosi "trio eletrico" – stracolmi di amplificatori, con sopra piattaforme per gruppi musicali, ballerini e comizi.
Anche il pubblico è ormai quanto di più variegato e quanto di meno "militante" possibile: è ormai comune vederci famiglie intere con ragazzini, turisti ignari e soprattutto gli abitanti di San Paolo, che hanno adottato la Parada come una festa della città, della quale approfittare indipendentemente dagli orientamenti sessuali.

A garantire il colore rimangono un’infinità di drag queens e altri personaggi. Gli stessi organizzatori hanno ormai preso atto di questa trasformazione: «È finita la fase in cui dovevamo attirare l’attenzione sull’omofobia e sui diritti dei lgbt», i gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, «adesso pensiamo a conquistare forza politica», ha detto Manoel Antonio Ballester al microfono in apertura della manifestazione.

Non a caso il motto della sfilata di quest’anno è Votiamo contro l’omofobia, difendiamo la cittadinanza. Secondo SPTuris, l’ente turistico paulista, quest’anno sono giunti per l’occasione mezzo milione di turisti, che generano introiti per 250 milioni di real (poco più di cento milioni di euro). «Il turismo lgbt è un segmento in continua crescita», conferma Luiz Sales, direttore della SPTuris.
