“Le nostre istanze sono affossate, ridicolizzate, contrastate con ogni mezzo”. Toscana Pride, sabato 7 settembre – INTERVISTA

Abbiamo intervistato Monia Marcacci, portavoce del Toscana Pride che si terrà sabato 7 settembre a Lucca. L'evento si svolge in un contesto di notevole tensione, alimentato dalle polemiche sollevate da gruppi ultradestra locali.

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intervista a toscana pride 2024, monia marcacci
Toscana Pride - foto di Manola Biggeri
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In un contesto di crescente tensione, il Toscana Pride si appresta a scendere per le strade di Lucca questo sabato 7 settembre.

Quest’anno, la manifestazione si trova al centro delle polemiche suscitate da gruppi di ultradestra locali, che hanno contestato la scelta della data e del luogo del Pride, tentando di contrapporre la tradizione religiosa della città ad una “pagliacciata”, così come loro hanno definito l’evento.

La portavoce Monia Marcacci condivide con Gay.it punti politici e rivendicazioni di questa edizione del Pride, evidenziando l’importanza di affermare i diritti delle famiglie arcobaleno, delle persone trans* e di altre comunità marginalizzate nella regione Toscana, un territorio che, nonostante le attuali resistenze, ha mostrato di essere spesso ricettivo alle istanze della comunità LGBTQIA+.

Vi invitiamo a leggere l’intervista per comprendere più a fondo le dinamiche, gli obiettivi politici, le sfide che il Toscana Pride si propone di affrontare quest’anno, ma anche le strategie relative all’ accessibilità della parata che ogni persona dovrebbe sapere prima di partecipare alla parata a Lucca il 7 settembre.

Toscana Pride 2024 – INTERVISTA

Presentazione del comitato organizzatore: chi siete (associazioni, persone ecc. che si vogliano menzionare) 

Il Comitato promotore del Toscana Pride conta ben 15 associazioni al suo interno:

Il Comitato è una struttura democratica coordinata da un gruppo di volontarɜ che si mettono a servizio del progetto comune (quest’anno: Monia Marcacci portavoce, Matteo Bordi presidente, Jonathan Lucchesi vice-presidente, Marco Del Tongo tesoriere e Fiora Branconi segretaria)

Ci sono altre realtà locali che sostengono e partecipano alla vostra iniziativa? Ce ne sono alcune di cui vorreste parlarci? 

Il Toscana Pride, oltre che dal Comitato promotore, è sostenuto da varie altre realtà locali, sia realtà associative appartenenti al movimento LGBTQIA+, che realtà e organizzazioni operanti in vari segmenti della società civile: da Arci a CGIL, fino a piccole comunità, associazioni e organizzazioni di vari territori della regione. Ogni anno ovviamente, attraverso assemblee pubbliche sul territorio, cerchiamo di incontrare e raccogliere feedback, suggerimenti e sostegno da associazioni e singole persone che insistono sul territorio interessato dalla parata.

Qual è il rapporto della comunità queer locale con il sindaco e la giunta? 

Allora, in questo caso c’è da fare una netta distinzione tra la comunità queer locale, che ha accolto meravigliosamente la notizia del Pride a Lucca e che ci sta dando una grossa mano sul territorio e l’amministrazione locale, che certamente, come abbiamo anche potuto leggere nelle esternazioni del sindaco, avrebbe fatto volentieri a meno di una manifestazione come il Toscana Pride, che mira a portare in primissimo piano la rivendicazione dei diritti queer e LGBTQIA+ sul territorio.

Che impatto ha sulla vostra città/il vostro territorio un Pride?

Noi pensiamo che abbia un impatto tremendamente positivo, altrimenti non ci impegneremmo tanto ad alimentare quest’anima itinerante che ha caratterizzato il TP fin dalla sua prima edizione nel 2016! Per noi è importante andare “dove più c’è bisogno” di portare in primo piano le rivendicazioni dei nostri diritti, dove maggiormente la comunità queer locale ha bisogno di sostegno nella lotta per la propria esistenza e contro l’oppressione operata dal governo, le cui ripercussioni sono anche fortemente locali. Ci piace pensare inoltre che il TP sia proprio importante “personalmente” per chi vive i territori della manifestazione, come occasione per poter celebrare la propria unicità in un contesto protetto che valorizza la specificità di ciascun@.

Comune e Regione hanno dato patrocinio al Pride? Quali istituzioni locali avete dichiaratamente dalla vostra parte? E quali no, e perché?

Come si può evincere anche dalla nostra pagina web, quest’anno il Comitato ha “rovesciato” le carte in tavola. A dispetto degli ottimi rapporti con molte amministrazioni, con la Regione e con enti davvero virtuosi, è accaduto in passato anche un discreto rainbow washing da parte di altri a spese del Toscana Pride, ovvero adesioni “vuote” che non si traducevano poi in un reale impegno a favore dei diritti della comunità LGBTQIA+. Per questo, quest’anno il patrocinio non verrà richiesto a tappeto, ma solo a quelle realtà che vorranno aderire a fronte di impegni concreti, passati, presenti e futuri, per i diritti. Il Toscana Pride non è soltanto la manifestazione pubblica del 7 settembre, ma un percorso che dura un anno e che prosegue anche nel dopo-parata.

Ci sono delle iniziative correlate alla manifestazione del Pride che vi sembrano importanti (che fate o che avete fatto)?

C’è una lunga teoria di eventi di ogni genere che lastrica la via che porta al Toscana Pride: feste, presentazioni di libri, occasioni sociali, aperitivi.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Il Toscana Pride sostiene le iniziative che le singole associazioni del Comitato, o altri soggetti, propongono sul territorio. Ogni occasione è utile per tenere alta l’attenzione sui nostri temi e le nostre rivendicazioni.

Avete previsto delle attenzioni particolari in merito all’accessibilità?

Certamente! L’accessibilità è una priorità per noi: il Toscana Pride deve essere uno spazio sicuro abitabile da chiunque senza restrizioni in accesso altre che la volontà di partecipare pacificamente. In parata ci saranno numerosɜ volontariɜ riconoscibili dalla maglia rossa per supporto alla logistica, l’assistenza della Croce Rossa durante tutto il corteo, saranno disponibili bottigliette d’acqua e tappi antirumore in ogni carro, sono previste delle zone di decompressione per chi ne avesse bisogno e ci saranno carri di supporto per chi ha difficoltà a camminare e un carro di supporto per la riduzione del danno da consumo di sostanze in coda al corteo. Naturalmente gli interventi avranno la traduzione LIS.

In questi anni di governo delle destre, come considerate vengano affrontate, sostenute o contrastate le istanze che il vostro Pride vuole portare avanti?

Nel contesto politico, sociale ed economico in cui si trova attualmente il nostro Paese, è sempre più forte il senso di smarrimento, preoccupazione e precarietà di fronte alle prospettive grigie che lɜ cittadinɜ si trovano ad affrontare con particolare riferimento e attenzione alle persone LGBTQIA+, alle persone razzializzate, alle persone migranti, alle persone con disabilità, alle donne e a tutte le soggettività che si trovano in uno stato di marginalizzazione.

È innegabile la presenza di un sistema patriarcale e sessista che il nostro attuale governo incoraggia per riaffermare, anziché disinnescare, una dinamica di potere, di violenza sistemica e di oppressione verso tutte le persone considerate “non conformi” perché fuori dalle logiche di una società misogina, eterocisallonormativa, razzista e abilista. Un sistema radicato anche a livello culturale che mette in pericolo quotidianamente l’autodeterminazione delle identità e dei corpi.

Le nostre istanze sono affossate, ridicolizzate, contrastate con ogni mezzo a livello nazionale e in molti casi anche a livello locale, quando le amministrazione siano dello stesso segno del governo nazionale. Non possiamo adagiarci sul fatto che in Toscana le cose vadano probabilmente “meglio” che altrove. A noi non basta “meglio”, noi vogliamo tutti i diritti che ci vengono costantemente negati. 

Su quali rivendicazioni ritenete che ci sia ancora bisogno di manifestare, scendere in piazza e fare un Pride?

In questo momento è in corso una esplicita e spudorata battaglia ideologica e violenta nei confronti delle persone LGBTQIA+ con una precisa minaccia ai diritti delle famiglie omogenitoriali e delle persone trans* e non binarie. Solo nell’ultimo anno, ci siamo viste negare il diritto alla salute con la complicazione dell’accesso ai percorsi di affermazione di genere e con indagini parlamentari faziose e ideologiche. Ci siamo sentit3 dire dai tribunali che le trascrizioni degli atti di nascita dell3 nostr3 figli3 sono illegittime. Ci siamo ritrovate a prendere parte alla rabbia collettiva verso chi può ma non vuole contrastare efficacemente tutte le forme di violenza di genere.

E’ per questo che anche quest’anno, come ogni anno dal 2016, scendiamo in strada. Il Pride è un momento di rabbia, di resistenza, un momento di festa fra i momenti duri e difficili, di lavoro sul territorio e di riflessione interna. Vogliamo, anzi sentiamo forte l’imperativo esistenziale di fare cultura LGBTQIA+. Di essere, con le nostre associazioni e le nostre attività, presidi di vita LGBTQIA+, spazi fisici, reali, attraversabili, accessibili, inclusivi.

Documento politico del Toscana Pride 2024

Ecco un estratto dall’introduzione del documento politico del Toscana Pride:

Indomite e Fiere è il claim rivendicativo con cui la comunità queer toscana è pronta a scendere in piazza per far sentire la propria voce. Traendo spunto dal significato storico della pantera lucchese, abbiamo adattato uno dei motti storici della città alle rivendicazioni del Toscana Pride 2024. La comunità queer è “indomite” perché non è disposta a sottostare alla norma imposta e, come la pantera, rifiuta di farsi addomesticare per compiacere gli altri. È anche “fiere” perché ha fatto dell’orgoglio la propria bandiera, imparando a camminare ogni giorno a testa alta e a tenere la schiena dritta, soprattutto ora che è vessata e presa di mira. E non farà passi indietro, negoziazioni a ribasso né diventerà merce di scambio politico.

Come comitato abbiamo individuato degli obiettivi, suddivisi in 8 aree tematiche, da portare avanti tramite azioni specifiche:

  1. AFFETTIVITÀ E FAMIGLIE
  2. CONTRASTO ALLE DISCRIMINAZIONI
  3. EDUCAZIONE ALLE DIFFERENZE
  4. SALUTE, PREVENZIONE E BENESSERE
  5. AUTODETERMINAZIONE
  6. LAVORO
  7. DIRITTI UMANI E DIRITTI QUEER NEL MONDO
  8. TERRITORI, AMBIENTE, SOSTENIBILITÀ

Leggi qui il documento politico 2024 del Toscana Pride

 

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