80 anni il prossimo 22 aprile, John Waters è tornato sul set in qualità di attore grazie alla nuova, attesissima stagione di American Horror Story, che segnerà anche il ritorno di Jessica Lange, ma uno dei pilastri del cinema indipendente statunitense degli anni settanta vorrebbe tornare dietro la macchina da presa. Se solo Hollywood glie lo permettesse.
Regista di cult come Mondo Trasho, Pink Flamingos e Grasso e Bello, tutti trainati dalla sua musa Divine, John Waters non gira una pellicola dal lontano 2004, con A Dirty Shame. Nel 2022 si era scritto che avrebbe adattato per il grande schermo il suo romanzo Liarmouth: A Feel-Bad Romance, esilarante storia senza filtri con sesso, crimini e famiglie disfunzionali. Un libro con protagonista Marsha Sprinkle, ladra di bagagli, truffatrice e genio del travestimento. Cani e bambini la odiano. La sua stessa famiglia la vuole morta. È intelligente, disperata, disturbata ed è in fuga, convinta di non aver fatto niente di male. La chiamano Boccabugiarda, finché un uomo folle non la covince a dire la verità.
John Waters e il film mai fatto
Questa la trama di un film che ad oggi non ha ancora mai visto la luce causa mancati finanziamenti, come denunciato da Waters in una lunga intervista a Variety.
“Avrei dovuto adattare il mio primo romanzo, ‘Liarmouth'”. “I diritti erano stati acquistati. Ho scritto la sceneggiatura. Aubrey Plaza avrebbe dovuto essere la protagonista, ma nessuno ci ha dato i soldi”.
Un po’ come accaduto con David Lynch, che non è più riuscito a dirigere un film dopo Inland Empire, Waters paga la ritrosia hollywoodiana a dare credito a registi che da tempo non incassano e producono introiti, seppur nomi celebri e universalmente riconosciuti. Lo stesso Francis Ford Coppola si è dovuto produrre Metropolis, finanziato in solitaria con 120 milioni rastrellati vendendo proprietà di famiglia. Waters, che alla soglia degli 80 anni è in continuo movimento, si appresta a vivere il “Going to Extremes: A John Waters 80th Birthday Celebration“, che farà tappa a Los Angeles il 14 aprile al Luckman Fine Arts Complex.
“L’anno scorso ho fatto 59 spettacoli in tour, inclusi 19 a Natale. Ho sempre fatto uno spettacolo per il mio compleanno. Ho uno spettacolo per San Valentino. Ho spettacoli per ogni tipo di festività. L’unica cosa che non ho mai fatto è il Giorno della Marmotta. Sono in tour di continuo. Quest’anno è più facile da sfruttare perché ho 80 anni e credo che suoneremo in teatri più grandi e in posti nuovi, ma è successo tutto grazie ai miei promoter. Sono un giostraio. Vivo in viaggio. Ci sono abituato”, ha confessato il regista, che non ha alcuna intenzione di rallentare. “La gente mi dice: “Non hai già avuto abbastanza attenzioni?”. Ma nessuno nel mondo dello spettacolo ne ha mai abbastanza. Nel mio spettacolo dicevo sempre che sarei morto sul palco. Potete farvi dei selfie, e se mi riesumate per fare sesso, solo sesso orale. Non so se Variety lo pubblicherà. Ma ho nuove battute in questo spettacolo, perché lo riscrivo completamente una volta all’anno”.
Donald Trump visto da John Waters

Irriverente come sempre, Waters si è poi soffermato su Donald Trump. “Non so se hai visto la mia foto alla marcia “No Kings”. Il mio cartello diceva: “Trump ha rovinato il cattivo gusto”, ed è vero. Non fa più ridere. Ha messo fine al cattivo gusto. Non c’è più niente di divertente nel cattivo gusto. L’umorismo è terrorismo. L’umorismo è il modo in cui si vincono le guerre. L’umorismo era ciò che usavo come difesa al liceo, per non farmi picchiare. Bisogna usarlo. Questo è il potere dell’umorismo, ed è così che si cambiano le menti delle persone. È molto più efficace far ridere il nemico che predicare. Ecco perché odio la sinistra e la destra. Sono sempre radicale”.
Il regista mai avrebbe potuto immaginare che Donald Trump, un giorno, sarebbe potuto diventare presidente degli Stati Uniti d’America. “Pensavo fosse un idiota con i capelli lunghissimi, anche quando era un democratico. Lo vedevo allo Studio 54. Era un idiota con i capelli lunghissimi. Un idiota con i capelli lunghissimi è uno che passa troppo tempo a sistemarsi i capelli senza ironia e si vanta di essere ricco. Ma devo ammettere che ha detto due cose divertenti. Durante il dibattito con Kamala Harris, le ha detto: “Biden ti odia”. È stato divertente. E quando ha chiamato Elizabeth Warren “Pocahontas”, è stato divertente. E ha ragione su come la gente si veste malissimo in aereo“.
Ma Waters è comunque fiducioso nei confronti dell’imminente futuro, Trump o meno: “Non sono mai una persona pessimista. Il mio bicchiere trabocca sempre. Non è mai vuoto. Da dove deriva il mio ottimismo? Dall’essere felice di essere vivo e dal voler fare tutto, visto che non credo nell’aldilà, voglio fare tutto quello che posso finché sono qui. Voglio leggere ogni libro. Voglio vedere ogni persona. Voglio sentire le brutte serate di tutti. Non sono un separatista. Mi piace stare in compagnia di eterosessuali e omosessuali. Ci sono idioti da entrambe le parti, e ora che c’è una nuova rivoluzione sessuale, trovo esilarante quando sento i genitori repubblicani dire ai loro figli trans: “Non puoi semplicemente essere gay?”.
Il regista di La Signora Ammazzatutti ha poi confermato di non essersi mai sposato (“Non ho alcun desiderio di imitare una cerimonia che non mi ha mai divertito in tutta la mia vita“) e di essersi travestito da donna una sola volta nella vita: “quando avevo circa 8 anni: ero la Strega Cattiva dell’Ovest. Sono sicuro che mio padre abbia alzato gli occhi al cielo, ma i miei genitori mi hanno sempre sostenuto, anche quando non approvavano quello che facevo“.

