Ampiamente previsto, auspicato dallo stesso autore: Jonathan Bazzi non ha vinto il Premio Strega 2020, il più importante premio letterario Italiano, che è stato assegnato a Sandro Veronesi per la seconda volta ieri sera.

Per fortuna, viene da dire, perchè vincere sarebbe stato “troppo”, come affermato appunto da Jonathan in alcune interviste, e non solo per le dinamiche e i riti dei premi letterari, che mai avrebbero potuto premiare un’opera prima come “Febbre”, ma per lui stesso, per il suo benessere, equilibrio e per la sua futura carriera: vincere lo Strega può rappresentare il coronamento di un percorso, per un esordiente sarebbe stato un paradosso troppo grande e forse difficilmente gestibile.

Ma nell’anno del COVID, per una di quelle congiunzioni astrali che Jonathan ama, ma più concretamente per la forza intrinseca della sua storia, il libro che racconta una stato febbrile ha catturato tutti, e così ha fatto il suo autore, che ha imposto con la forza del suo talento anche le tematiche che incarna artisticamente e fisicamente.

Scrittore froc*o, sieropositivo, balbuziente, vegano” come si definisce, “che non si identifica col maschile o femminile”, Jonathan con il crescere del suo successo, negli ultimi mesi, ha scelto di esprimere le posizioni che lo rappresentano anche esteticamente attraverso la sua versione genderless “glamour”, con outfit creati dagli stylist più trendy, come Nicolò Cerioni, stylist di Achille Lauro, per la Finale dello Strega: immaginiamo quale soddisfazione possa essere per un* ragazz* di Rozzano, una rivalsa minore, volgare rispetto a quella nobile, letteraria, ma certamente una bella rivincita anche questa.

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Ma soprattutto Jona ha usato la sua immagine e il suo corpo per veicolare concetti a lui cari: “F-e-m-m-i-n-u-c-c-i-a” portava scritto sulle unghie ieri sera.

Non vince ma Strega tutti: è un trionfo per Jonathan - Jonathan Bazzi unghie - Gay.it

La forza di Jonathan e di Febbre sono state la variabile impazzita della trasparenza, dell’assenza di filtri, un aspetto che lo ha contraddistinto sia quando era un nostro redattore, di talento ma “oscuro”, che ora, scrittore “vero” e acclamato, e che si riflette in quello che scrive e in come vive.

E che, è il caso di dirlo anche se è un gioco di parole troppo facile, ha davvero stregato l’italia.

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