La prossima settimana sapremo se Karla Sofia Gascón avrà ufficialmente fatto la storia, in quanto prima attrice dichiaratamente trans a strappare una nomination agli Oscar come miglior attrice protagonista. Dopo aver vinto l’EFA, la Palma d’Oro a Cannes, e ottenuto una doppia storica candidatura sia ai Golden Globe che ai SAG, l’attrice spagnola punta ora al jackpot grazie all’acclamato Emilia Perez di Jacques Audiard, esordiente lo scorso weekend in Italia con 746.897 euro incassati.

Fino a poche settimane fa trainato da critiche entusiastiche, Emilia Perez è improvissamente finito nell’occhio del ciclone in Messico, dove è stato accusato di aver esageratamente semplificato il dramma delle migliaia di persone scomparse per mano della criminalità, con alcuni esponenti della comunità trans a stelle e strisce che hanno accusato il regista Jacques Audiard di aver rappresentato il personaggio di Emilia Perez in malo modo, forzando la mano su stereotipi che si pensavano superati.
Intervistata dall’Hollywood Reporter, Karla Sofia Gascón ha replicato a muso duro agli haters che da settimane bombardano Emilia Perez, provando a frenarne l’ascesa proprio nel momento in cui l’Academy è stata chiamata a votare le nomination agli Oscar 2025.
Karla Sofia Gascón replica alle critiche su Emilia Perez
“C’è una parte della società che vive di odio, che vive nel vendere l’odio, e c’è un’altra parte che vuole vivere nella speranza, con gli stessi diritti, in pace e rispetto. La vedo sempre come una lotta tra luce e oscurità“, ha sottolineato l’attrice spagnola. “Più è luminosa la luce, più sono scure le ombre. E io sono il nemico pubblico numero uno in questo momento nel mondo per molte persone. Ci ho fatto l’abitudine. In effetti, lo adoro. È la mia benzina per poi dire alle persone positive: “Hai vinto”. Più le persone mi odiano, più messaggi offensivi inviano, più dico “Grazie” e più mi godrò questo momento. Ho sviluppato un gusto per la vendetta. I social media sono una bugia. La realtà è in strada“, ha continuato Karla. “Sono le persone che vengono da te per ringraziarti. C’è qualcosa di bello che sta accadendo nella società, come è successo con quella signora [durante un’intervista una donna si è avvicinata a Gascón per parlare del suo bambino trans]. Molte persone aspettano che io venga candidata da qualche parte. Se mi verrà assegnato quel premio, salteranno di gioia”. “Sono stanca di TikToker, Instagrammer, influencer e persone che si alzano la mattina e sono tutti allenatori di calcio, sono tutti giornalisti, sono tutti critici cinematografici. Devi essere competente per poter criticare il lavoro di 700 persone dal tuo divano di casa, seduto accanto alla tua PlayStation”. “In secondo luogo, pretendono di parlare per tutti. Lasciate che ve lo dica: essere LGBT non vi rende meno idioti”.
Da noi intervistata lo scorso novembre, Karla Sofia Gascón rivelò di essere costantemente minacciata di morte, sia via social che di persona. Consapevole di essere improvvisamente diventata volto di una rappresentazione fino ad oggi volutamente taciuta, Karla Sofia Gascón punta alla nomination agli Oscar 2025 guardando con fastidio ad un’eventuale rivoluzione Academy futura, con una categoria ad hoc per le persone trans e non binarie. “Mi causerebbe un enorme disagio se dovessero creare una categoria speciale. Mi sentirei molto male perché non mi sento strana o speciale. Ho semplicemente fatto una transizione”. “Sono una donna e ho 52 anni”. E non c’è altro da aggiungere.
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