La Famiglia Reale inglese celebra il Londra Pride sui social e gli omobitransfobici impazziscono (VIDEO)

È bastato un video di 41 secondi e due semplici parole per scatenare l'odio. “La Gran Bretagna ha bisogno di un nuovo re”.

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Re Carlo e Camilla
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Circa un milione di persone hanno invaso Londra sabato pomeriggio per l’atteso Pride cittadino, nelle settimane precedenti celebrato dall’intera città con bandiere Progress Pride che hanno caratterizzato decine e decine di strade e piazze. A voler festeggiare l’evento anche la Famiglia Reale inglese, via social.

La Famiglia Reale inglese al fianco della Comunità LGBT

Su X, Instagram e Facebook i tre account ufficiali The Royal Family, seguiti complessivamente da oltre 25 milioni di follower, hanno condiviso il video della banda di Buckingham Palace che suona Pink Pony Club di Chappel Roan, con scritto semplicemente “Happy Pride!”.

Tanto è bastato per scatenare gli odiatori del web, che si sono riversati sui social per esprimere tutta la propria frustrazione con commenti marcatamente omobitransfobici.

Piovono insulti per un “Happy Pride”

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“Se il Re vuole preservare la monarchia, deve smetterla di assecondare le stesse persone che la vorrebbero sventrare. God save the King”, ha scritto un utente che ha ricevuto quasi 1000 like.

“Re Carlo è il capo della Chiesa d’Inghilterra, questo è inaccettabile. Siamo diventati deboli!”, ha aggiunto un altro.

“La defunta regina inorriderebbe se lo sapesse”, ha scritto tale Maria.

“La famiglia reale è caduta, non è più politicamente neutrale. È ora di tagliare i finanziamenti”, ha aggiunto tale J.

“Che post terribile. Non c’è da stupirsi che all’incoronazione il Re abbia scelto di non definirsi “difensore della Fede”. La monarchia è finita con la nostra amata Regina. E io ero un monarchico convinto. Tu hai guarito questa mia tendenza. Terribile”, ha scritto un altro utente.

Vergognoso! Sono un convinto sostenitore della nostra monarchia, ma dovete smetterla di fare cose del genere! Non potete assolutamente fare politica. Basta con le sciocchezze del Pride e del Clima!”, ha scritto tale Phil.

“Questo è assolutamente rivoltante. Contro il cristianesimo!”, aggiunto un altro utente.

“Il Pride non è un peccato mortale? O la Chiesa d’Inghilterra ha recentemente cambiato i suoi insegnamenti?”, ha scritto tale Ernst.

“Il Re non è forse il capo della Chiesa d’Inghilterra? Non dovrebbe promuovere i peccati”, ha aggiunto un altro utente.

“Il Pride precede la distruzione“, ha predetto Simon.

I tuoi antenati reali sarebbero disgustati”, ha scritto un utente.

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La Gran Bretagna ha bisogno di un nuovo re”, ha aggiunto un altro.

E potremmo andare avanti all’infinito. Sono bastate due semplici parole, “Happy Pride”, per far perdere la testa a migliaia di utenti, fortunatamente messi a tacere dai tanti, tantissimi che hanno voluto ringraziare la Famiglia Reale per il sostegno espresso alla comunità LGBTQIA+.

L’intolleranza esplicitata nei confronti di questo semplice gesto di vicinanza ai cittadini LGBTQ+ britannici dimostra quanto lavoro si debba ancora fare per superare i pregiudizi anti-LGBTQ+. Il Regno Unito ha messo Alan Turing sulla sua banconota da 50 sterline, ma dimentica come ha perseguitato quell’eroe di guerra“, ha scritto Andy, seguito da tantissimi altri messaggi di supporto.

“Grazie Vostre Maesta’. Ce n’era proprio bisogno!”, ha scritto Chris.

“Quanto sarebbe PIACIUTO alla principessa Diana”, ha aggiunto Rach, con una marea di grazie a zittire gli omobitransfobici anonimi che hanno voluto sporcare un semplicissimo tweet celebrativo nei confronti di un London Pride particolarmente atteso dopo la sentenza transfobica della Corte Suprema, con il sindaco Sadiq Khan anche quest’anno in prima fila.

London Pride 2025, le parole del sindaco Sadiq Khan

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Sadik Khan

“Un’atmosfera incredibile, londinesi e turisti si sono uniti in un’incredibile marcia di solidarietà e celebrazione con le nostre comunità LGBTQI+”, ha scritto sui social il primo cittadino. “In un mare di colori e creatività, stiamo mostrando al mondo che la nostra capitale è un faro di inclusività e diversità, un luogo dove ognuno è libero di essere chi vuole e di amare chi vuole. Mentre siamo uniti, ricordiamo che il Pride è anche una protesta. Viviamo in un mondo in cui molti vorrebbero tornare indietro per quanto riguarda i nostri diritti e le nostre libertà conquistate a fatica. Come sindaco, mi impegno a difendere tutti i londinesi, compresi i londinesi transgender, che sono tra i più vulnerabili della nostra società. I ​​crimini d’odio continuano a verificarsi contro i membri delle nostre comunità LGBTQI+ e le persone transgender vengono stigmatizzate perché alcuni cercano di metterle al centro di una guerra culturale. Quindi oggi inviamo un messaggio chiaro: qui a Londra siete liberə di essere chi siete e di amare chi amate. Londra è un posto migliore grazie alle nostre comunità LGBTQI+ e sono determinato a garantire che Londra rimanga un punto di riferimento per i diritti LGBTQI+”.

© Riproduzione riservata.

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