Quello di Karl Heinrich Ulrichs – scrittore, poeta e giurista tedesco – non è un nome noto a tuttə, e non tuttə sanno che il suo fu il primo coming out ufficiale della storia. Era infatti il 1867 quando, durante il Congresso dei Giuristi Tedeschi a Monaco, si alzò in piedi e dichiarò pubblicamente la sua omosessualità davanti a un pubblico del tutto impreparato.
Un gesto che, per l’epoca, era impensabile, atto di coraggio che avrebbe cambiato per sempre la percezione della diversità. Ulrichs non si fermò però alla sua dichiarazione, ma coraggiosamente si fece attivista di un movimento che ancora doveva nascere.
Chiese l’abolizione delle leggi contro l’omosessualità, che in Germania – come in molti altri paesi – portavano all’incarcerazione o alla rovina sociale. Si batté per un discorso sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere scevro di giudizi.
Quella voce, solitaria e isolata, sarebbe diventata un riferimento per il rudimentale movimento LGBTQIA+ sviluppatosi nei decenni successivi. Ma per lui, le conseguenze furono immediate: costretto a lasciare la Germania, trovò rifugio all’Aquila, dove visse gli ultimi anni della sua vita in esilio e dove, nel 1895, fu sepolto.

Proprio per questo legame speciale tra Ulrichs e L’Aquila, Arcigay ha deciso di dare alla città abruzzese un riconoscimento importante. Durante la consueta commemorazione – tenutasi quest’anno domenica 1° settembre presso la tomba di Ulrichs – Arcigay ha proclamato L’Aquila Capitale della Cultura Arcigay 2025, anno in cui ricorrerà il bicentenario della nascita dell’intellettuale tedesco.
Il che significa che per tutto il 2025, la città sarà il cuore di eventi e iniziative di respiro nazionale e internazionale, volte a celebrare la bellezza e la resilienza del movimento LGBTQIA+ in Italia, dedicando il tutto a questa straordinaria, ma spesso dimenticata, figura chiave.
L’annuncio è stato dato da Patrizia Passi, presidente di Arcigay L’Aquila, e da Claudio Tosi, responsabile cultura di Arcigay Nazionale.
“È il momento di restituire a Ulrichs il posto che merita nella storia del nostro movimento”, ha dichiarato Passi, ricordando come spesso il suo nome sia rimasto ai margini. La sua storia è venuta alla luce solo negli ultimi anni, anche grazie all’impegno di Arcigay L’Aquila e Arcigay Nazionale, che ora vogliono riportare l’intellettuale tedesco al centro della riflessione pubblica.
Il Consiglio Comunale dell’Aquila ha già approvato una mozione presentata dal consigliere Lorenzo Rotellini per riqualificare la tomba dell’intellettuale prussiano – già restaurata per la prima volta nel 2017. Il 29 agosto 2024, sono stati eseguiti lavori di pulizia e risistemazione del sito, a cui si è aggiunta l’installazione di una nuova targa commemorativa.

Ma torniamo a Ulrichs. Nato nel 1825 in Germania, fu giurista e latinista, oltre che uno dei primi teorici dell’identità sessuale. Le sue idee, esposte in vari opuscoli e scritti, rappresentarono il primo tentativo di dare dignità alla condizione omosessuale, all’epoca considerata immorale o patologica. Nonostante l’ostilità della società e l’isolamento che seguì, non smise mai di lottare.
Con il suo coming out pubblico a Monaco, mise per la prima volta la sua identità al servizio di una battaglia politica, senza elemosinare compassione o tolleranza da un sistema ostile, ma pretendendo giustizia. Le leggi dovevano cambiare, e il cambiamento doveva partire dal riconoscimento della dignità di ogni persona. Nel resoconto dei fatti, scrisse:
“Fino al mio ultimo giorno guarderò indietro con orgoglio al coraggio che ho trovato per affrontare, in battaglia, lo spettro che da tempo immemorabile ha iniettato veleno in me e negli uomini della mia natura. Molti sono stati spinti al suicidio perché tutta la loro felicità nella vita era macchiata. Sono orgoglioso di aver trovato il coraggio di infliggere il primo colpo all’idra del disprezzo pubblico”
Il suo esilio in Italia fu il triste epilogo di una vita dedicata alla lotta. A L’Aquila, trovò finalmente un luogo dove trascorrere in pace gli ultimi anni, protetto dal marchese Nicolò Persichetti con cui condivideva la grande passione per il latino. Morì nel 1895 e fu sepolto nella città che, oggi, grazie all’impegno di Arcigay, si prepara a restituirgli il posto che merita nella memoria collettiva.
Durante la commemorazione, Claudio Tosi ha ricordato come l’intellettuale sia stato riscoperto in primis grazie al lavoro Massimo Consoli, storico italiano che individuò la sua tomba negli anni ’80: “Ulrichs è il grande sconosciuto della nostra storia, ma è tempo di riportare alla luce il suo contributo e farlo conoscere anche alle nuove generazioni”.
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