Sarebbe il caso che Marta Fascina lasci Forza Italia, ma non finché c’è Marina B. È quanto emerge da insinuazioni trapelate da ambienti di Forza Italia. Lo riferisce Dagospia in un report in cui si racconta di come il partito che tiene in piedi la maggioranza Meloni non riuscirebbe a liberarsi dell’ultima compagna del defunto ex premier Silvio Berlusconi. Dagospia è stato già autore di numerosi scoop che stanno segnando quest’epoca Meloniana, si vedano anche i freschissimi insulti omofobici proferiti da Papa Francesco, anch’essi anticipati dal giornale fondato da Roberto D’Agostino, prima di essere ribattuti da tutti i giornali del mondo.
Marta Fascina – racconta il Dagoreport che abbiamo letto qualche giorno fa – potrebbe dover abbandonare la politica alla fine della legislatura. Ma finché c’è Marina B., già precedentemente definita dal settimanale Oggi amica per la pelle di Francesca Pascale, precedente compagna di Silvio, questo non sarebbe possibile secondo le malignità di Forza Italia riportate da Dagospia.
E Marta Fascina sarebbe stanca di questo clima. L’influenza di Antonio Tajani, almeno fino alle Europee, sta crescendo. Il capo di Forza Italia considera Fascina una deputata non all’altezza, a causa delle sue rare apparizioni in Parlamento. Il fatto però è che la famiglia Berlusconi detiene un sostanziale controllo del partito azzurro: Forza Italia è infatti in debito con la famiglia Berlusconi per quasi 100 milioni di euro. Se la famiglia Berlusconi decidesse di esigere il debito, Forza Italia chiuderebbe i battenti e di conseguenza il Governo Meloni vedrebbe andare in subbuglio la sua maggioranza. Naturalmente si tratta di fanta-politica, perché come è noto la famiglia Berlusconi – con tutto il suo potere mediatico e oceani di intellettuali di sinistra a busta paga – è perfettamente allineata alle politiche del Governo Meloni. Fatto sta che Fascina deve restare deputata di Forza Italia fino a fine legislatura: non svegliare il can che dorme.
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Fascina, riferisce Dagospia, avrebbe confidato all’amico Marcello Dell’Utri (condannato per mafia) di non volersi ricandidare con Forza Italia, forse perché stanca di questa atmosfera al limite del mobbing da parte delle alte sfere degli azzurri. Fascina in passato ha influenzato diverse nomine all’interno del partito fondato da Silvio. Tra queste, quella di Alessandro Sorte coinvolto, ma non indagato, nell’inchiesta Toti in Liguria, e nominato coordinatore forzista della Lombardia proprio grazie alla volontà di Marta Fascina.
Fascina non è riuscita però a far rimuovere da Forza Italia Licia Ronzulli (grande amica di Salvini) dalla carica di capogruppo al Senato. Ha fallito anche la nomina di Gloria Saccani Jotti, sua stretta amica, a ministro della Sanità nel governo Meloni. Fascina avrebbe voluto far nominare la sua amica Saccani Jotti ministra della Sanità, ma il clan Meloni è riuscito a fermare la nomina.

Attualmente, Antonio Tajani considera Fascina un deputato abusivo, mentre parte della famiglia Berlusconi, compresi Pier Silvio, Luigi e Paolo, spera che Marta, con la considerevole eredità ricevuta – 100 milioni di euro – possa ritirarsi a vita privata e anche magari sloggiare da Arcore! La gestione della villa di Arcore costa alla famiglia Berlusconi circa 200.000 euro al mese, un onere considerevole. Ma Fascina, come già raccontato mesi fa qui su Gay.it, grazie all’unione civile con Silvio Berlusconi, ha diritto a restare ad Arcore (proprio quella legge sulle Unioni Civili che il Cavaliere aveva avversato!).
Nonostante il supporto di Marina, rimane comunque incerto quanto a lungo Marta Fascina rimarrà coinvolta in Forza Italia. Precedenti figure legate a Silvio Berlusconi, come Nicole Minetti, Sabina Began, Maria Rosaria Rossi e Francesca Pascale, hanno visto esaurirsi rapidamente la generosità della famiglia. Tuttavia, secondo quanto riporta Dagospia, in Forza Italia insinuano che Fascina resterebbe fintanto che c’è Marina B. Si legge nel Dagoreport:
Ma, come malignano in Forza Italia, finché c’è Marina B. ci sarà Marta F.: ma fino a quando?
