L’eredità di Silvio Berlusconi continua a essere un argomento di attualità. Secondo quanto riportato da fonti di Forza Italia all’Adnkronos, la prima parte del lascito testamentario di 100 milioni di euro conferito dal Cavaliere sarebbe stata trasferita a Marta Fascina. A compiere il versamento sono stati tutti i figli del fondatore di Mediaset, Marina, Piersilvio, Barbara, Eleonora e Luigi Berlusconi, l’ultimogenito, che non era menzionato (per una probabile dimenticanza) come beneficiario nel testamento olografo scritto dall’ex premier poco prima del suo ricovero urgente il 19 gennaio 2022.
Il lascito destinato alla compagna di Berlusconi sarà suddiviso in tre o al massimo quattro tranches, a prova dell’armonia della famiglia e dell’unità nel gestire il periodo delicato dopo la scomparsa di Silvio Berlusconi il 12 Giugno 2023. Una decisione riflessa anche nella gestione congiunta della holding di Fininvest.
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Resta invece da risolvere la questione della residenza di Fascina a Villa San Martino, ad Arcore. Da un punto di vista legale, la cosiddetta legge Cirinnà sulle unioni civili (approvata nel 2016) le conferirebbe il diritto di rimanere nell’abitazione in quanto convivente superstite. In sostanza, nessuno può obbligarla a lasciare la residenza e avrebbe tempo fino al 2026 per cercare una nuova abitazione, come stabilito dalla legge. Dalla Gazzetta Ufficiale:
42. Salvo quanto previsto dall’articolo 337-sexies del codice civile, in caso di morte del proprietario della casa di comune residenza il convivente di fatto superstite ha diritto di continuare ad abitare nella stessa per due anni o per un periodo pari alla convivenza se superiore a due anni e comunque non oltre i cinque anni. Ove nella stessa coabitino figli minori o figli disabili del convivente superstite, il medesimo ha diritto di continuare ad abitare nella casa di comune residenza per un periodo non inferiore a tre anni.
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Dunque è grazie alle unioni civili approvate dal Governo Renzi che il Cavaliere potrà vedere garantito il proprio desiderio affinché Marta Fascina resti ad abitare ad Arcore.
Curiosamente nel 2006, quando in Italia si crearono le prime condizioni politiche per garantire diritti alle coppie omosessuali con i PACS (poi naufragati), Silvio Berlusconi si oppose all’idea di approvare una legge, sostenendo: “niente PACS, basta il codice civile”.
Quando l’11 Maggio 2016 il Parlamento approvò la Legge sulle Unioni Civili, la maggior parte di Forza Italia votò in modo contrario: 10 favorevoli, 20 contrari, 2 astenuti.
Durante quel dibattito, va ricordato che la posizione personale di Silvio Berlusconi era favorevole alla legge sulle Unioni Civili, pur lasciando libertà di coscienza a deputati e senatori di Forza Italia. Il Cavaliere scriveva in una nota (fonte: forzaitalia.it):
La famiglia tradizionale, quella fondata sul matrimonio, resta assolutamente alla base della società ed è il fulcro dei nostri valori. E siamo consapevoli che niente potrà sostituirla.- Ma ragionare di allargare l’area del diritto ad altri tipi di unione, come hanno fatto i partiti conservatori di altri grandi paesi, non può essere vissuto come qualcosa di sconveniente o come un allontanarsi dai nostri principi. Se la società cambia, la politica ha il dovere di prenderne atto. Una legge sulle unioni civili ben fatta, che non calpesti i diritti della famiglia, e soprattutto i diritti dei bambini, deve essere fatta. In questo campo noi non possiamo essere subalterni alla sinistra e non lasciare che sia solo la sinistra a occuparsene.
Poi, nel 2018, in una delle sue rinomate giravolte da gattopardo, quando la legge sulle unioni civili era già stata approvata da due anni, il Cavaliere disse addirittura che avrebbe cancellato quella legge se fosse tornato al governo. Intervistato dal quotidiano Libero, Berlusconi disse che un ‘suo’ eventuale Governo avrebbe rimesso mano sia alla legge sul biotestamento sia a quella sulle unioni civili:
“Sono leggi sbagliate – disse l’ex premier – alle quali ci siamo opposti con chiarezza, pur rispettando la libertà di coscienza dei nostri parlamentari su temi etici così complessi e delicati. Non abbiamo cambiato idea, quindi è naturale che nella prossima legislatura, se come credo avremo la maggioranza, le modificheremo. Questo non significa necessariamente tornare alla situazione di prima; significa, per quanto riguarda le unioni civili, definire chiaramente la funzione sociale del matrimonio fra un uomo e una donna, orientato alla procreazione e all’educazione della prole”
Oggi grazie a quella legge, l’amata Marta Fascina può restare ad Arcore secondo il tempo che sarà stabilito dai giudici, qualora la famiglia Berlusconi le intimasse di lasciare Villa San Martino nei tempi previsti dalla legge. Secondo quanto si apprende da fonti vicine all’On. Fascina, sarà difficile che la deputata di Forza Italia lasci Arcore nell’immediato e – a quanto riporta Adnkronos, la maggior parte degli azzurri è convinta che Marta Fascina rimarrà nella residenza simbolo del berlusconismo fino a quando le leggi lo consentiranno, e il suo eventuale spostamento sarà graduale e senza conflitti.
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