Un’altra causa contro l’omobitransfobica amministrazione Trump. Un membro transgender della Guardia Nazionale dell’Illinois ha trascinato la Casa Bianca in tribunale per la norma che vieta ai dipendenti federali transgender e intersessuali di utilizzare i bagni in linea con il proprio genere.
La guerra dei bagni USA finisce in tribunale
La querelante LeAnne Withrow di Springfield, Illinois, è una specialista di spicco nella preparazione militare, dipendente civile della Guardia Nazionale dell’Illinois. Nella giornata di ieri Withrow ha intentato una class action presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto di Columbia, nominando come imputati numerosi funzionari dell’amministrazione USA, tra cui il Segretario alla Difesa Pete Hegseth, il Segretario di Stato Marco Rubio e la Segretaria alla Sicurezza Interna Kristi Noem. LeAnne Withrow è rappresentata da Democracy Forward, dall’American Civil Liberties Union, dall’ACLU di Washington D.C. e dall’ACLU dell’Illinois, scrive The Advocate.
Secondo i difensorie di Withrow la politica di esclusione dei servizi igienici viola il Titolo VII del Civil Rights Act del 1964, che proibisce la discriminazione sessuale sul posto di lavoro. Nella sentenza del 2020 Bostock contro Clayton County, la Corte Suprema degli Stati Uniti stabilì che la discriminazione sessuale include la discriminazione basata sull’identità di genere o sull’orientamento sessuale.
Il calvario quotidiano di LeAnne Withrow
Withrow si è arruolata nella Guardia Nazionale nel 2010. Da allora, è stata un’impiegata civile della Guardia Nazionale e ha ricevuto onorificenze per il suo servizio, tra cui la Medaglia Abraham Lincoln della Libertà della Guardia Nazionale dell’Illinois. Ha fatto coming out come donna transgender quasi dieci anni fa. Fino a pochi mesi fa aveva il diritto di usare il bagno femminile al lavoro.
Tutto è cambiato quando Donald Trump ha emesso il suo ordine esecutivo intitolato “Difendere le donne dall’estremismo dell’ideologia di genere e ripristinare la verità biologica al governo federale“, che tra le altre cose impone alle agenzie federali di escludere le persone transgender e intersessuali dagli spazi riservati a un solo sesso che siano in linea con la loro identità di genere.
Peccato che ci sia un solo bagno monouso che Withrow può usare sul proprio posto di lavoro. Nessuno degli altri edifici di Camp Lincoln, dove è di stanza, ne ha uno. Delle 12 strutture della Guardia Nazionale che deve visitare per supervisionare il lavoro degli altri dipendenti del dipartimento, otto non dispongono di bagni monouso. Per evitare di dover usare il bagno sul posto di lavoro, Withrow salta la colazione e spesso il pranzo, oppure mangia solo una barretta di cereali o un cucchiaio di burro di arachidi, tranne in occasioni speciali o quando è ragionevolmente certa di non essere chiamata fuori dal suo edificio. “E si disidrata: quasi tutti i giorni beve una sola tazza di caffè e beve meno acqua possibile”, si legge nella denuncia.
Lo scorso maggio Withrow ha presentato una denuncia all’Ufficio per le Pari Opportunità dell’Army National Guard Bureau e a seguire un’altra denuncia alla Commissione per le Pari Opportunità di Lavoro, ma entrambe le agenzie non hanno mai risolto la questione. Si è quindi sentita in dovere di denunciare direttamente l’amministrazione Trump.
“Nessuno dovrebbe dover scegliere tra la propria carriera in servizio e la propria dignità“, ha dichiarato Withrow in un comunicato stampa. “Porto rispetto e onore al lavoro che svolgo a sostegno delle famiglie dei militari e spero che la Corte restituisca dignità alle persone transgender come me che servono questo Paese ogni giorno”.
La causa punta a porre fine all’applicazione della politica sui servizi igienici e a far dichiarare alla Corte che l’ordine esecutivo e il modo in cui è stato attuato violano l’Administrative Procedure Act federale. Chiede inoltre “almeno un risarcimento danni nominale” per Withrow, oltre alle spese processuali e legali.
“Questa politica è un’odiosa intolleranza volta a negare ai dipendenti federali che lavorano duramente la loro dignità fondamentale semplicemente perché sono transgender“, ha dichiarato Kaitlyn Golden, avvocato senior di Democracy Forward.
“Non vediamo l’ora di dimostrare alla Corte che questo illegale ordine esecutivo non solo nega l’esistenza di dipendenti transgender e intersessuali, ma è anche l’ennesimo tentativo dell’amministrazione Trump di prendere di mira e punire le persone transgender semplicemente per essere ciò che sono“, ha aggiunto Shana Knizhnik, avvocato senior del Progetto LGBTQ & HIV dell’ACLU.
Quella di LeAnne Withrow è l’ennesima causa intentata contro l’amministrazione Trump negli ultimi 9 mesi. 10 giorni fa 17 membri trans dell’Aeronautica Militare e della Space Force hanno chiesto giustizia in tribunale, senza dimenticare le scuole che hanno denunciato Trump per aver cancellato 47 milioni di dollari di finanziamenti per la tutela delle persone trans, l’agente dell’FBI licenziato per aver esposto una bandierina Progress Pride sulla propria scrivania e le famiglie di militari che hanno fatto causa a Trump per il divieto alle terapie di affermazione di genere,
