Legge contro l’omofobia: in Puglia pressing per l’approvazione

Una parte politica presente in Consiglio starebbe temporeggiando per attendere la fine della legislatura.

puglia
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Insorge la protesta da parte degli attivisti LGBT in Puglia, dopo la mancata calendarizzazione della legge contro l’omofobia. Ancora una volta, il Consiglio regionale ha deciso di non inserire nell’ordine del giorno il testo, già approvato dalle commissioni che lo hanno analizzato. Manca solo l’ultima approvazione, ma alcuni presenti all’interno del consiglio sembra stiano temporeggiando. In modo da concludere la legislatura e assicurarsi che il testo non venga mai approvato definitivamente.

Per questo motivo, nel corso dell’ultimo consiglio regionale, alcuni attivisti, tra cui gli organizzatori del Puglia Pride, hanno esposto dei cartelli a sostegno della legge. “Ora basta, calendarizzare subito“, recitavano i cartelli, “Supporto alle vittime di omobitransfobia” diceva un altro, oppure “Stop bullismo omotransfobico nelle scuole“. L’attesa dell’approvazione è diventata esasperante: sono passati due anni da quando è stata licenziata dalle commissione competenti, e la protesta da parte delle associazioni si fa sempre più pressante.

Molte le firme della politica per la legge contro l’omofobia in Puglia

Gli organizzatori del Puglia Pride hanno deciso di scrivere un documento in cui spiegano il motivo di questa loro mobilitazione. Un documento sostenuto anche da alcuni politici importanti, tra cui Vladimir Luxuria, gli assessori del Comune di Bari Francesca Bottalico (ass. al Welfare) e Silvio Maselli (ass. alla Cultura), l’assessore di Brindisi Roberto Covolo, l’eurodeputata Eleonora Forenza e l’assessore regionale allo Sviluppo economico Cosimo Borraccino. Oltre a questi, hanno dimostrato sostegno anche la Cgil Puglia e il tavolo tecnico Lgbtqi del Comune di Bari.

Il documento spiega:

Non possiamo permettere che il risultato di anni di impegno e di lotte, non solo del movimento Lgbtqi pugliese ma anche dei movimenti femministi, rimanga nel dimenticatoio proprio a causa della precisa ostilità di una certa parte politica che temporeggia nell’attesa del termine della legislatura.

La protesta è nata anche dopo il Congresso delle Famiglie di Verona, al quale è intervenuta anche la presidente della commissione regionale Pari opportunità, Patrizia Del Giudice. E così hanno commentato l’intervento:

Siamo amareggiati di come proprio lei, in maniera totalmente sprezzante del proprio ruolo di garante di tutti i cittadini e le cittadine pugliesi, abbia potuto rilasciare dichiarazioni favorevoli a quanto si propagandava nel congresso di Verona.

Ma la Del Giudice è sempre stata a favore della famiglia tradizionale, rifiutando altri tipi di unioni. Fin dalla prima proposta, era sempre stata invece contraria alle legge contro l’omofobia, affermando che l’omofobia in Puglia non esiste. Su questa sua affermazione, i firmatari del documento hanno scritto:

La presidente aveva sostenuto che in Puglia non esiste omofobia, un vero paradosso. Non si può rivendicare la libertà di espressione quando determinate affermazioni ledono il rispetto e la libertà di tutti, come sancito dagli articoli 2 e 3 della nostra Costituzione.

Legge necessaria, non un emendamento prorogabile

L’insistenza degli organizzatori del Puglia Pride e di tutti coloro che sostengono la legge non è un capriccio. Bensì una legge necessaria vista l’ondata di omofobia che si sta espandendo del nostro Paese.

L’approvazione di questo testo, oltre a tutelare le vittime, è anche un segnale forte per le altre regioni. Le quali saranno spinte a mettersi al lavoro su una legge simile. Un modo per inviare “un segnale di cambiamento che si opponga fortemente alle correnti oscurantiste e retrograde che stanno invadendo il nostro Paese“.

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