La scorsa settimana il Parlamento tedesco ha approvato una legge che mette al bando le terapie di conversione ai danni delle persone LGBTI, in particolare quelle minorenni, ma anche di altra età se si verificano atti coercitivi e violenti che portano a terapie di quel tipo. La Germania è così diventato il 5° Paese al mondo a vietare simili indecenti e pericolosissime pratiche dopo Malta, Ecuador, Brasile e Taiwan.

L’Italia non dispone di leggi che vietino tali pratiche nonostante in passato sia stata presentata una proposta a prima firma Sergio Lo Giudice depositata nel corso della XVII Legislatura ma mai discussa che andava a collocarsi proprio nel solco di quanto approvato in Germania. Ecco quindi arrivare un appello che Possibile LGBTI+, la campagna permanente di Possibile sui temi della comunità, ha indirizzato ai ministri Speranza, Bonetti e Lamorgese affinché si segua la Germania e si approvi anche in Italia una norma di questo tipo. Il testo, al quale ha aderito anche Sergio Lo Giudice, la segretaria di Possibile Beatrice Brignone e l’attivista per i diritti trans Monica Romano, è stato sottoscritto da Agedo Nazionale, ALFI – Associazione Lesbica Femminista Italiana, Arcigay Chieti Sylvia Rivera, Associazione Radicale Certi Diritti, Coordinamento Abruzzo Pride, Coordinamento Torino Pride GLBT, Gruppo Trans* Aps, Human Gender, IVG, ho abortito e sto benissimo, Jonathan – Diritti in movimento, La Formica Viola, Omphalos LGBTI, Queer Magazine, TMW Italia, UniCa LGBT.

Le terapie di riparazione sono uno dei sintomi più evidenti della discriminazione che le soggettività LGBTI+ subiscono ogni giorno. Se lo Stato punta a tutelare tutte le persone, compresa la comunità LGBTI+, con l’idea che vi si identifica meriti gli stessi diritti garantiti a ogni persona, deve vietare delle pratiche che si fondano sul presupposto che l’orientamento sessuale o l’identità di genere siano patologie. Un presupposto che non trova alcun fondamento scientifico visto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha eliminato dalle malattie mentali l’orientamento sessuale e ha depatologizzato la transessualità.

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“Questi tentativi di intervento aggressivi e lesivi della dignità e dei diritti umani non hanno alcuna base scientifica e hanno un impatto grave sulla salute di chi li subisce, come viene confermato dai risultati della ricerca americana Trevor 2019 secondo cui le terapie riparative aumentano i casi di ansia, depressione e suicidio tra i giovani, specialmente under 18, LGBTI+, prosegue la lettera, disponibile alla sottoscrizione su All Out. “Una norma di questo tipo è particolarmente importante non solo per una questione di dignità e rispetto delle persone LGBTI+ e per assicurare la loro sicurezza, ma anche per evitare che vengano promosse posizioni a sostegno di queste terapie o di percorsi che vogliono “guarire” dall’omosessualità o dall’identità di genere. Lo abbiamo detto all’inizio e lo ripetiamo con forza, l’orientamento sessuale e l’identità di genere non sono delle malattie o delle patologie che meritano una cura“.

Per questi motivi ci appelliamo ai Ministri Speranza, Bonetti e Lamorgese affinché venga presa in considerazione la necessità di seguire le orme del Bundestag per l’approvazione di una norma che metta al bando le terapie riparative e ne vieti la loro promozione. Sarebbe una misura di civiltà e di messa in sicurezza, sul piano fisico e psicologico, per tantissime persone LGBTI+. Sarebbe un passo importante verso il pieno raggiungimento dell’uguaglianza.

Lettera che tutti noi di Gay.it sottoscriviamo appieno.

Proponenti e Primi Firmatari

Possibile LGBTI+
Agedo Nazionale
ALFI – Associazione Lesbica Femminista Italiana
Arcigay Chieti Sylvia Rivera
Associazione Radicale Certi Diritti
Coordinamento Abruzzo Pride
Coordinamento Torino Pride GLBT
Gruppo Trans* Aps
Human Gender
IVG, ho abortito e sto benissimo
Jonathan – Diritti in movimento
La Formica Viola
Omphalos LGBTI Queer Magazine
TMW Italia
UniCa LGBT

Adesioni Individuali

Beatrice Brignone – segretaria nazionale di Possibile
Sergio Lo Giudice – Presidente ReteDem, attivista per i diritti e già Senatore
Monica Romano – scrittrice e attivista per i diritti delle persone trans
Gianmarco Capogna – portavoce Possibile LGBTI+
Emanuele Busconi – Possibile Torino

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