USA, libri LGBTQIA+ nella spazzatura: cosa sta succedendo

Se scuole e biblioteche diventano il campo di battaglia per il controllo delle narrazioni culturali.

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Centinaia di libri a tematica LGBTQIA+, antifascista e progressista ammassati in un cassonetto della spazzatura: potrebbe essere questa l’immagine destinata a diventare emblematica del 2024 nei futuri libri di storia. Una storia il cui epilogo ci è ancora sconosciuto, ma i cui segnali evocano con inquietante precisione uno dei periodi più oscuri del nostro passato.

Succede nella Florida del governatore Ron DeSantis, figura estremamente controversa ma centrale nella politica conservatrice americana.

Dopo aver smantellato il consiglio d’istituto del New College of Florida– istituzione storicamente progressista –  e abolito il dipartimento di studi di genere, il governatore ha spostato la sua attenzione verso le biblioteche scolastiche, avviando una sistematica “purga” dei libri che trattano tematiche considerate scomode o in contrasto con la retorica ultraconservatrice e tradizionalista.

Le immagini di libri in perfetto stato, gettati come rifiuti, sono in poche ore diventate virali.

La motivazione ufficiale fornita dai funzionari scolastici, secondo cui si tratterebbe di una “normale” revisione dei titoli disponibili, appare come una fragile cortina di fumo, poiché la selezione dei testi eliminati mostra un chiaro orientamento ideologico: libri a tematica queer, antirazzista e femminista sono chiaramente finiti nel mirino di una politica di cancellazione che riecheggia i roghi di libri dei regimi totalitari del passato.

Non si tratta però di un caso isolato, né circoscritto alla Florida. Negli Stati Uniti, il fenomeno censorio è in costante crescita in diversi stati a maggioranza repubblicana, dove le amministrazioni locali hanno cavalcato l’ondata populista e anti-LGBTQIA+ per emanare leggi che restringono l’accesso a determinate opere nelle biblioteche scolastiche.

Il fenomeno affonda le sue radici nell’immediato post-pandemia, quando, nel 2021, iniziò a prendere forma un movimento che fin dall’inizio si è mostrato organizzato e sistematico.

Le scuole in vari stati americani cominciarono a subire pressioni per rimuovere libri giudicati “sessualmente espliciti”, tra cui anche Gender Queer di Maia Kobabe, una graphic novel che racconta l’esperienza di crescita di una persona non binaria, diventato rapidamente uno dei titoli più contestati degli Stati Uniti.

Nel 2022, la Florida approvò il “Parental Rights in Education Act”, comunemente noto come “Don’t Say Gay Bill”, volto a vietare qualsiasi discussione in materia di orientamento sessuale e identità di genere nelle scuole elementari. Un provvedimento che, a poche settimane dalla sua approvazione, diede il via a una massiccia rimozione di libri in vari distretti scolastici, non solo in Florida, ma ispirando anche Texas e Missouri.

Secondo i dati di PEN America, nell’anno scolastico 2022-2023 sono stati censurati oltre 3.360 libri, il 41% dei quali trattavano tematiche LGBTQIA+.

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Fu infatti il 2023 a segnare un’escalation senza precedenti. Le censure si fecero più aggressive e coordinate. Spuntarono liste su liste di centinaia di titoli da eliminare, stilate dalle stesse lobby ultraconservatrici che finanziavano le campagne elettorali degli esponenti repubblicani.

In Florida, si segnalarono proteste e minacce legali contro biblioteche scolastiche che si rifiutavano di rimuovere libri a tema LGBTQIA+ dagli scaffali. A febbraio, il distretto scolastico di Virginia Beach decise di rimuovere il libro A Court of Mist and Fury e avviare petizioni per vietare anche Gender Queer, accusato di essere “osceno”.

E si arriva a quest’anno. Nel marzo 2024, la Ada Community Library in Idaho ha rimosso sei titoli LGBTQIA+, tra cui Gender Queer e This Book Is Gay, sostenendo che violassero la legge statale sulla protezione dei minori. Tuttavia, dopo pressioni pubbliche e una revisione interna, i libri sono stati reintegrati, riconoscendo errori procedurali nella decisione iniziale.

Allo stesso modo, in Arkansas, durante una riunione del consiglio comunale di Siloam Springs, la presenza di dieci libri ritenuti inappropriati ha fatto storcere il naso a un consigliere repubblicano a tal punto che This Book Is Gay è stato temporaneamente spostato nella sezione adulti per calmare le polemiche, pur mantenendolo accessibile.

La Florida rimane comunque uno degli stati più attivi nelle censure. Molti distretti scolastici sono costretti a cedere alle continue pressioni da parte delle amministrazioni locali e statali nel rimuovere titoli a tematica LGBTQIA+.

Un fenomeno che ha contribuito all’isolamento e alla marginalizzazione di centinaia e centinaia di studenti queer in tutti gli stati a maggioranza repubblicana. Il caso di Nex Benedict è certamente uno dei peggiori, ma non l’unico.

Diversi casi riportano insegnanti costretti a dimettersi o sospesi per aver introdotto testi LGBTQIA+ in classe: un docente universitario vittima di un pressante mobbing ha rassegnato le dimissioni dopo aver consigliato in classe l’autobiografia di Schuyler Bailar, che racconta la sua esperienza di transizione.

Ma l’ondata di censura non si ferma agli Stati Uniti. Secondo una ricerca di Index on Censorship, nel Regno Unito a governo labourista più della metà delle biblioteche scolastiche ha dovuto rimuovere classici della narrativa queer e opere a celebrazione della diversità per bambini, etichettati come inappropriati.

Un paradosso in un paese che, sotto un’amministrazione distante ideologicamente da quella precedente, continua però a cedere alle pressioni di gruppi conservatori. Del resto la storia ci insegna che le campagne di censura non sono mai semplici atti amministrativi, ma parte di un’offensiva più ampia ai movimenti per i diritti civili, volta a limitare le narrazioni che sfidano l’ordine patriarcale e capitalista dominante.

Sono atti politici, mirati a cancellare identità, storie e idee che minacciano lo status quo. E quando i libri vengono censurati, non è solo la libertà di parola a essere minacciata, ma la democrazia stessa.

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