È in assoluto uno dei film più attesi dell’imminente Mostra del Cinema di Venezia, Queer di Luca Guadagnino, di ritorno in sala dopo i 100 milioni di dollari incassati dal suo Challengers, titolo lodato dalla critica internazionale e ad oggi suo maggior incasso di sempre.
Guadagnino è stato il grande ospite dell’ultimo giorno della 60° edizione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, dove ha ricevuto davanti a una piazza gremita il Premio Pesaro Nuovo Cinema 60 – da lui dedicato all’attrice Francesca Mizzoni recentemente scomparsa – e dove ha partecipato alla presentazione della monografia a lui dedicata, la prima al mondo, edita nella collana Nuovo cinema di Marsilio, a cura di Simone Emiliani e Cecilia Ermini, dal titolo Spettri del desiderio. Il cinema e i film di Luca Guadagnino.
Molti gli argomenti trattati durante l’incontro. A proposito della sua produzione che potrebbe essere classificata tra fiction e non fiction Guadagnino ha affermato: “Non ho mai pensato a questa divisione così rigida, per me i film sono film, ogni titolo è un film della mia filmografia, non faccio distinzione tra film e documentari, capisco che ci sono le sistematizzazioni critiche che devono essere gestite, ma penso che ogni lavoro che ho fatto abbia in sé il processo compositivo e creativo e di pensiero messo in atto quando si fa un lungometraggio, a me interessa come si rifrangono le verità e le finzioni in entrambe le categorie filmiche. Il cinema è uno strano meccanismo dove si mette continuamente in atto una faticosissima macchina che deve scomparire”.
Impossibile poi non parlare proprio di Queer, che è in finale di mix: “E’ un film che volevo fare da tantissimi anni ed è il mio film più personale. È un omaggio a Powell e Pressburger. Ho visto Scarpette rosse almeno 50 volte e penso che di Queer apprezzerebbero le scene di sesso, che sono numerose e abbastanza scandalose”.
Nel film vedremo anche tre registi del calibro di David Lowery, Ariel Schulman e Lisandro Alonso.

Tratto dall’omonimo romanzo di culto di William S. Burroughs, Queer vede l’ex 007 Daniel Craig protagonista al fianco del lanciatissimo Drew Starkey, Jason Schwartzman, Lesley Manville, Henrique Zaga e Drew Droege. Interamente girato a Cinecittà, Queer di Burroughs è ambientato a Città del Messico, capitale mondiale del delitto. Lee, alter ego dello scrittore, tesse la sua amorosa tela intorno a Allerton, un giovane ambiguo, indifferente come un animale, aggirandosi in locali sempre più sordidi, bazzicati da una fauna putrescente. Rumor alla mano, l’adattamento cinematografico di Queer dovrebbe durare 3 ore.
Ma Guadagnino è pronto a tornare sul set per girare Afterthe Hunt, le cui riprese sono in partenza il prossimo 8 luglio, film con un cast magnifico (Julia Roberts, Andrew Garfield, Ayo Debiri, Cloe Sevigny, Michael Stuhlbarg) che il regista ha definito “un omaggio al cinema bergmaniano di Woody Allen, è una mise en abyme per tre”. Concluso After the Hunt, il regista girerà Camere Separate dal romanzo di Pier Vittorio Tondelli, che lo vedrà ritrovare Josh O’Connor dopo Challengers, e un altro documentario su Bernardo Bertolucci.
