Una nuova campagna nazionale di affissioni è stata lanciata da Pro Vita & Famiglia Onlus per chiedere al governo Meloni una legge che impedisca lo svolgimento di qualsiasi “progetto sulla fluidità di genere” in aula, il consenso informato preventivo dei genitori su ogni attività sensibile, la possibilità per le famiglie di poter esonerare i propri figli dai “corsi gender” è infine lo Stop agli attivisti LGBTQ+ nelle scuole. L’Italia come la Russia di Vladimir Putin.
I nuovi violenti manifesti di Pro Vita

A Roma sono apparsi manifesti che probabilmente verranno presto banditi dal Comune come già accaduto in passato che raffigurano tre bambini, come sempre da loro utilizzati per diffondere odio, con questi messaggi:
“Oggi a scuola un attivista Lgbt ha spiegato come cambiare sesso – Giulio, 13 anni”.
“Oggi a scuola ci hanno letto una favola in cui la principessa era un uomo – Anna, 8 anni”.
“La mia scuola ha permesso anche ai maschi di usare i bagni delle femmine – Matilde, 16 anni”.
Oltre 50 postazioni pubblicitarie di Roma sono state invase da questi manifesti, prima di toccare altre città italiane nelle prossime settimane “per sensibilizzare l’opinione pubblica e mobilitare i genitori“, fa sapere ProVita. L’iniziativa rilancia la petizione “Mio Figlio No. Scuole Libere dal Gender” che ad oggi ha raccolto quasi 30.000 firme per chiedere una legge ad hoc che guarda al modello Viktor Orban.

“Le frasi riportate sui manifesti si riferiscono a progetti gender realmente svolti nelle scuole senza che i genitori fossero informati e coinvolti“, ha detto Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia Onlus. “Ogni giorno Pro Vita & Famiglia riceve segnalazioni da parte dei genitori di attivisti Lgbt, spesso travestiti da presunti “esperti”, che entrano nelle classi per parlare di transizione di genere, identità fluide, Carriera Alias e bagni neutri. Le scuole italiane si stanno trasformando in enormi campi di rieducazione ideologica di massa e questo avviene tramite la sistematica esclusione delle famiglie. Con la campagna “Mio Figlio No. Scuole libere dal gender” chiediamo al Governo provvedimenti urgenti per restituire ai genitori italiani il diritto di educare liberamente i loro figli, come chiede l’83% degli italiani secondo un recente sondaggio svolto dall’istituto Noto“.
Proseguie quindi l’ossessione omotransfobica di ProVita, con l’UE che starebbe valutando di cancellare l’associazione ultra cattolica dal registro trasparenza, raggiungendo vette mai toccate prima grazie ad un governo amico. Quello che chiede Jacopo Coghe è di fatto che quello che propone la Lega con il deputato Sasso, che in commissione cultura ha fatto approvare con il sostegno di tutta la maggioranza una risoluzione che in perfetto stile Ungheria si pone l’obiettivo di arginare la fantomatica “ideologia gender” nella scuola pubblica. Se non fosse che siano proprio loro, gli ultra-cattolici di destra come recentemente visto al Liceo Montale di Roma, a voler presentare agli studenti senza neanche il consenso dei docenti negazionisti del femminicidio, anti-lgbt e anti-aborto. Dal Campidoglio, nel frattempo, è già partito il bando da 420.000 euro per l’educazione affettiva nelle scuole medie, in modo tale da prevenire e contrastare la violenza maschile sulle donne e le discriminazioni basate sul genere e sull’orientamento sessuale.
