La recente nomina di Marina Terragni a Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza ha sollevato un’ondata di indignazione. Figura nota per le sue posizioni transfobiche e discriminatorie, Terragni non può rappresentare un ruolo che richiede sensibilità, equilibrio e inclusività. La sua nomina non è solo un errore, ma un pericoloso passo indietro per i diritti dei minori e la fiducia nelle istituzioni italiane, sempre più ostaggio di una maggioranza di estrema destra ossessionata da un’assidua persecuzione alla comunità LGBTIAQ+.
Una figura divisiva e inadatta
La nomina di Marina Terragni è una scelta apertamente ideologica, ed è parte di una strategia governativa più ampia volta a collocare figure politicamente allineate in ruoli cruciali, sacrificando competenze e idoneità. Dal consolidamento mediatico di posizioni di destra nella Rai ridotta a “TeleMeloni”, alla lotta contro la cosiddetta teoria gender – come dimostrato dalla Risoluzione Sasso ormai applicata a livello locale come nel caso di Pavia documentato proprio oggi -, fino al campo dell’infanzia, emerge un disegno chiaro: una sostituzione ideologica delle classi dirigenti italiane. In questo scenario, si inserisce la regia polarizzante della ministra Eugenia Roccella.

Terragni, negli anni, si è distinta per le sue posizioni apertamente contrarie alla teoria gender e per l’ostilità verso politiche di inclusione, specialmente nei confronti delle persone trans. Ha negato pubblicamente l’esistenza di giovani persone trans, affermando in modo perentorio che “i bambini trans non esistono”. Inoltre, ha sostenuto l’esclusione dei bambini trans dallo sport, si è opposta alla genitorialità delle persone LGBTQIA+ in piena sintonia con la persecuzione delle famiglie omogenitoriali e ha criticato aspramente i genitori di giovani trans, supportando ideologicamente l’osservatorio governativo che sta mettendo pressione sull’operato del Careggi di Firenze, ritenuto un’eccellenza nel trattamento di giovani persone gender variant . Tra i suoi bersagli principali c’è anche l’ospedale Careggi, uno dei principali centri italiani per il supporto alle persone con varianza di genere.
La sua opposizione al DDL Zan fu altrettanto esplicita, poiché la proposta di legge, successivamente bloccata al Senato tra applausi e risate, includeva l’aggravante per i reati motivati da odio transfobico. Terragni è stata inoltre tra le promotrici della legge Varchi, che ha introdotto la criminalizzazione universale della gestazione per altri.
Anche il Gruppo di lavoro per la Convenzione sui diritti dell’infanzia (CRC) ha espresso forte preoccupazione per la nomina di Terragni, sottolineando come il ruolo richieda una tutela inclusiva di tutti i minori, comprese le persone trans e i figli di coppie omogenitoriali.
Perché Marina Terragni è inadeguata, così una odiatrice seriale è garante per l’infanzia
Un tradimento dei principi istituzionali
La procedura di nomina prevede che il candidato possieda competenze specifiche, indipendenza e una comprovata esperienza nel campo della tutela dei minori e dei diritti umani. La scelta di Terragni tradisce questi requisiti fondamentali. Al contrario, appare come una mossa politica che sacrifica il merito per ideologie personali e di cordata politica.
La reazione della società civile: la petizione
La comunità LGBT+ e numerose associazioni del settore hanno espresso la loro ferma opposizione. Professionisti, genitori e attivisti sottolineano come la nomina non solo sia inadeguata, ma rappresenti una minaccia per la tutela dei diritti dei minori.
Di fronte a questa grave situazione, un’ampia coalizione di associazioni ha lanciato una petizione per chiedere ai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, di revocare la nomina di Marina Terragni. È fondamentale che questo ruolo cruciale venga affidato a una persona qualificata, inclusiva e impegnata nella difesa dei diritti di tutti i minori.
La campagna proposta dall’associazione radicale Certi Diritti è condotta da: Certi Diritti, Educare alle differenze, AGEDO Nazionale, GayNet, Rete Genitori Rainbow, Gruppo Trans APS, Agapanto, CEST, Famiglie arcobaleno, Omphalos LGBTI, Antinoo Arcigay Napoli, Pride Vesuvio, Quore APS, Gender X, Intersex Esiste, Nudi, Arcigay Nazionale, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Genitori e bimb* intersex, GenderLens, Maurice GLBTQ, Libellula Italia APS, Coordinamento Torino Pride, ALFI – Associazione Lesbica Femminista Italiana, Sportello Trans ALA Milano Onlus e T Genus.
Di seguito un incredibile post di Marina Terragni durante le ultime Olimpiadi di Parigi: è questa una figura equilibrata a cui affidare le garanzie per l’infanzia e l’adolescenza delle giovani persone italiane?
