“Atto vergognoso, è in atto una vera persecuzione”. Famiglie Arcobaleno replica alla procura di Padova

La decisione choc di cancellare 33 famiglie omogenitoriali ha suscitato furenti reazioni.

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Una decisione choc, nel giorno in cui la proposta di legge di tramutare la GPA in reato universale è arrivata alla Camera dei Deputati. La Procura di Padova ha ieri ufficialmente impugnato tutti e 33 gli atti di nascita registrati dal sindaco Sergio Giordani, dal 2017 a oggi, relativi ai figli delle coppie omogenitoriali. Un decreto del Tribunale che cancella la mamma non biologica dallo stato di famiglia. Un taglio netto ad un genitore legale a minori anche a distanza di 6 anni dalla nascita: “un atto vergognoso e indegno di un paese civile“, ha tuonato Alessia Crocini, Presidente di Famiglie Arcobaleno.

Mentre Carolina Varchi di FDI, relatrice della proposta di legge contro la GPA, oggi assicurava in Parlamento che il suo partito ha a cuore tutti i bambini, veniva notificata alle prime mamme di Padova l’impugnazione del certificato di nascita: ipocrisia allo stato puro di un Governo che da quando si è insediato agisce in maniera sistematica per cancellare i diritti dei nostri figli. Come Famiglie Arcobaleno lotteremo accanto a questi genitori e non lasceremo nessuna azione intentata ma è bene che la società civile italiana si renda conto che c’è in atto una vera persecuzione dei bambini con due mamme o due papà e prenda una posizione chiara.”

In una città dove per tutti questi anni nessun certificato era mai stato impugnato, la cosa è avvenuta a pochi mesi dalla circolare del Ministro dell’Interno Piantedosi ai Prefetti. Sarà una casualità?.

La decisione della procura di Padova di impugnare 33 atti di nascita dal 2017 di bambini con due mamme è crudele e disumana, diretta conseguenza della politica persecutoria del governo contro le famiglie arcobaleno“, ha cinguettato Alessandro Zan. “Questi bambini rimarranno orfani di una madre per decreto“.

Nel pomeriggio di ieri Elly Schlein, alla direzione Pd,  aveva nuovamente preso posizione al fianco della comunità LGBTQIA+ nazionale: “Siamo di fronte a un attacco senza precedenti in Europa e nel mondo sui diritti. Continueremo a batterci per matrimonio egualitario, legge contro l’odio, educazione alle differenze, adozioni e per le Famiglie arcobaleno“.

33 atti di nascita, dal 2017 a oggi, impugnati dalla Procura di Padova. Non 33 pezzi di carta ma 33 bambini, esseri umani“, ha tuonato Riccardo Magi di +Europa. “E uno è stato già annullato. Ecco cosa produce l’omofobia di Stato di questo governo e di un ministro come Piantedosi che passa sopra i corpi e i sentimenti dei bambini e delle loro famiglie per imporre un unico modello di famiglia. Come si fa ancora a sostenere che non c’è la volontà di discriminare questi bambini? E intanto alla Camera continua l’iter della legge Varchi contro la Gpa che vorrebbe addirittura incriminare i genitori. Uno scenario da film horror, in cui il governo dà la caccia a famiglie e bambini in un accanimento persecutorio. Ma i prefetti non hanno di meglio da fare? Sembra un governo dei talebani e degli ayatollah. Questo è stalking di Stato: invitiamo i genitori di questi bambini a ricorrere contro gli annullamenti, per riportare la questione davanti alla Corte Costituzionale“.

Cancellare 33 certificati di nascita relativi a 33 coppie di mamme dal 2017 ad oggi a Padova, è un atto ideologico della procura, che priverà di diritti 33 bambini alcuni hanno già 6 anni e sono cresciuti con 2 mamme, peraltro alcuni hanno i genitori riconosciuti in altri stati Europei e da oggi non più in Italia“, hanno precisato Fabrizio Marrazzo e Marina Zela del Partito Gay LGBT+, Solidale, Ambientalista, Liberale. “In questo modo, si palesa una chiara discriminazione per le coppie LGBT+, perché se i bambini nascono per fecondazione assistita o per maternità surrogata, vengono privati di diritti, se invece sono nati con fecondazione assistita o maternità surrogata e dati ad una coppia eterosessuale hanno tutti i diritti, perchè non rintracciabili da nessun certificato, anche se nati in India o in Russia dove le donne sono sfruttate. Inacettabile, che le coppie LGBT+ debbano subire tale discriminazione. Il Parlamento deve dare risposte e non discriminare, la Presidente Meloni interrompa questa guerra ideologica contro le persone LGBT+”.

 

Questa maggioranza ribadisce che le persone omosessuali non possono essere considerate idonee alla genitorialità, grazie a uno spaventoso e non casuale vuoto legislativo che lascia spazio all’arbitrio e a gesti violenti e minacciosi”, ha aggiunto il presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Mario Colamarino. “Di fronte alla persecuzione sistematica di famiglie innocenti è impossibile non fare appello alla società civile affinché si unisca a noi nella lotta per i diritti, che coinvolge tutte e tutti e che viola le indicazioni dell’Unione Europea. Rimane la contraddizione di un governo che si fa scudo di valori tradizionali cattolici per poi raccogliere il testimone da Erode, decimatore di famiglie”.

Chi crede che basti “cancellare” un genitore, evidentemente dimentica la potenza del legame d’amore con i figli/e… ma soprattutto: farlo in nome di bambini e bambine è l’insulto più grande alla dignità e al rispetto dell’infanzia, al diritto a veder riconosciuta la propria famiglia e i propri legami“, ha scritto sui social Francesca Vecchioni. “Lo stigma sociale che genera, il dolore che provoca, la gravità di un pensiero così cieco, sono responsabilità gravissime di ognuno/a di noi nei loro confronti“.

Sergio Giordani, sindaco di Padova, non si è detto affatto preoccupato dalle pagine di LaRepubblica: “Sono sereno e convinto delle scelte fatte”. “Dal 2017 trascrivo gli atti di nascita delle bambine e dei bambini figli di due mamme. È un atto di responsabilità verso questi piccoli perché non accetto il pensiero che ci siano bambini discriminati fin da subito e appena nascono nei loro fondamentali dirittti. Lo abbiamo sempre tempestivamente comunicato alla Procura di Padova dopo ogni atto senza avere mai controdeduzioni“. “Ci sono momenti nei quali un Sindaco è da solo con la sua coscienza e la costituzione e deve decidere nell’interesse primario di chi ha davanti, per me e, ritengo, per la Costituzione l’interesse di questi piccoli era quello da mettere al centro“.

Valeria Sanzari, Procuratrice di Padova, ha ribadito che “le notifiche dell’impugnazione arriveranno a tutte le 33 coppie per le quali abbiamo chiesto al Comune, ad aprile, gli atti anagrafici. Ci sono tempi tecnici di assegnazione agli uffici e quindi non è possibile dire a quante famiglie sia già stata notificata l’impugnazione. Io sono tenuta a far rispettare la legge, con l’attuale normativa non posso fare altro“.

Chi ha festeggiato la decisione presa dalla procura di Padova, invece, è Pro Vita e Famiglia, che ha parlato di “33 iscrizioni anagrafiche illegittime in cui si attesta falsamente che 33 bambini sarebbero figli di “due madri”. Non si nasce da due donne. Quei bambini hanno un padre, che gli è stato rubato. Quello della Procura è un vero atto di Giustizia“.

 

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