Sotto una pioggia battente, domenica mattina poco più di 6.000 persone hanno detto basta all’omobitransfobia realizzando un’enorme bandiera LGBTQ+ umana che ha riempito l’intera Plaza de la Constitución di Città del Messico. Un “flash-mob” entrato nella Storia, per la realizzazione della bandiera Pride “umana” più grande di sempre.
Alle 11:30 del mattino centinaia di ombrelli rossi sono stati issati in cielo. Poi sono arrivati quelli arancioni, gialli, verdi, fino a quando i sei colori dell’arcobaleno non hanno dipinto la lastra bagnata di Plaza de la Constitución con le tonalità con cui la comunità LGBTQIA+ internazionale si identifica da mezzo secolo.
Nascita di una bandiera Pride vivente
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“Sono così felice di essere qui. La danza è vita, è amore, ed è quello che stiamo facendo oggi“, ha detto a ElUniversal Ramón, uomo bisessuale con un ombrello verde. Due ore prima della formazione della bandiera, la coreografa Talía Loaira ha insegnato alcuni semplici passi a tutti i presenti, dall’alto di una piattaforma. “Abbiamo iniziato aprendo l’ombrello“, ha rivelato, tra problemi tecnici e tante risate. “Quelli in verde, datevi una mossa!”, ha scherzato Talía, mentre lentamente la super bandiera prendeva forma. Prima si sono aperti gli ombrelli rossi, poi quelli arancioni, poi quelli gialli, verdi, blu e infine quelli viola. Per poi chiudersi tutti insieme, a passo di danza.
“È stato difficile per me. Essere qui oggi è bellissimo. Sono felice, è tutto ciò che posso dire“, ha rivelato Jano, uomo gay con un ombrello giallo. In piazza è arrivata anche Clara Brugada, accolta al grido di “la lotta continua!” e “resistiamo!”.
Città del Messico Capitale dell’Orgoglio
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“Oggi Città del Messico decide di issare la bandiera della diversità sessuale come simbolo, come bandiera che invoca anche la pace in pieno giugno, Mese dell’Orgoglio. Parlare di pace significa parlare della richiesta di rispetto per gli altri, di essere come e chi vogliano essere“, ha affermato dal palco. “Città del Messico è e continuerà a essere la città dei diritti e delle libertà, dove nessuna identità sarà negata e nessun modo di amare sarà motivo di esclusione o violenza”, ha proseguito Brugada, capo del governo di Città del Messico dopo aver vinto le elezioni del 2024, per poi aggiungere sui social: “Ci assumiamo con responsabilità l’impegno di costruire una città più giusta, egualitaria e umana, dove ogni persona vive con pienezza e senza paura di essere chi è. La monumentale immagine che formiamo oggi con i nostri corpi e i nostri colori è un messaggio chiaro: questa è la capitale della diversità e della pace, è la Capitale dell’Orgoglio”.
Lo scorso anno Claudia Sheinbaum ha fatto la storia diventando la prima donna presidente del Messico. Candidata di Morena, il partito di centrosinistra del presidente uscente Andrés Manuel López Obrador, Sheinbaum ha stravinto le elezioni con quasi trenta punti percentuali in più della rivale Xóchitl Gálvez, di centrodestra
In Messico il matrimonio egualitario è legale dal 2022, mentre l’adozione per le coppie LGBTQIA+ è valida sol a Città del Messico e in altri 7 Stati.
