Leto v pionerskom galstuke, di Elena Malisova e Katerina Silvanova, che si può tradurre in Italiano con “Un’estate col fazzoletto da pionieri“, è il libro più letto nei primi mesi del 2022 in Russia.
Ma dato che al centro della storia vi è l’amore gay tra due ragazzi, il romanzo è stato censurato in accordo con la legge anti LGBTQ+ di Putin, e pertanto circola attualmente solo in forma clandestina.
Il libro non esiste in Italiano, una versione in lingua originale è elencata su amazon ma attualmente non é disponibile.
Si tratta di romanzo di genere “young adult” ambientato nella Russia (U.R.S.S.) del 1986, in un campo estivo dell’Organizzazione dei Pionieri, qualcosa di simile ad un campo scout in salsa sovietica.
Il sedicenne Yuri si innamora del capogruppo Volodya, un diciannovenne, che in cuor suo ricambia, ma, nonostante il romanzo faccia riferimento ad un’altra epoca, la costante è l’impossibilità di vivere alla luce del sole un amore omosessuale.
Infatti, la legge sovietica del tempo prevedeva condanne fino a 5 anni per le relazioni omosessuali. Oltre a questo anche i sensi di colpa di Volodja, che teme di traviare Yoru, rendono la storia tormentata e sofferta.
Al termine dell’estate i due seppelliscono una “scatola” del tempo, con gli oggetti ed i ricordi più significativi di quel periodo, e, una volta separatisi, si scrivono per qualche tempo per poi perdersi.
Ma nel 2006, Yuri, ritrova la scatola del tempo, ed il romanzo si chiude con il suo proposito di ritrovare Volodja.
L’editore del libro, Mosca Popcorn Books, è specializzato in narrativa young adult, ma ha anche un occhio attento alla diversità, ed é anche l’editore Russo di Chiamami con il tuo nome di Aciman.
Il successo del libro nasce in modo singolare e se vogliamo pardigmatico su quanto sia impossibile o quasi imbrigliare una storia avvincente anche quando tutto rema contro.
Pubblicato inizialmente come opera autoprodotta, il romanzo ha beneficiato in un primo momento del passaparola come fenomeno BookTok su TikTok, piattaforma di entertainment cinese, che in patria avversa la comunità LGBTQ+, mentre in Russia é essa stessa sotto accusa
Le due autrici si sono conosciute proprio su una piattaforma di auto-pubblicazione Ficbook; Malisova è Moscovita mentre Silvanova è originaria di Karkhiv, in Ucraina.
La messa all’indice del libro è partita dalle critiche deliranti dello scrittore nazionalista Prilepin, il quale ha stigmatizzato il fatto che il libro ambientasse una storia omosessuale in un contesto denso di simboli ufficiali del periodo sovietico, come per sostenere una sorta di oltraggio alla bandiera retroattivo perpetrato nel regno della fiction, accuse che farebbero sorridere o consigliare un bravo psichiatra, se non fosse che nella Russia di oggi queste crociate ideologiche e paranoidi sono di fatto il leit motiv della propaganda di regime e rischiano di sconfinare nella violenza.
Preplin infatti ha sostenuto che la casa editrice andrebbe “bruciata”, ed il fatto che una delle autrici fosse Ucraina ha ulteriormente aizzato i nazionalisti russi, che hanno attaccato il libro anche attraverso le principali trasmissioni tv di regime, condannando l’immaginaria decadenza morale e millantando la promozione della pedofilia nel romanzo, accusa non solo oscurantista ma anche risibile, dato che l’amore descritto è del tutto platonico e non vi sono rappresentate situazioni a sfondo sessuale.
Anche in seguito alle minacce ricevute, Silvanova ha dovuto fare ritorno a Karkhiv, dopo anni in Russia. Ma il successo del libro sembra inarrestabile e l’annuncio di una seconda puntata ha già scatenato i fans, che hanno fatto andare in shut down il sito dove era possibile prenotare il seguito.
