44esimo indimenticato presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama è tornato a parlare dalle frequenze del podcast di Marc Maron, parlando non solo dello stato di salute del proprio Paese ma anche di bambini trans, mai come in questo momento sotto attacco politico per volontà di Donald Trump.
L’apparizione a “WTF With Marc Maron” di Obama è arrivata quasi un decennio dopo la prima visita di Barack allo studio di registrazione di Maron a Los Angeles, mentre era ancora alla Casa Bianca. In questo caso la chiacchierata si è svolta nell’ufficio di Obama a Washington, D.C., con al centro del dibattito il carattere dei più giovani e il senso di comunità.
“Penso che parte di ciò di cui dovremmo parlare maggiormente, e che un tempo scaturiva dalla chiesa o dalle storie che raccontavamo ai nostri figli, sia questo senso di ‘sai cosa? Il carattere conta, l’onestà conta, la comunità, la famiglia, la lealtà e la gentilezza contano'”.
Barack Obama e il messaggio di vicinanza ai bambini trans d’America
Secondo Obama questi principi dovrebbero far parte di un progetto politico molto più ampio, in grado di riaffermare i valori fondamentali mentre ci si muove in un mondo in continua evoluzione. “In realtà avevo dei valori piuttosto antiquati, anche se avevo idee progressiste o innovative”, ha confessato l’ex presidente, che ha poi collegato queste idee al necessario sostegno che tutti noi dovremmo dare ai bambini trans, enfatizzando l’empatia rispetto al giudizio.
“Se parlavo di questioni trans, non lo facevo con superiorità e non dicevo ‘oh, sei un bigotto'”. “Direi: ‘Sapete cosa? È già abbastanza dura essere un adolescente, trattiamo tutti i bambini con dignità’. Perché dovremmo voler vedere dei bambini bullizzati o umiliati? Perché dovremmo farlo? E se si trattasse di nostro figlio?”.
Durante la conversazione di un’ora con Maron, Obama ha criticato alcuni messaggi progressisti definendoli “moralisti“, esortando le persone a rimanere fedeli alle proprie convinzioni, pur riconoscendo la complessità della vita. “Non si può fare continuamente la predica senza riconoscere che anche noi abbiamo dei punti ciechi e che la vita è complicata”. “Dire: ‘Ho delle convinzioni profonde, ma forse sbaglio su questo’ non è debolezza, fa parte dell’essere onesti”.
A inizio 2025 con il “Protecting Children from Chemical and Surgical Mutilation”, gli USA di Donald Trump hanno imposto un divieto federale ai trattamenti di affermazione di genere per i minori, che si tratti di interventi chirurgici o terapie ormonali. Una politica violenta e transfobica mascherata da “protezione dell’infanzia”. Ma i trattamenti per la disforia di genere nei minori sono ampiamente documentati dalla comunità scientifica internazionale e regolati da protocolli estremamente cauti. Prima che un adolescente possa accedere a terapie ormonali deve affrontare un lungo percorso di valutazione psicologica e medica, che tiene conto della persistenza della disforia e del benessere psicologico del giovane. Un approccio criticato perfino da attivisti e organizzazioni per la tutela dei diritti trans*, perché nella sua minuziosità è estremamente patologizzante.
Le chirurgie affermative, ad esempio, sono già infatti limitate a casi eccezionali, e vengono eseguite solo dopo i 18 anni o in circostanze attentamente valutate da équipe mediche multidisciplinari. Ma per l’ultradestra, come è ormai evidente, il punto non è la scienza, né la protezione dei minori. Il punto è la politica.
Barack Obama, un presidente al fianco della Comunità LGBTQIA+
Ad oggi ancora prima e unica persona di origini afroamericane a diventare presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama è stato alla Casa Bianca per otto anni, dal 2009 al 2017. In quegli anni ha giocato un ruolo fondamentale nel promuovere i diritti e l’uguaglianza per la comunità LGBTIQ+. Sin dall’inizio della sua amministrazione ha affrontato temi cruciali riguardanti i diritti civili e la discriminazione, ottenendo importanti risultati legislativi e simbolici.
Una delle prime azioni significative è stata la firma del Matthew Shepard and James Byrd Jr. Hate Crimes Prevention Act nel 2009, che estende la legge sui crimini d’odio per includere quelli basati sull’orientamento sessuale e l’identità di genere. Nel 2010 l’amministrazione Obama ha abrogato la controversa politica “Don’t Ask, Don’t Tell”, che proibiva alle persone apertamente omosessuali di servire nelle forze armate. La revoca di questa politica ha permesso a migliaia di militari LGBTIQ+ di servire apertamente e senza timore di essere congedati a causa del loro orientamento sessuale. Uno dei momenti più significativi del suo secondo mandato è stato il supporto alla legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Nel maggio 2012 Obama è diventato il primo presidente in carica a dichiarare il suo sostegno pubblico per il matrimonio egualitario. Questa dichiarazione ha avuto un impatto significativo, influenzando l’opinione pubblica, fino alla storica decisione della Corte Suprema del 2015 che ha legalizzato il matrimonio tra persone dello stesso sesso in tutti gli Stati Uniti. La Casa Bianca, per celebrare questo traguardo, venne illuminata con i colori dell’arcobaleno.
Nel 2014 Obama ha firmato un ordine esecutivo che proibiva la discriminazione basata sull’orientamento sessuale e l’identità di genere da parte dei contraenti federali, per poi lavorare per migliorare l’accesso alla sanità per le persone LGBTIQ+. L’Affordable Care Act ha vietato la discriminazione basata sull’orientamento sessuale e l’identità di genere da parte degli assicuratori, permettendo a più persone di ottenere cure mediche adeguate e copertura assicurativa. Obama ha inoltre sostenuto la creazione di un piano nazionale per combattere l’HIV/AIDS. Nel 2016 l’amministrazione ha emanato linee guida per le scuole pubbliche per permettere alle giovani persone transgender di utilizzare i bagni e gli spogliatoi che corrispondono alla loro identità di genere. Infine, Obama ha nominato il primo inviato speciale per i diritti umani delle persone LGBTIQ+ al Dipartimento di Stato, sottolineando l’importanza di promuovere i diritti delle persone LGBTIQ+ a livello globale. Questo ruolo ha permesso agli Stati Uniti di sostenere le organizzazioni che lavorano per i diritti LGBTIQ+ in tutto il mondo e di opporsi alle leggi discriminatorie in altri paesi.
Nel 2024, in occasione della Giornata della Visibilità Transgender, Barack e Michelle Obama hanno espresso la propria vicinanza ad “ogni persona trans in America e nel mondo. Vogliamo che sappiate che vi vediamo e che siamo al vostro fianco. Dignità, uguaglianza e giustizia sono fondamentali per garantire che tutte le persone LGBTQIA+ si sentano al sicuro e protette”.

